Forlì, Consiglio provinciale. Dibattiti su Area Vasta, frane e Villa Selva

Forlì, Consiglio provinciale. Dibattiti su Area Vasta, frane e Villa Selva

FORLI' - Il Consiglio Provinciale di questo pomeriggio, 14 marzo 2011, si è aperto con la discussione di alcune interrogazioni.

 

Secondo parere medico, nessuna discussione in Area vasta

La prima interrogazione è stata proposta da Stefano Gagliardi, capogruppo PdL, che ha interrogato sulla proposta del secondo parere medico, "imposta dalla Regione e dall'Area vasta Romagna" al territorio provinciale, critica Gagliardi. "In pratica a fronte di primo un parere di un sanitario di una struttura pubblica la Regione o comunque un'Azienda sanitaria pubblica metterebbe a disposizione un altro parere di un sanitario di una struttura pubblica della stessa Regione". La richiesta è di "sapere se non si ritiene doveroso che un cittadino debba essere libero di chiedere un altro parere scegliendo personalmente l'esperto stesso, senza l'interferenza dell'azienda pubblica e come si ritiene possibile che un esperto possa mettere palesemente in discussione un parere dato da un altro collega sempre di una struttura pubblica". Gagliardi, infine, chiede "se non si condivide la necessità di rivedere la regola del secondo parere oppure, qualora la si voglia per forza proporre, valutare se sia più corretto imporre lo specialista o permettere la libera scelta da parte del cittadino". Ha risposto il vice-presidente della Provincia Guglielmo Russo: "Questa proposta non riguarda, come dice l'interrogazione, gli organi dell'Area vasta, né della Regione. E' invece una proposta presente nel Pal di Ravenna, e qui limitata. Non so neanche se poi questa proposta all'approvazione del Pal sarà presente. Il progetto è stato avanzato a mezzo stampa dal direttore generale dell'Ausl di Ravenna Carradori, ma né l'Ausl di Forlì, né quella di Cesena, né ci risulta quella di Rimini, hanno in atto discussioni a riguardo. Riteniamo che già esista piena libertà di scelta del medici. Per il momento il problema appartiene solo all'Ausl di Ravenna, non esiste la questione come proposta all'Area Vasta".

 

Frane nel Cesenate, gli interventi.

Il capogruppo della Lega Nord Gian Luca Zanoni ha interrogato la Giunta provinciale sulla recente frana di Linaro, frazione di Mercato Saraceno: "Le ultime nevicate hanno aggravato la situazione, tanto che un nuovo movimento franoso si è fermato ad una trentina di centimetri dalla strada con le sottostanti opere di urbanizzazione". Zanoni chiede "quali interventi si prevedono per mettere in sicurezza la zona interessata dallo smottamento". Il vice-presidente della Provincia Guglielmo Russo, nella risposta, ha riconosciuto che si tratta di una "frana è importante". E ancora: "E' stata fatta una richiesta alla Regione per la predisposizione di risorse, al fine della messa in sicurezza di questa frana. Nel territorio cesenate, in generale, si stanno determinando dei sommovimenti franosi che ci preoccupano, con una richiesta molto impegnativa dei Comuni relativa ai danni".

 

Il futuro del country-hospital di Modigliana

I consiglieri provinciali Valerio Roccalbegni, Stefano Gagliardi, Vittorio Dall'amore (PdL) e Maria Grazia Bartolomei (capogruppo Udc) hanno proposto un'interpellanza sul country hospital di Modigliana, ricordando che "verificato che la Regione Emilia Romagna, dopo essere stata la pioniera nella nascita dei country hospital, non accenna ad un loro accreditamento che li ufficializzerebbe". La richiesta, in questo caso, è di sapere "cosa prevede il Pal a proposito". Ha risposto, ancora una volta, il vice-presidente Guglielmo Russo: "La ‘Casa della salute' è la nuova frontiera del servizio sanitario regionale sul territorio, che si affiancherà alla rete ospedaliera. In particolare, la Casa della Salute risponde alla tematica della crescente incidenza delle patologie croniche, integrando i servizi di prossimità ai cittadini e dando loro continuità di cure. Nelle nuove normative regionali non sono più previsti country-hospital, né Rsa comprese nella rete ospedaliera: il problema ora non è il cambio della targhetta sulla porta, ma capire dove mettere mano". Ribadisce, però, Russo: "Non esiste alcuna desertificazione dei servizi, la struttura di Modigliana non solo va mantenuta ma riposizionata in base agli obiettivi. Il resto sono allarmismi che non trovano riscontro in alcun documento, né nel Pal, né nel piano di rientro dell'Ausl. Per altro, riconvertire le strutture in case della salute sarà un lavoro lungo e largamente concertato".

