Forlì, Confindustria spiega l'internazionalizzazione

Forlì, Confindustria spiega l'internazionalizzazione

FORLI' - Ben 175 partecipanti hanno affollato la sala convegni ENAV di Forlì, nel pomeriggio dello scorso 24 febbraio, per assistere al Secondo Forum per l'internazionalizzazione organizzato da Confindustria Forlì Cesena con il contributo della Camera di Commercio della Provincia di Forlì Cesena.

 

Presenti soprattutto imprenditori, oltre a rappresentanti delle Università, delle Banche e ad autorità locali, riuniti per affrontare l'internazionalizzazione e i mercati esteri, visti come base di partenza per trovare "Le coordinate per viaggiare di nuovo ad alta quota".

 

Dopo il benvenuto di Vincenzo Colonna, Vice Presidente per l'internazionalizzazione di Confindustria Forlì Cesena, e i saluti di Giuseppe Baldetti, Direttore ENAV Academy, eccellenza locale per la formazione e la ricerca applicata nel settore del controllo del traffico aereo, Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio Forlì Cesena, ha introdotto il tema dell'export, che nel 2010 ha visto una prima fase di ripresa soprattutto - per quanto riguarda la provincia - nei settori macchine ed apparecchiature meccaniche e metallurgia.

 

Da qui si è entrati nel merito dell'internazionalizzazione, grazie all'intervento del direttore del Centro Studi Confindistria Luca Paolazzi incentrato sul tema "Superare la crisi, le sfide dei nuovi mercati". Paolazzi ha analizzato i dati Ocse, offrendo un quadro generale dell'economia mondiale e italiana. Emerge che paesi come il nostro, per tornare a crescere, devono puntare sui nuovi mercati (es. Cina, Brasile, Russia), che richiedono materie prime e tendono ad allinearsi ai nostri stili di vita.

 

Oltre ai nuovi mercati, Paolazzi ha evidenziato quanto sia importante, per crescere, investire sull'innovazione. Il mercato italiano dovrebbe migliorare ambiti quali la ricerca e lo sviluppo, ideare l'applicazione e l'uso delle nuove tecnologie. In conclusione, un invito a sviluppare anche il capitale umano e le infrastrutture, che possono trasformarsi in risorse e permettere all'azienda di emergere, e a non dimenticare il patrimonio turistico e culturale, impossibile da copiare.

 

Si è aperta, a questo punto, la tavola rotonda in cui Cesare Trevisani (AD del Gruppo Trevi), Alfredo Aureli (AD di SCM Group) e Andrea Soriani (Direttore Marketing Maserati North America) hanno raccontato la loro esperienza all'estero, tra crisi e crescita.

 

Alfredo Aureli, ad esempio, sostiene che sia fondamentale conoscere il proprio patrimonio per poterlo esportare all'estero. Fuori dai confini la notorietà del marchio è una garanzia, i clienti ricercano i servizi post vendita e, quindi, sono necessarie filiali all'estero, per produrre in loco e garantire vicinanza. Infine, una riflessione sulla crisi, che può divenire un motivo per riorganizzarre e razionalizzare l'azienda, senza necessariamente licenziare o cassaintegrare i dipendenti.

 

Nei suoi interventi, Cesare Trevisani ha evidenziato l'importanza di "fare rete" tra imprese, per ottenere agevolazioni e per affrontare l'estero con maggiore consapevolezza. Oltre a questo, è fondamentale la formazione del personale, che deve volere e sapere affrontare nuovi mercati, pur mantenendo un forte legame con l'azienda. Salvaguardare la propria identità culturale e aprirsi al mondo sono le parole chiave per espandersi.

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Andrea Soriani, che ha scelto di lavorare negli Stati Uniti, fa notare che all'estero c'è domanda di prodotti italiani, ma che è indispensabile sapere spiegare questi prodotti. Fuori dai confini ci sono pochi italiani, ma è importante investire all'estero, posizionare il prodotto basandosi su infrastrutture solide. Una pecca dell'Italia, ai suoi occhi, è la mancanza di una struttura che agevola l'esperienza di lavoro all'estero.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -