Forlì, dai campioni dello sport un messaggio contro il fumo

Forlì, dai campioni dello sport un messaggio contro il fumo

Forlì, dai campioni dello sport un messaggio contro il fumo

FORLI' - I dati sulla mortalità per cancro del polmone, malattia cardiovascolare, bronco pneumopatia cronica ostruttiva e quant'altro correlato alla abitudine tabagica sono noti e ben pubblicizzati. A Forlì, in particolare, i fumatori sono ancora circa il 40% della popolazione fra i 18 e i 49 anni, e circa il 17% della popolazione oltre i 49 anni, senza sostanziali differenze fra i sessi.Per questo motivo si è deciso di indirizzare un messaggio a chi fuma.

 

Un messaggio destinato soprattutto a chi vorrebbe iniziare a farlo. In occasione della Giornata nazionale del Respiro (29 maggio) e della Giornata mondiale contro il fumo (31 maggio), infatti, pneumologi e medici di famiglia forlivesi lanciano un appello contro il fumo insieme ad alcuni campioni dello sport e personaggi dello spettacolo romagnoli: SIMONA GALASSI, forlivese campionessa mondiale di boxe, ANDREA GARDINI, tecnico della Nazionale Italiana di Volley, già campione mondiale di pallavolo, IVANO MARESCOTTI, attore, comico e scrittore.

 

 "Fumare manda in fumo la vita e la bellezza del corpo e della mente. Inoltre non è un comportamento alla moda, come portare occhiali all'ultimo grido o avere attenzione per l'ambiente. Smettere di fumare migliora la bellezza, tema particolarmente caro alle donne che sono pericolosamente in crescita nella classe dei fumatori". Questo è il messaggio che gli specialisti di malattie respiratorie ed i medici di famiglia vogliono trasmettere con il comportamento e con gli impegni derivanti dal loro ruolo. Prevenire è molto più incisivo che curare e se costa così poco smettere di fumare o non iniziare a farlo... perché non provarci?

 

Come dire... Hai visto mai che dove non è riuscita la bronchite nel convincere le donne a smettere di fumare... potè la "ruga"? "Quest'anno noi Pneumologi forlivesi intendiamo rafforzare la collaborazione con i Medici di Famiglia nella lotta contro il fumo - spiega il prof. Venerino Poletti direttore dell'Unità Operativa di Pneumologia dell'Ospedale Morgagni di Forlì - perché loro sono i primi a poter svolgere un'efficace opera di prevenzione primaria e coloro che possono seguire con attenzione, competenza e costanza gli ammalati pneumologici stabili. Noi pneumologi ospedalieri siamo invece sempre presenti per curare le complicanze, per suggerire modifiche terapeutiche, per seguire l'ammalato quando per aggravamento e presenza di malattie concomitanti si deve ricoverare in Ospedale".

 

Il dott. Giancarlo Aulizio, Medico di Famiglia e Presidente dell'ordine dei Medici e Chirurghi di Forlì sostiene che "l'opera di prevenzione è assolutamente prioritaria per noi Medici sul territorio: non far fumare un giovane e indurre a smettere coloro che già hanno iniziato è un compito che ci deve vedere in prima linea. Anche curare, o comunque seguire i malati stabili, è nostro lavoro quotidiano. Questo ci richiede impegno, aggiornamento e costante colloquio con gli specialisti".

 

Il fumo può essere considerato una droga? "L'uso del tabacco è principalmente motivato dal desiderio della nicotina - spiega il prof. Poletti - Il fumo, quindi, può definirsi a tutti gli effetti una droga in quanto si fa un utilizzo compulsivo di una sostanza psicoattiva (la nicotina appunto)" Stesso appello arriva dalla forlivese campionessa mondiale di boxe, Simona Galassi: "Io non ho mai fumato. Lo sport insegna a conoscere e a rispettare il proprio corpo. Se il fumo è nemico del corpo è nemico anche dello sportivo. Fumare vuol dire ‘non rispettarsi', danneggiare irreparabilmente la propria salute. Per questo mi dispiace molto vedere dei ragazzi e delle ragazze che fumano, quasi come se fosse un gesto "normale", senza pensare ai danni che provocherà al loro organismo".

 

"Fumo e sport, soprattutto a livello professionistico, sono incompatibili - conclude Andrea Gardini, ravennate tecnico della nazionale italiana di Volley e già campione mondiale di pallavolo - le dipendenze da qualunque tipo di sostanza inficiano, infatti, ogni tipo di prestazione fisica. Chi vuole fare attività fisica per molti anni e divertirsi non può dipendere dal fumo. Concordo con Simona Galassi nel dire che bisogna imparare a rispettare il proprio corpo e trattarlo bene sin da giovani".

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