Forlì, Credito di Romagna: la Procura apre una nuova inchiesta

Forlì, Credito di Romagna: la Procura apre una nuova inchiesta

Forlì, Credito di Romagna: la Procura apre una nuova inchiesta

FORLI' - La Procura di Forlì ha aperto una nuova inchiesta sul Credito di Romagna, la banca commissariata la scorsa settimana dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il fascicolo, nelle mani dei sostituti procuratori Fabio Di Vizio e Marco Forte, è stato aperto in seguito alle comunicazioni degli ispettori di Bankitalia. Per il momento non si conoscono i nomi degli indagati e non si conoscono le ipotesi di reato. Nel mirino presunti deficit di controlli anti-riciclaggio.

 

Grazie alle ispezioni dei mesi scorsi, gli uomini del governatore Mario Draghi hanno prodotto un corposo rapporto nel quale si evidenzia "un giudizio complessivo in prevalenza sfavorevole". "In particolare - scrive Bankitalia - il sistema di Governo non è equilibrato per l'eccessiva concentrazione di poteri in capo all'amministratore delegato e per la debolezza dei sistemi interni di controllo, inconsistente la sorveglianza esercitata dal collegio sindacale".

 

Il verbale, pubblicato dal ‘Corriere Romagna' e ‘Resto del Carlino', evidenzia "significative disfunzioni nel sistema di controlli, aggravate dall'accresciuta complessità aziendale". I supervisori di Bankitalia hanno evidenziato la debolezza dei "controlli in materia di antiriciclaggio. Emblematica risulta l'accensione di un conto corrente a un soggetto già destinatario di un decreto di sequestro per i reati di mafia".

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