Forlì, dalla Regione fondi per mettere a posto il territorio

Forlì, dalla Regione fondi per mettere a posto il territorio

FORLI' - A seguito dei fenomeni di dissesto causati dalle forti piogge del recente mese di giugno che hanno interessato diverse opere pubbliche di bonifica in Emilia-Romagna. Su proposta dell'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni la Regione Emilia-Romagna ha stanziato 520 mila euro per il ripristino delle opere pubbliche di bonifica danneggiate dal maltempo degli scorsi mesi e per eliminare possibili situazioni di pericolo per i centri abitati, le infrastrutture e le attività economiche. I finanziamenti sono destinati ai Consorzi di bonifica delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Forlì-Cesena.

 

In provincia di Forlì-Cesena si provvederà alla sistemazione della frana sul Torrente Bidente di Fiumicino in località Molino di Culmolle nel comune di Bagno di Romagna (25 mila euro) e al ripristino delle opere idrauliche di bonifica a presidio del Rio Paladino nel comune di Meldola (40 mila euro). I consiglieri regionali forlivesi del Partito Democratico Thomas Casadei e Tiziano Alessandrini (III° Commissione "Territorio, Ambiente e Mobilità") esprimono soddisfazione per il nuovo stanziamento ma chiedono al governo nazionale una maggiore attenzione.

 

"Lo stanziamento della Regione - affermano i consiglieri regionali - permetterà di porre rimedio a due situazioni critiche del nostro territorio. La nostra regione dimostra ancora una volta di affrontare in maniera efficace i problemi legati ai dissesti idrogeologici, e questo nonostante le difficoltà legate al taglio delle risorse decise dal Governo".

 

"L'Emilia Romagna - proseguono i consiglieri - è la regione italiana a più alto rischio idrogeologico, con più di 4.300 chilometri quadrati di superficie esposta ai rischi, seguita da Piemonte (3.097), Campania (2.598), Toscana (2.542) e Lombardia (2.144), ed è necessario che cresca la consapevolezza degli amministratori locali e della politica della priorità del risanamento idrogeologico e della messa in sicurezza del patrimonio da eventi disastrosi".

 

"E' inoltre necessario - concludono i consiglieri - che il Governo nazionale riveda la scelta che ha azzerato il fondo 2009 e 2010 per la Protezione Civile e destinato agli interventi urgenti causati da calamità naturali ed i conseguenti danneggiamenti al patrimonio."

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