Forlì, crisi Ferretti: 300 dipendenti a rischio

Forlì, crisi Ferretti: 300 dipendenti a rischio

Forlì, crisi Ferretti: 300 dipendenti a rischio

FORLI' - La crisi in cui versa ormai da tempo il Gruppo Ferretti preoccupa anche la Provincia di Forlì-Cesena, che nella seduta di giovedì del Consiglio Provinciale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che rileva le gravi ripercussioni che potranno prodursi sull'economia dell'intera Provincia in conseguenza di un ventilato ridimensionamento che comporterebbe il licenziamento di 300 dipendenti e la diminuzione del numero di fornitori che passerebbero da 1800 a 400.

 

Il Presidente della Provincia, Massimo Bulbi, e la Giunta Provinciale, facendo proprie le istanze del Consiglio, si adopereranno "al fine di offrire un valido contributo alla risoluzione della drammatica vicenda che vede protagoniste sul nostro territorio decine e decine di famiglie; attiveranno tutte le ulteriori iniziative atte a tutelare gli interessi dei lavoratori della ditta Gruppo Ferretti S.p.A.; proseguiranno nel confronto con la proprietà al fine di valutare ogni possibile soluzione alternativa alla riduzione del personale".

Commenti (16)

  • Avatar anonimo di Edoardo Bannato
    Edoardo Bannato

    Non capisco cosa importi a Vico se i manager di aziende private siano preparati oppure no. Li paga lui? Nè capisco come possa dire che un imprenditore che ha iniziato con un'officina e ora magari ha 200 dipendenti abbia bisogno di essere formato. Formato da chi? Da Vico? Perchè se è così preparato non si confronta lui stesso col mercato rischiando i propri soldi?

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    @annibale il fatto che un mnanager guadagni 120.000 euro lordi è poca cosa, sono 60000 euro netti, che non mi sembra una follia.... il problema è se i manager di cooperative o di azuiende private siano preparati, il che mi sembra un problema più grave. Non lo sono, soprattutto i classici self made men romagnoli che hanno iniziato con un'officina e ora magari hanno 200 dipèendenti. Ma qui si apre un discorso sulla formazione, che è un'altra grave carenza di tutto il sistema produttivo italiano (e devo dire non solo italiano)

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    1) quello che sta succedendo è che alla faccia dei sostenitori del libero mercato, è vero che il suddetto si autoregola, ma i tempi sono generazionali. Ovvero che fino a che la manodopera, il "mettere a norma ", le materie prime e l'energia costeranno meno in oriente ed ex paesi dell'est costeranno sensibilmente meno la produzione si trasferirà là. ( o importerà manodopera sottopagata qua, vedi salotti a Forlì) 2) questa deriva produttiva non è stata combattuta dai governi, in particolar modo da quelli di destra, nonostante ci siano state voci fuori dal coro (Tremonti per tutti) 3) che tantissime aziende italiane sono in crisi, e che, in una economia di mercato, non si capisce perchè un imprenditore, se non vede possibilità di uscita da una crisi debba mantenere operativa un'azienda, svolgendo una funzione sociale . E' lo stato che deve svolgere questa funzione. 4) tutte le forze politiche (escluso forse rifondazione) sono anni che sventolano i vantaggi della flessibilità. Questi sono gli effetti, flessibili vuol dire licenziabili. E adesso di chi ci si lamenta? Chi ha votato per i partiti della presunta legge Biagi e si trova a spasso si guardi allo specchio e guardi un colpevole, 5) questo governo non fa nulla per le piccole impreso. Bersani era intervenuto tagliando il massimo scoperto. Da Berlusconi nulla, se non un aumento della pressione fiscale. 6) si aiuta la Fiat che nel 60 dava lavoro a 300.000 italiani oggi solo a 50.000, Le aziende a ciclo continuo made in italy no. Ed è ridicolo accusare l'UE. Basterebbe fare leggi che tutelino solo le produzioni 100% europee. Purtroppo interventi che avrebbero potuto alleviare questa crisi non sono stati fatti quando era il momento. Questi discorsi li facevo nel 1994 eforse allora si poteva fare qualcosa. Oggi possiamo solo prepararci perchè la crisi vera sta arrivando....

  • Avatar anonimo di lolle
    lolle

    @annibale col cavolo dei1.800 euro di stipendio che prenderebbe un geometra....prova a pensare ad un "operaio" come mio figlio che guadagna 1000 euro al mese e che ha altri 2 mesi di lavoro poi,la sua piccola ditta dove lavora chiudera' i battenti! Settore edilizia!

  • Avatar anonimo di lux
    lux

    @annibale non ho capito il tuo msg scusami. Anche io ho ricevuto le mensilità ridotte e 1/4 di tredicesima e quest'anno la 13esima me la sogno la notte. Allora? Ma di certo non penso che la mia azienda che lavora il 58% in meno possa tenere la totalità dei dipendenti, mi sembra logico..

  • Avatar anonimo di xxxxxxx
    xxxxxxx

    Anch'io sono pessimista sullo scenario futuro, però coltivo anche la speranza che le cose possano migliorare, ma logicamente è necessario l'impegno di tutti, in primo luogo dei cittadini, che dovranno vigilare e partecipare sempre più alla vita pubblica. Gli strumenti ci sono, con internet c'è la possibilità di garantire quella trasparenza di cui tante volte si parla. Trasparenza, internet, partecipazione sono secondo me la ricetta per cambiare il sistema, oggi purtroppo sempre più nella mani di pochi. Grazie ad internet chi vuole può conoscere, e la conoscenza è alla base della sana crescita civile ed economica, e del miglioramento delle condizioni di tutti.