 

I progetti per lo scalo merci di Villa Selva

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A interrogare sul nuovo scalo merci di Villa Selva è stato Gian Luca Zanoni, capogruppo della Lega Nord: "Ad oggi è previsto solo un transito alla settimana proveniente da Brindisi con destinazione lo stabilimento saccarifero di Forlimpopoli, mentre la realizzazione dell'infrastruttura è costata 33 milioni di euro e il suo punto di pareggio prevede che vengano ospitati nell'arco di una settimana non meno di sei o sette convogli". Zanoni per questo chiede "quali iniziative sono state messe in atto con la Regione e con i sindaci ed amministratori provinciali del territorio romagnolo, al fine che il centro appena inaugurato possa realmente diventare il centro nevralgico per la logistica del territorio". Ha risposto alla domanda il vice-presidente della Provincia di Forlì-Cesena Guglielmo Russo: "La Giunta ha ripreso in mano l'investimento e il progetto dello scalo merci, operando su tre piani. Primo, abbiamo interpellato le imprese del territorio, che ci hanno garantito che permane il loro interesse alla struttura. Secondo, l'abbiamo inserita nel piano regionale della logistica. Terzo, abbiamo discusso anche con il Governo per farne un esperimento pilota come hub per il ‘fresco'. Riannodati i rapporti con Ferrovie dello Stato e la sua società per i trasporti ‘Trasporti Italia', nei prossimi tempi da parte della Camera di commercio verranno contattate le imprese del territorio, di cui si valuterà i volumi di produzione, i cicli di logistica e come trasformare quei volumi in utilizzo dello scalo merci di Villa Selva. Siamo quindi in una fase operativa".

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di aulizio giancarlo
    aulizio giancarlo

    Sul Secondo Parere proposto dal Direttore Generale dell'Ausl di Ravenna, dott. Carradori, è disponibile il documento elaborato a proposito dalla Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri dell'Emilia Romagna.Si può facilmente richiederlo in qualunque sede provinciale degli Ordini. Dott. Giancarlo Aulizio Presidente OMCeO Provincia di Forlì

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    aulizio giancarlo

    Mi chiamo Giancarlo Aulizio e sono il responsabile nazionale della Fimmg per gli Ospedali di Comunità (OdC), nonchè uno dei Mmg che opera anche nell'Ospedale di Comunità o Country Hospital di Modigliana. Questo modello forlivese grazie ai servizi erogati è, dal 2007, la Sede territoriale dell'Aus,l oggi più nota (secondo il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008), come Casa della Salute Grande con OdC.Anzi, com'è facilmente documentabile, questa Sede territoriale ha ispirato in toto quella parte di PSN che è riferita alle Case della Salute. Pertanto che susciti stupore il fatto che la Regione che li ha attivati per prima nel 1995-96 poi non li abbia inseriti nel proprio Piano Sanitario come hanno fatto altre 13 Regioni è comprensibile. Così come è comprensibile lo stupore per aver visto adottato il PSN che comprendeva gli OdC con l'esclusione solo delle epsrienze provinciali forlivesi. Sul fatto che occorre riposizionarli su altri obiettivi, proprio nel momento in cui sono parte essenziale della politica sanitaria nazionale per gli obiettivi che hanno concorso e concorrono a raggiungere è altro ragionamento che suscita stupore. Chiunque voglia saperne di più sugli Ospedali di Comunità, la loro origine, mission, il grado di soddisfazione dei cittadini e quant'altro potrà trovare una lunghissima bibliografia su internet, visto che si tratta del servizio delle Cure Primarie, residenziale e territoriale a più alta valenza sanitaria più trattato sulle riviste scientifiche e più premiato. A disposizione di chi voglia avere elementi utili per affrontare l'argomento aggiungo la mia e.mail giauliz@libero.it. La domanda vera è: perchè si vogliono chiudere esperienze forlivesi esportate in tutt'Italia per la loro efficacia, i costi contenuti e la soddisfazione delle comunità locali?

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