Forlì, crisi. Di Maio (Pd): "Il sistema bancario sia 'amico' delle imprese"

Forlì, crisi. Di Maio (Pd): "Il sistema bancario sia 'amico' delle imprese"

Forlì, crisi. Di Maio (Pd): "Il sistema bancario sia 'amico' delle imprese"

"Il sistema bancario deve essere "amico" delle imprese". Lo afferma Marco Di Maio, segretario dell'Unione territoriale del Pd forlivese, prendendo spunto dalla crisi dell'azienda "Linari Enzo", dovuta principalmente ad una carenza di liquidità a fronte di 6 milioni di euro di ordinativi. "in questo momento di crisi: occorre che i rubinetti del credito vengano riaperti - afferma Di Maio -, con senso di responsabilità e con più fiducia (anche da parte delle banche locali), specialmente nei confronti di soggetti che sono in grado di dimostrare di avere tutte le carte in regola per uscire dalla crisi attraverso quella che è e deve essere la via maestra: qualità del prodotto, qualità del lavoro, qualità del progetto industriale su cui si fonda la prospettiva aziendale".

 

"Una maggiore accessibilità al credito consente anche di frenare l'odioso fenomeno dell'usura e delle infiltrazioni mafiose - fa notare Di Maio - pericolo altamente accentuato in situazioni di crisi come questa, da parte di soggetti che approfittano delle difficoltà aziendali per allungare i tentacoli della malavita organizzata anche in territori apparentemente non esposti a questi rischi. Un fenomeno silenzioso, ma che si sta diffondendo a macchia d'olio, anche nella nostra provincia, 'prosperando' sulla carenza di liquidità di molte imprese in difficoltà".

 

"Per questo è importante fare ogni sforzo, a tutti i livelli e anche il Pd forlivese farà la propria parte - annuncia il segretario -, affinchè gli istituti di credito possano supplire alla carenza di liquidità delle aziende locali. Un intervento tanto più urgente nel caso specifico della "Linari Enzo", dove l'intervento del sistema bancario è fondamentale per contribuire in modo determinante a salvare i 50 lavoratori a rischio, ai quali va tutta la nostra solidarietà e vicinanza".  

Commenti (16)

  • Avatar anonimo di moro
    moro

    @Frescobaldo io non so quali aziende siano decotte o meno, non credo peraltro si debbano finanziare aziende decotte, ma penso che una comunità debba verificare se sia opportuno rilanciare la propria economia aiutando chi ne ha le caratteristiche e la voglia, oppure passare attraverso la chiusura e una riduzione della ricchezza complessiva della comunità stessa. Questa verifica passa necessariamente attraverso chi è stato eletto nelle varie assise, che deve indicare la strada sulla base di ciò che intende fare per il futuro della comunità stessa. Questo insieme alla riduzione delle tasse sul lavoro sia dipendente che di impresa per chi intende lasciare gli utili all'interno dell'mpresa stessa. Oggi ci sono solo promesse, la mia è solo una voce per chiedere a chi governa, e innanzi tutto al segretario del partito di maggioranza relativa, la nostra comunità un dibattito serio sul futuro.

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    LiberaMente

    @Frescobaldo Le Banche Centrali sono state create dagli Stati. Dove ho scritto che sono di proprietà degli Stati? La Banca d'Italia è stata creata con legge statale nel 1893, per le altre c'è Google. ****************************** "Se gli Americani consentiranno mai a banche privati di emettere il proprio denaro, prima con l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente." (Thomas Jefferson, 1776) A partire dal secolo successivo i grandi Stati istituirono le proprie Banche Centrali, trasferendo a privati la facoltà di emettere moneta (dietro compenso), a patto che lo Stato fosse il primo a mettere le mani sulla nuova quantità di denaro di volta in volta emessa (chi mastica economia sa che ne è massimo il potere d'acquisto subito dopo l'emissione, lo perde mano a mano che circola). Per farci cosa? Non so esattamente, però se un insignificante consigliere regionale in Italia prende 10000 euro al mese, ce lo si può immaginare. Anche il fatto che dal 2000 al 2007 le retribuzioni del settore pubblico sono salite del doppio di quelle dei privati mi suggerisce qualcosa (fonte Confartigianato, articolo del Corriere della Sera). Dopo circa un altro secolo dall'istituzione delle Banche Centrali ci troviamo esattamente nella situazione che pronosticò Jefferson, quelli della "Linari Enzo", della "Electrolux", della "OMSA" ne sanno qualcosa. Per questo nella mia lista di nemici delle persone, prima c'è lo Stato (di qualunque colore), poi ci sono le banche. ******************************* Tornando al tema dell'articolo. Chi presterebbe soldi a qualcuno che non può restituirli? Normalmente nessuno.

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    Frescobaldo

    Caro moro, da quello che scrivi ("gli Enti Locali, ..., attraverso una variazione dei loro bilanci 2010, incrementassero il fondo anticrisi regionale";) direi che siamo sempre da quel pero e da quel fico: il contribuente paga tasse che vanno a coprire buchi di bilancio. Al rilancio di aziende decotte fa finta di crederci solo chi ci parassita sopra (i nomi li hai già fatti tu).

