Forlì, dalla Fondazione soldi per restaurare e riaprire le antiche chiese

Forlì, dalla Fondazione soldi per restaurare e riaprire le antiche chiese

Forlì, dalla Fondazione soldi per restaurare e riaprire le antiche chiese

FORLI'  - E' pronto il piano-programma di contributi messo a disposizione dalla Fondazione Cassa dei Risparmi per il recupero e la riqualificazione di beni ecclesiastici. L'attenzione si è concentrata, in particolare, su 4 interventi dei 7 interventi deliberati dalla Fondazione, per un totale di 300 mila euro, tra cui il restauro della Pieve di Santa Maria in Acquedotto, per il quale la Fondazione ha previsto un contributo di 100.000 euro per gli interventi più urgenti.

 

Per il restauro complessivo, molto più oneroso, la Diocesi ha già attivato anche altri canali di raccolta fondi, che si spera trovino nuovo stimolo nel contributo offerto dalla Fondazione. C'è poi il restauro del Monastero delle Clarisse in San Biagio, per il quale la Fondazione ha previsto un contributo di 50.000 euro per un nuovo stralcio di lavori (per i precedenti aveva già messo a disposizione 80.000)

 

Da aggiungere il restauro della Chiesa di San Francesco, per il quale la Fondazione ha previsto un contributo di 50.000 euro per l'area propriamente di convento (in precedenza la Fondazione aveva già messo a disposizione 260.000 euro per l'omonimo studentato) e il restauro della Chiesa della Trinità e dell'annesso teatro/sala polivalente, per il quale la Fondazione ha previsto un contributo di 50.000 euro (che vanno a sommarsi ai 50.000 già messi a disposizione per precedenti interventi alla Chiesa).

 

Antonella Ranaldi, Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini ha espresso il proprio apprezzamento alla Fondazione sia per la sua capacità di intervenire in modo organico e pianificato, e non solamente sulla scorta delle emergenze, sia per l'ampiezza della sua operatività che non cura solo l'aspetto della conservazione (come è costretta dalla mancanza di fondi a fare la Sovrintendenza) ma anche quello della riqualificazione e dell'utilizzo, come testimonia il recupero in chiave sociale del piccolo teatro della SS. Trinità.

 

Anche il Vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro, mons. Lino Pizzi, ha apertamente ringraziato la Fondazione per il suo costante sostegno all'attività di recupero dei beni ecclesiastici, auspicando che si formino quanto prima dei gruppi di volontari disposti a tenere aperti questi beni una volta ultimato il loro restauro, non essendo più sufficiente il numero dei parroci per garantirne la loro custodia.

 

Il Presidente Dolcini ha quindi detto di accettare i ringraziamenti da parte della Diocesi e della Sovrintendenza come attestazioni del fatto che la Fondazione sta operando correttamente rispetto alla propria mission di promotrice dello sviluppo del territorio, e che la Fondazione è ben lieta di realizzare interventi privi di immediata redditività economica, privilegiando in questi casi la componente culturale e spirituale della crescita della comunità forlivese.

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di AgenteSegreto
    AgenteSegreto

    @ davide Ma cosa vuol dire?? Il colosseo è un museo e mica ci si entri a gggratisssss

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Ma sì dai, perchè non lasciamo andare giu il Colosseo a Roma... sai quante famiglie bisognose si aiuterebbero!

  • Avatar anonimo di corso.rossi
    corso.rossi

    Bah!!! Recupero beni ecclesiastici..forse sarebbe stato meglio recuperare qualcosa di maggiormente utile sociilmente come aiutare famiglie povere e bisognose o investire in posti di lavoro per quanti sono disoccupati.Speriamo che a lavorare in questi recuperi siano messe persone disoccupate e bisognose di aiuto.

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