Forlì, convegno internazionale sul tumore del seno

Forlì, convegno internazionale sul tumore del seno

FORLI' - Forlì si conferma punto di riferimento internazionale per la cura del tumore della mammella, ospitando il convegno "Il tumore del seno: l'oggi e il domani di un approccio multidisciplinare", in programma giovedì 16 e venerdì 17 dicembre all'hotel Globus. Al congresso, presieduto dal prof. Dino Amadori e promosso dall'Irst di Meldola e dalla Lilt Forlì-Cesena, parteciperanno, infatti, esperti provenienti da tutto il mondo, affrontando a 360 gradi le problematiche poste dalla neoplasia.

 

La prima giornata, con apertura dei lavori alle 8.30, sarà dedicata alla malattia in stadio iniziale: si discuterà di approccio sistemico primario, approccio chirurgico primario e terapie adiuvanti. Venerdì, invece, ci si soffermerà sulla malattia metastatica, con particolare attenzione a nuovi farmaci e strategie terapeutiche. Oltre alle relazioni dei massimi specialisti delle varie branche interessate dal tumore alla mammella, il convegno prevede un momento di confronto pubblico con la cittadinanza.

 

Giovedì, infatti, dalle 16 alle 18, andrà in scena la tavola rotonda "Risvolti psico-sociali della neoplasia della mammella", moderata dalla giornalista Rai Fulvia Sisti, con la partecipazione della senatrice Laura Bianconi, di Simona Benedetti, assessore al welfare del Comune di Cesena, di Gabriella Tronconi, assessore alle politiche educative, formative, e istruzione, di Nadia Masini, presidente Lilt Forlì-Cesena, di Elena Meggiolaro, psicologa dell'Irst, e di Andrea Maldifassi, psicologo e oncologo dello Ieo di Milano. «L'incontro vuole essere un'occasione per riflettere sulle problematiche che investono la donna affetta da tumore al seno al di là della dimensione medico-sanitaria - commenta Nadia Masini - quest'ultima, infatti, non è solo portatrice di una patologia ma va considerata come persona, dotata quindi di una profondità multiforme e chiamata ad affrontare difficoltà umane, psicologiche, sociali che possono incidere sul decorso della neoplasia». La realtà forlivese, da questo punto di vista, è già all'avanguardia, offrendo un percorso senologico multidisciplinare che vede la paziente al centro e i diversi specialisti coinvolti ruotare intorno a lei, garantendo una presa in carico globale. «Sicuramente partiamo da un buon livello, tuttavia possiamo fare di più, soprattutto quando la donna cessa di essere seguita dalla struttura sanitaria - illustra Nadia Masini - a quel punto, il rischio è che si chiuda in se stessa; il mondo delle istituzioni, insieme a quello del volontariato, devono sforzarsi per allargare al massimo la rete di solidarietà e di relazioni. La tavola rotonda ha proprio l'obiettivo di ragionare sulle possibile azioni volte ad aumentare l'attenzione verso la donna, riunendo tutti gli attori coinvolti». Da parte sua, la Lilt ha messo in campo diverse iniziative che vanno in questa direzione. «Abbiamo lanciato un concorso letterario, perché abbiamo visto che per molte donne la scrittura è un modo di elaborare la sofferenza - rivela Nadia Masini - inoltre, in primavera, organizzeremo la "passeggiata della salute" per sottolineare l'importanza dell'attività fisica e favorire l'aggregazione e conoscenza reciproca, senza contare che è già in corso un apposito progetto per accrescere l'adesione allo screening da parte delle donne straniere».

 

A Forlì, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tumore della mammella sfiora il 90%, con una crescita, negli ultimi vent'anni, dell'8,1%. Risultati conseguiti in virtù del profucuo lavoro svolto dal gruppo senologico multidisciplinare formato dagli specialisti di diversi reparti: la Prevenzione oncologica, la chirurgia senologica, l'anatomia patologica, la medicina nucleare, la radioterapia, l'oncologia dell'Irst, la fisiatria, e l'anestesia. Inoltre, sono parte integrante del percorso il chirurgo plastico e la psiconcologa. Tutti questi professionisti sono in costante contatto, con riunioni settimanali dirette a valutare la situazione del paziente e personalizzare il più possibile il percorso di cura. Per quanto rigurda le prestazioni erogate, l'U.O. di Prevenzione Oncologica, nel solo 2009, ha effettuato 19.539 ecografie e 22.131 mammografie, ricorrendo a 650 citologie mammarie e 613 prelievi microistologici. Sono stati poi 616 i casi in cui si è ricorsi a consulenze dal genetista, mentre le consulenze dallo psicologo sono state 404. Sul fronte dell'attività chirurgica, invece, nel corso del 2010 verranno superati i 700 interventi, con circa 400 nuovi casi di tumore della mammella affrontati, ben al di sopra dei 300 previsti dagli indicatori di qualità stilati dal Gruppo italiano per lo screening mammografico.

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