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    moro

    La dichiarazione di Marco Di Maio mi sembra centri uno dei problemi fondamentali per uscire dalla crisi e cioè il ruolo che deve ricoprire il sistema bancario. Al di la delle polemiche sula proprieà delle banche, penso che il ruolo dello Stato sia quello di regolamentare il sistema, avendo come obiettivo la salvaguardia dei risparmiatori, e riportandolo alla funzione propria di intermediario fra risprmio e investimento. Su questo forse il partito guidato potrebbe aprire una prima discussione. Mi rendo conto che la proposta non risolve i problemi di credito delle imprese oggi, che possono contare però sull'utilizzo delle garanzie del fondo anticrisi della Regione Emilia-Romagna attraverso i Consorzi fidi regionali. Sarebbe secondo me interessante che gli Enti Locali, Comune Provincia e Camera di Commercio, attraverso una variazione dei loro bilanci 2010, incrementassero il fondo anticrisi regionale. ps. non mi risulta che il Brasile abbia nazionalizzato le banche anzi....(una delle banche naggiori è HSBC) inoltre lo Stato federale Brasiliano paga sul proprio debito un tasso pari all'8,5% e i tassi praticati dalle banche alle imprese variano dall0 0,70% all'7% AL MESE!!!!con un iflazione al 5%

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    Frescobaldo

    "Sono gli Stati ad aver creato le Banche Centrali" Caro LiberaMente, non mi risulta che le banche centrali siano di proprieta' di alcuno Stato. Nel caso specifico dell'azienda citata, il problema non sono le banche, ma proprio quello che viene chiamato "via maestra". Le banche non possono e non devono sopperire ad una crisi aziendale dovuta alla incapacità.Troppo spesso poi, dirigenti senza scrupoli approfittano dell'attuale crisi, e della paura dei dipendenti di perdere il loro posto di lavoro per addentrarsi in operazioni altamente rischiose (magari senza pagare gli stipendi) che portano a conclusioni come quelle a cui stiamo assistendo. I lavoratori ne fanno le spese e noi contribuenti paghiamo al posto dei veri responsabili.

  • Avatar anonimo di Pablito
    Pablito

    Ma stiamo scherzando? La nostra costituzione,alla quale tutti dovremmo lauto rispetto, è una delle migliori riconosciute in Europa per i suoi principi democratici. Ora,se qualcuno cerca volerla oltrepassare credo vada automaticamente contro i NOSTRI interessi.È triste vedere tutti i giorni che il detto romano "dividi et impera" è quanto mai attuale e quanto mai applicato ed occultato con abile maestria. L'Italia si sta,principalmente, consumando dall'interno.

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    LiberaMente

    Beh, è evidente che sarebbero loro stessi a essere una minaccia per le persone e le cose, ma non sono qui a discutere di come si applicano i semplici principi di buon senso, basta appunto il buon senso. State sempre a sottilizzare dicendo sciocchezze, come dice di voi Zoro:"Qua c'avemo i nazisti al Quirinale e noi (al PD) stamo a fa' i congressi?". Le Costituzioni passano, Vico, è passata quella di Stalin del '36, passerà anche questa... Comunque da quegli articoli è evidente il disprezzo dello Stato per la proprietà, a disposizione pubblica e quindi dei politici di turno... Chissà, magari domani le esproprieranno la sua società pubblicitaria perchè rifiuterà di servire un cliente che si sa bene che non paga, immagino che per il "bene comune" ne sarebbe lei ne sarebbe felice. Nella Costituzione è anche evidente che la sovranità appartenga al popolo, ma a patto che i politici di turno siano d'accordo. Poi vi lamentate che i potenti di turno riducano la parte relativa alla Resistenza dei programmi scolastici... E' la vostra democrazia, tenetevela. Come detto, gli Stati e le Costituzioni passano, chi ha studiato lo sa... I beni rimangono (sempre che non vengano espropriati prima), e chi li ha, lo sa.

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    vico

    Ed è di tutta evidenza che, ad esempio, applicando le stolte teorie di Libera mente, essendo inviolabile la persona, nulla si potrebbe contro un ammalato di Sars che spandesse bacilli mortali, ed essendo inviolabile la proprietà sarebbe impossibile intervenire contro il proprietario di un immobile pericolante che stesse per crollare su altri edifici....

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    peccato che oltre la tessera e alla bandiera ci vogliano i voti, ma immagino che questo a qualcuno sfugga.... quanto alla banalità delle affermazioni, lascio che a rispondere sia la Costituzione del nostro paese: Art. 42 La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale... Art. 43 A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale

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    LiberaMente

    Il dovere c'è, ed è sempre e solo uno: non aggredire persone (contro la loro volontà;) e non invadere proprietà (contro la volontà del proprietario). E' un principio semplice e di buon senso, ma capisco che per chi stringe bandiere con falce e martello sia difficile da capire. Sono gli Stati ad aver creato le Banche Centrali, mettendo in mano il potere economico alle banche, chiedendo in cambio di essere il primo a mettersi in tasca i soldi che ne escono per spartirselo con gli amici; ma mi rendo anche qui conto che a chi discute di aiuole e parcheggi non siano richieste grosse competenze storiche ed economiche. E' sufficiente la tessera giusta e una bandiera rossa.