  • Avatar anonimo di Luigi Filippo
    Luigi Filippo

    Purtroppo il nostro paese dovrà subire la delocalizzazione di molte grandi imprese che era già iniziata prima della crisi e lo sarà sempre di più... la delocalizzazione farà diminuire la ricchezza e di conseguenza lo squilibrio nella distribuzione della stessa...se aggiungiamo che la ricchezza prodotta calerà a fronte di un debito pubblico sempre più alto è evidente dove rischia di andare a finire questo paese governato da una classe politica sempre più corrotta ed incapace di gestire il bene pubblico... io sono molto pessimista.

  • Avatar anonimo di xxxxxxx
    xxxxxxx

    E' un problema generale. Purtroppo i paesi avanzati non crescono più, gli ultimi anni di crescita sono stati drogati dal credito facile, e quando è scoppiata la bolla tutto si è inchiodato. Le aziende si sono strutturate per fare numeri non reali, gonfiati, per cui ora sono costrette a tagliare.....e ci rimettono i più deboli, i lavoratori. Aggiungiamo pure che nel nostro paese c'è un grosso squilibrio nella distribuzione della ricchezza, un grosso problema fiscale, ed una casta che pensa solo a mantenere la poltrona invece che a risolvere i problemi della gente ed il gioco è fatto. Bisogna cambiare la classe dirigente, a partire dai politici di professione, due legislature e poi a fare altro (se ne sono capaci), ci vuole gente nuova con idee nuove, e soprattutto che abbia veramente la passione, direi la vocazione, per risolvere i problemi e costruire un futuro migliore per tutti!!!

  • Avatar anonimo di Luigi Filippo
    Luigi Filippo

    pare che vogliano chiudere a forlì e riaprire dove la manovalanza costa meno...altrimenti l'alternativa è il fallimento tenuto conto dell'enorme indebitamento...

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    @lolle ...o te le fanno credere. @lux mia sorella lavora nelle pulizie alla Ferretti, hanno ricevuto mezza mensilita' e mezza tredicesima. @lolle siamo una piccola azienda con la manovalanza socia; tutti siamo manovalanza nelle piccole imprese. Oggi ero in una coop nel modenese in cui ho molti amici tra i soci tecnici. E' in atto uno scontro e malcontento generazionale....non e' possibile che esistano ancora presidenti con compensi di 120000� annui oltre alla pensione di 3000� mensili da dirigentii (persone di 70 anni) che non fanno un cazzo, mentre il geometra che si alza alle 5 e torna alle 20 dopo aver girato l'italia prende 1800�.. E neanche i ristorni riconoscono. Queste coop dureranno ancora poco...altro che il padrone. Purtroppo la generazione nata negli anni 30/40 non molla ancora e si e' allevata i cani da guardia nei ragazzi del 68', ignoranti e scansafatiche.

  • Avatar anonimo di lux
    lux

    sono una cassaintegrata oramai da un anno e mezzo . La Ferretti non chiuderà ma come per tante aziende (che prima della crisi erano sane) purtroppo i licenziamenti ci saranno. Se un'azienda adesso lavora la metà , esauriti tutti gli ammortizzatori sociali, purtroppo l'azienda per mandare avanti quella metà che lavora DEVE licenziare. E' giusto tergiversare con gli ammortizzatori perchè si dà la possibilità di far evolevere il mercato e sopratutto dà la possibilità ai lavoratori di arrangiarsi in qualche modo. Ma penso che sia un'ipocrisia dire (come ho detto al sindacalista intervenuto nella nostra azienda) che non si saranno licenziamenti conclusa la cassa integrazione straordinaria, perchè il lavoro si è dimezzato e questa è la realtà. Mantenere tutti i lavoratori equivale a far fallire anche le aziende che ora si stanno barcamenando in qualche modo. Questa è la verità...anche per me che mi si prospettà la moblità..

  • Avatar anonimo di lolle
    lolle

    @Annibale no,non me ne intendo,io faccio parte della manovalanza e non dell'imprenditoria,pero' molte cose le capisco comunque.....Eccome!

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    @lolle mi sa che non ne capisci tanto d'impresa... della domanda ed offerta. parli come un demagogo. Siamo in un momento di profondo sconvolgimento che lascera' segni e cambiamenti nel modo d'intendere l'impresa ed il sindacato.

  • Avatar anonimo di lolle
    lolle

    @Edoardo Bannato, ma che discorso e'!..... di certo se avessi i soldi lo farei ,ma ci penserei due volte prima di chiuderle qui' e riaprirle,magari in Serbia!

  • Avatar anonimo di Edoardo Bannato
    Edoardo Bannato

    lolle, se realmente le importa così tanto, rilevi lei queste aziende con i suoi soldi.

  • Avatar anonimo di lolle
    lolle

    Anche per questa grande azienda ,pubblico la mia opinione personale.........come per la micromeccanica, non interessa a nessuno che continui ad esistere......fregandosene altamente dei problemi di questi lavoratori!

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