Forlì, congresso giovani chirurgi: tocca a Salvatore Giannella

Forlì, congresso giovani chirurgi: tocca a Salvatore Giannella

FORLI' - Un conduttore d'eccezione per il talk-show sulla formazione del giovane chirurgo, promosso nell'ambito della prima giornata di lavori del congresso nazionale della SPIGC, Società polispecialistica italiana dei giovani chirurghi, in corso in questi giorni a Forlì. A guidare il dibattito e trarre le conclusioni è stato infatti Salvatore Giannella, uno dei grandi maestri del giornalismo italiano, già direttore di l' "Europeo" e "Airone". Suggestiva l'ambientazione, con i relatori che hanno preso la parola all'ombra di una gigantografia di Gian Battista Morgagni, padre dell'anatomia patologica nonché fulgido esempio di giovane brillante. «Morgagni ha tutti i titoli per parlare alle nuove generazioni - commenta Giannella - a 16 anni ha iniziato l'Università, che ha concluso nel 1701 ad appena 19 anni, laureandosi sia in Medicina che in Filosofia. Credo che tutti i congressisti possano prenderlo a modello». Proprio nel segno di Morgagni e dell'ospedale forlivese a lui intitolato si è dipanata la discussione. «A Forlì 8 chirurghi su 10 hanno meno di 40 anni - prosegue il giornalista - se non è un record nazionale, poco ci manca».

 

Il primo aspetto a essere sviscerato è stato la lunga marcia delle donne in chirurgia, ricordando alcune figure chiave di tale percorso, dalla prima laureata in medicina al mondo, Lucrezia Carnaro, nel 1678 a Padova, a Elisabeth Blackwell, che concluse gli studi ma non potè mai esercitare la professione di chirurgo per un'infenzione all'occhio che la resa cieca. Paolo Carcoforo, di Ferrara, Micaela Piccoli, di Modena, Niccolò Daddi, di Perugia, hanno invece fotografato la tendenza dei giovani chirurghi in Italia mettendola a confronto con i colleghi europei. «In Italia - rivelano - il 67% dei chirurghi under 40 si dichiara deluso della formazione ricevuta». Tuttavia, c'è stato spazio anche per un giovane che ce l'ha fatta: Fabrizio Panaro, di Genova, la cui esperienza ha suscitato grande interesse nei presenti. Dopo la specializzazione, Panaro si è trasferito in Francia alla ricerca di lavoro e incarichi di responsabilità, coronando entrambe le aspirazioni. «Purtroppo, l'esportazione di capitale intellettuale dall'Italia - chiosa Giannella - rappresenta non solo una perdita di risorse umane qualificate e di denaro speso per formarle, ma anche di tecnologie innovative, che vedono l'Italia arretrare nel mondo della conoscenza».

 

Un altro tema toccato è stato quello dei chirurghi sotto tiro. In cima alla graduatoria dei reparti più a rischio figura infatti la chirurgia, col 26% di eventi sentinella, seguita dalla ginecologia (17%), medicina (13%), Pronto Soccorso (12%), e ortopedia. Per Neurologia, Neonatologia, Pneumologia, Ematologia e Cardiologia, i casi di malasanità rappresentano il 2-3% del totale. «Le cause - illustra Giannella - sono turni stressanti e compiti difficili assegnati a giovani non esperti. Raramente, però, l'errore è da imputare al singolo medico: la maggior parte della colpa, infatti, è da attribuire a un'organizzazione degli ospedali che non prevede sufficienti controlli per individuare lo sbaglio prima che sia troppo tardi».   

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