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    La grettezza che emerge dalle parole di certi commenti ci dà la statura morale degli autori. Legati alle loro proprietà, avute "legittimamente" vivono il rapporto con lo stato come uno spazio dove vogliono solo diritti e nessun dovere. Non esiste per loro il bene pubblico, ma in una visione egoista, solo il loro. E non colgono neppure l'incongruenza dei loro stessi discorsi. Senza lo stato le banche farebbero ancor più quello che vogliono,e l'intero sistema sarebbe in mano a chi detiene il potere economco.

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Che significa? Io investo denaro, intraprendo, e quando non mi comporto come lo Stato ritiene sia giusto (e chi lo dice, la maggioranza?), mi toglie la mia proprietà e la nazionalizza? No, il fine non giustifica i mezzi: se il mezzo fa schifo, anche il fine fa schifo, qualunque esso sia. E togliere con la forza a qulcuno una proprietà legittimamente acquisita è un mezzo che indubbiamente fa schifo, anche se si tratta di una banca.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Ohi, il sistema bancario locale è tutta roba loro: se non son banche di sinistra, che ruotano attorno all'area UNIPOL, sono le banche "bianche" che il PPI ha portato in dote all'attuale PD. Per non parlare della Fondazione che di certo con l'attuale presidenza non lavora in sinergia con la Lega o il PDL, per non parlare della Camera di commercio il cui presidente Alessandrini di certo non era un uomo di simpatie berlusconiane. Se il PD si sforza, di certo si solid li trova. Il problema è che, come dice liberamente, in genere la solidarietà la si fa con i soldi degli altri. Detto questo, non ci trovo nulla di male nella statalizzazione delle banche. Io ancora mi ricordo le COMITe e CREDIT controllate dal Pubblico. Sicuramente non erano peggio dell'attuale UNICREDIT. Vero che fascisti e comunisti siano più uguali che diversi, ma si tratta di un discorso oramai storico. Personalmente, comunque, ritengo che il fascismo nel '29 reagì meglio alla crisi di molte potenze liberali. Il regime ha avuto a sua disposizione anche uomini tecnicamente validissimi fra gli economisti e i giuristi, non solo una banda di criminali. Certo questo non basta per fare pendere la bilancia a favore dell'esperienza del ventennio, per l'amor del cielo !!! !!!!!! Ma bisogna rendere merito al merito.

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Oddio, lungi da me difendere le banche, nella mia classifica dei nemici delle persone, le banche stanno al secondo posto dietro lo Stato. Quella del credito statalizzato in Brasile è una bufala, non so se sia stata originata da qualche famoso blog, comunque in Brasile le banche sono state forzate a prestare soldi alle imprese, in cambio di denaro a tasso di interesse basso da parte dello Stato. Nemmeno la Polonia, comunque, l'ha fatto. Una misura del genere, la statalizzazione di tutte le banche (con esproprio delle quote agli azionisiti) sarebbe degna di un regime comunista, o fascista. A tale proposito vorrei mostrarle l'inquietante prima pagina di Libero del 20 febbraio 2009, quando si iniziava a parlatre di misure per fronteggiare la crisi. https://img46.imageshack.us/img46/1757/e49e196cfc4c4a13492c3ff.png Anche Chavez ogni tanto minaccia di farlo, fascisti e comunisti sono più simili di quanto vogliano fare credere. https://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2009/11/29/visualizza_new.html_1622196923.html Tornando al tema dell'articolo, comunque, ribadisco che è molto facile per chiunque fare manifestazioni pubbliche di solidarietà con i soldi degli altri, anche se sono soldi delle banche.

  • Avatar anonimo di Pablito
    Pablito

    Il Brasile per evitare che le aziende in momenti di crisi fallissero per carenza di liquidi ha statalizzato tutte le banche facendo si che i prestiti venissero erogati ed il numero dei disoccupati non esplodesse. E quest'anno da soggetto ricevente dall FMI è diventato prestante per una cifra pari a 50 miliardi di euro. L'unica nazione che ha fatto lo stesso gioco in Europa è stata la Polonia (e forse è per questo che è l'unica nazione che non è andata in recessione,stagflazione,etc) Noi le abbiamo tutte private e ci troviamo con tantissimi casi come la Linari...........

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Ok, ai 6 milioni di euro di ordinativi, ma l'esposizione quant'è? Bisogna essere completi, altrimenti non si capisce bene. Comunque nulla vieta a qualcuno, Di Maio compreso, di prestare soldi alla "Linari Enzo", se crede nel suo futuro. Non ci sono solo le banche, c'è anche il buon cuore dei singoli. O la solidarietà c'è solo se il portafogli lo aprono altri?

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