Forlì, crescono le nascite, oltre 1.500 bebè nel 2010

Forlì, crescono le nascite, oltre 1.500 bebè nel 2010

Forlì, crescono le nascite, oltre 1.500 bebè nel 2010

FORLI' - Dopo la leggera battuta d'arresto dello scorso anno, con 1.517 nuovi nati contro i 1.561 del 2007, e i 1.635 del 2008, il tasso di natalità all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì torna a crescere: a fine dicembre, infatti, l'U.O. di Ginecologia-Ostetricia, prevede di arrivare a quota 1.541 bebè, mentre, a tutto novembre, i nati sono 1.403. Il semestre più prolifico è stato il secondo, da luglio a dicembre, con 813 fiocchi azzurri e rosa contro i 728 del primo, da gennaio a giugno.

 

Nel 2009, i numeri erano stati più bassi, con 748 bimbi venuti alla luce nella prima parte dell'anno e 679 nella seconda. Nel 2010, il mese in cui si è registrato il picco di nascite è stato ottobre, quando sono stati partoriti 144 neonati, mentre aprile ha fatto segnare il record negativo, con appena 112 nascite

 

Fra i piccoli, vi è una maggioranza di maschietti, 805, contro i 744 del 2009, a conferma del trend degli ultimi anni. Le femminucce sono, infatti, 736, contro le 683 di un anno fa. I parti gemellari sono stati 11, in calo rispetto ai 16 del 2009. Per quanto riguarda i bambini stranieri, a fine novembre ne sono nati 422, mentre in tutto il 2009 ci si era fermati a quota 429. L'età media delle madri residenti nel territorio dell'Ausl di Forlì è di 31,4 anni, leggermente al di sotto della media regionale (31,7).

 

Passando ai parti con taglio cesareo, nel 2010, se ne sono registrati 433, mentre ben 64 donne hanno richiesto la possibilità di partorire in analgesia. Da marzo 2007, sono 225 le madri che hanno usufruito di tale servizio, effettuato gratuitamente, 24 ore su 24, dall'U.O. di Ostetricia-Ginecologia in collaborazione con l'U.O. di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dottor Giorgio Gambale. Si tratta di una metodica che ha lo scopo di ottenere un contenimento e una riduzione del dolore fisiologicamente presente durante il travaglio. Grazie a questa tecnica, e in virtù dei bassissimi dosaggi farmacologici impiegati, infatti, le contrazioni uterine non vengono percepite in modo doloroso, si diminuisce lo stress materno e si migliora la perfusione placentare, con garanzia della omeostasi materno-fetale. Si tratta, inoltre, di una procedura flessibile, per la possibilità di modulare la quantità di analgesici/anestetici secondo la fase del travaglio e l'intensità del dolore, nel pieno rispetto del processo naturale.

 

Infine, riguardo all'interruzione volontaria di gravidanza, (IVG) sono state 268 le donne che vi hanno fatto ricorso (123 italiane e 145 straniere), in calo rispetto al 2009, quando erano state 291. Sotto questo aspetto, stretta è la collaborazione con Comune e associazioni di volontariato nell'ambito del protocollo sottoscritto nel 2007 al fine di ridurre il numero di aborti. L'U.O. di Ostetricia-ginecologia lavora fianco a fianco col Comune anche nello svilupo del percorso nascita, basato su una stretta integrazione fra aspetti sociali e sanitari, con una rete di servizi a 360 gradi offerti alle donne. Fra questi ultimi, sono comprese consulenze familiari durante l'attesa, percorsi di preparazione alla nascita e alla genitorialità, assistenza al parto in ospedale e colloqui domiciliari nel puerperio.

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