Forlì, commercio. La Filcams Cgil chiede la riapertura delle trattative

Forlì, commercio. La Filcams Cgil chiede la riapertura delle trattative

Maria Giorgini, Filcams Cgil Forlì

FORLI' - Si è concluso il percorso di consultazione sul contratto nazionale del commercio che ha visto impegnata la Filcams Cgil nel mese di aprile. A seguito della firma separata del Contratto nazionale di lavoro del Commercio da parte di Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, la Filcams ha portato al voto sul contratto 802 lavoratori nel territorio forlivese tramite 44 assemblee svolte nel territorio. "L'esito della consultazione avvenuta con "Voto Certificato" è chiara", affermano dal sindacato.

 

"I lavoratori bocciano l'accordo firmato da Fisascat e Uiltucs con un risultato straordinario : su 802 presenti alle assemblee, 770 si sono dichiarati contrari all'accordo chiedendo la riapertura del tavolo di trattativa e soltanto 8 si sono espressi favorevolmente e 24 si sono astenuti - affermano da Filcams Cgil - I lavoratori hanno pertanto confermato che la decisione di Confcommercio e di CISL e UIL di arrivare alla firma separata del contratto del Terziario è una decisione gravissima e sbagliata che non recupera potere di acquisto e toglie diritti. In aggiunta, i lavoratori hanno criticato apertamente la scelta di Fisascat e Uiltucs che non hanno accettato la sfida democratica di una consultazione unitaria con voto certificato sul contratto nazionale, firmando il contratto il 6 aprile senza chiedere consultare i lavoratori".

 

"L'intesa è pertanto stata bocciata dai lavoratori per le seguenti ragioni: cancella il diritto al pagamento della malattia per i primi 3 giorni, che verranno retribuiti con un meccanismo graduale facendo perdere ai lavoratori fin dal 3° evento parte della retribuzione per arrivare al 5° evento per il quale non ci sarà pagamento. Prevede la possibilità per le aziende di avviare un percorso di fuoriuscita dalla cassa pubblica per il pagamento della malattia - INPS a favore della costituzione di una cassa privata co-gestita tra cisl-uil e confcommercio, distruggendo così nei fatti il sistema previdenziale. Toglie ai nuovi assunti le 104 ore di permesso portandole a 32. Le 104 ore si recupereranno solo passati 4 anni di lavoro, aumentando così il divario tra nuovi assunti e stabilizzati, incentivando così il ricorso di contratti a termine o precari. La parte economica non recupera il potere di acquisto dei lavoratori e delle famiglie. Infatti l'aumento salariale di 86.00 lordi a regime ovvero alla fine dei 3 anni di vigenza comporta il mancato recupero del potere di acquisto per i lavoratori che si troveranno con buste paga sempre più basse. Introduce la possibilità di effettuare deroghe peggiorative al contratto nazionale mortifica e snatura la contrattazione di secondo livello tesa fino ad oggi a migliorare le condizioni dei lavoratori. Recepisce le politiche del lavoro del ministro Sacconi come arbitrato, clausola compromissoria, certificazioni che indeboliscono il lavoratore sul luogo di lavoro "

 

Pertanto la Filcams del territorio forlivese come risposta all'accordo separato supportati dall'esito della consultazione chiede, assieme agli altri territori, la riapertura del tavolo nazionale di trattativa e parteciperà con forza allo sciopero generale indetto dalla CGIL per il 6 maggio invitando i lavoratori e le lavoratrici a lottare per i valori e temi che riguardano le condizioni di vita, di lavoro, di libertà di tutti i lavoratori e le lavoratrici e quindi dei cittadini del nostro paese.

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