Forlì, dal Comune un piano di tagli alla cultura fino al 30% delle sovvenzioni

Forlì, dal Comune un piano di tagli alla cultura fino al 30% delle sovvenzioni

Forlì, dal Comune un piano di tagli alla cultura fino al 30% delle sovvenzioni

FORLI' - "Siamo allibiti dai tagli alla cultura operati da questa giunta di professori, è un settore che non va tagliato, ma sostenuto con tutte le associazioni presenti": è il duro affondo di Alessandro Rondoni, coordinatore di Pdl e Udc in Consiglio comunale, all'annuncio di tagli al mondo della cultura che toccheranno il 30 percento. E ancora: "Ci sono tredicimila euro per l'istituto storico della Resistenza e neanche un euro per il concerto di Natale".

 

E sbotta infine: "Un assessore inglese conosce la cultura di Forlì? Cosa ha fatto per avere i fondi? Ha sbattuto i pugni sul tavolo del sindaco?". Per Rondoni, in altre parole, a Forlì "non si finanzia chi fa libertà di pensiero e si penalizza l'arte e la musica". Paola Casara della Lega Nord, invece, chiede "con quali criteri sono stati assegnati i soldi" e lamenta che solo le briciole sono andate "a chi nel territorio fa teatro dialettale e musica tradizionale".

 

Anche dai banchi della maggioranza, con Marco Di Maio (Pd) c'è la richiesta, "appena sarà possibile, di ripristinare i contributi alla musica classica, che fa fatica a stare sul mercato". I tagli più netti d'altra parte riguardano proprio la musica. E' il dibattito che c'è stato martedì pomeriggio in terza commissione consigliare sulle proposte della giunta per la cultura. Il taglio delle risorse sarà del 21% circa, passando da un già modesto importo di 260 mila euro a 206 mila euro.

 

L'assessore alla Cultura Patrick Leech ha spiegato le riduzioni settore per settore: per le maggiori compagnie teatrali il taglio sarà del 10 percento (Accademia Perduta, Elsinor, Masque e Città di Ebla), limitato per effetto di convenzioni triennali stipulate col Comune. Anche il Centro Diego Fabbri ad un anno dal centenario della nascita del drammaturgo dovrà rinunciare al 10 percento del contributo, "per una questione di coerenza", spiega Leech. Peggio va alla musica, con tagli intorno al 30 percento per l'orchestra Bruno Maderna (da 25 mila a 18.500 euro), la 'Società amici dell'arte' (da 16.500 a 11.500 euro) e l'associazione 'Forlì per Giuseppe Verdi' (da 8 mila a 5.500 euro).

 

Ne escono indenni, invece, le bande e i cori (22.500 euro complessivamente, sotto un'altra voce di bilancio). Dolori, infine, per le piccole associazioni (sono arrivate 37 domande) che dovranno spartirsi la striminzita cifra di 13.500 euro (la metà circa dei richiedenti rimarrà senza un soldo). "Avremo un occhio per chi soffre e chi ha rischia di chiudere", garantisce Leech, per niente contento di presentarsi al mondo della cultura con un programma di lacrime e sangue.

 

Chiudono i 13 mila euro che vanno all'istituto storico della Resistenza, in questo caso l'unica voce non toccata dai tagli, anzi in leggera crescita. "Questo perché l'importo è calcolato per statuto in base al numero di abitanti", ancora Leech. Che tuttavia si è impegnato, su richiesta di Rondoni, di verificare la possibilità di rivedere con gli altri soci dell'istituto il rigido meccanismo.

 

E sempre in commissione consigliare cambia la delibera, ma non la musica, e l'assessore annuncia un'altra serie di tagli al liceo musicale 'Masini'. "Il contributo passerà da 280 mila a 252 mila euro- spiega Leech-, ma non è un segnale di chiusura ma solo di ristrettezze finanziarie". Per effetto di questa decisione, le rette per i corsi passeranno da 62 euro al mese fisso a una cifra che andrà dai 62 agli 80 euro a seconda dell'anno di frequenza, mentre la retta del corso propedeutico passerà da 39 a 44 euro, in linea comunque con le scuole di musica vicine.

 

Dure le reazioni dell'opposizione: Rondoni punta sulla gestione del teatro Fabbri, "da dare direttamente alle compagnie del territorio" e "visto che non possiamo dare soldi alle compagnie, almeno diamo loro il teatro gratis". Andrea Pasini (Udc) domanda a "cosa serve il tavolo della cultura, se poi i risultati sono questi". Ed infine Raffaella Pirini (Destinazione): "Con un taglio del 1o percento rischiamo di mettere in ginocchio imprese che hanno dato lustro al nostro territorio".

Commenti (6)

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    Ma non capisco come la destra possa preoccuparsi della cultura... grazie alla riforma Gelmini il problema sarà presto superato... nessuno sarà più interessato a niente che non sia più impegnativo del grande fratello....

  • Avatar anonimo di Merdonze
    Merdonze

    Bisognerebbe investire in campi da golf e detassare l'acquisto di grosse barche e auto sportive...

  • Avatar anonimo di rs
    rs

    E' paradossale che si sollevi tutto questo sdegno di fronte ai tagli alla cultura effettuati dalla nostra amministrazione. Ma i nostri cari consiglieri lo sanno che questo tagli non sono certo espressione della volonta dei nostri amministratori ma la conseguenza obbligata delle scellerate scelte effettuate dal nostro caro governo? Nel triennio 2009-2011 il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali dovrà fare a meno di 922 milioni di euro.. E i nostri cari consiglieri sono allibiti?? Hanno ragione! Andiamo tutti insieme a sbattere i pugni, ma non sul tavolo del sindaco, ma a Roma!

  • Avatar anonimo di ATTILA
    ATTILA

    @LiberaMente Con questo concetto dovremmo chiudere gli asili nido, le scuole materne, le scuole, i contributi per le categorie più deboli, metter al rogo i tossico dipendenti ecc.La cultura comunque venga sviluppata è la cartina tornasole della democrazia e della libertà. Va certamente verificato come chi riceve i contributi pubblicili utilizza, ma è sbagliato colpire sempre e comunque i più deboli. Bastava non assumere una segretaria dall'esterno per la segreteria del sindaco e i contributi per il 2010 sarebbero stati confermati. L'opposizione dica questo e non faccia solo demagogia del politichese.

  • Avatar anonimo di rs
    rs

    è veramente paradossale vedere che a Forlì l'opposizione "è allibita" dai tagli alla cultura. lo sanno i nostri consiglieri che questi tagli non sono espressione della volontà comunale ma la conseguenza obbligata delle decisioni scellerate di questo governo, che prevede nel triennio 2009-2011 tagli alla cultura per 922 milioni di euro. c'è poco da sbattere i pugni sul tavolo del sindaco...

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Ciò che non riesce a sopravvivere nel mercato perchè non attrae i compratori, per quale motivo dovrebbe ricevere d'ufficio soldi che la gente spontaneamente non sborserebbe?

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