Forlì: dalla vendita di "Alpina Acque" 900mila euro per Romagna Acque

Forlì: dalla vendita di "Alpina Acque" 900mila euro per Romagna Acque

Forlì: dalla vendita di "Alpina Acque" 900mila euro per Romagna Acque

FORLI' - La vendita di Alpina Acque frutterà 900mila euro alla controllante Romagna Acque. Lo si è appreso durante il consiglio comunale di Forlì svoltosi lunedì. La società detenuta dall'ente che gestisce l'acquedotto romagnolo, sarà acquisita da "un'impresa strutturata che opera su un mercato ben piu' ampio di quello romagnolo, che puo' appieno valorizzare la sua professionalita' e specializzazione", ha assicurato l'assessore comunale all'Ambiente Palmiro Capacci.

 

Capacci lo ha detto rispondendo ad un'interrogazione di Antonio Nervegna, capogruppo di Fi-Pdl in consiglio comunale.  L'esponente del Pdl a dicembre aveva sollevato il problema, lanciando l'allarme per i 12 professionisti che operano nella societa' di ingegneria idraulica, partecipata per l'80 per cento da Romagna Acque.

 

"Per quali ragioni Romagna Acque vuole cedere la propria partecipazione, considerato che Alpina Acque gode di ottima salute in termini economici, finanziari e patrimoniali?", domandava Nervegna. Per Capacci il problema nasce dal fatto che "nelle intenzioni vi era quella di creare una societa' che operasse sul mercato, in modo da creare un centro di profitti".

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Ma in dieci anni di vita, di fatto, "Alpina Acque ha operato essenzialmente con gli affidamenti pubblici, nulla e' pervenuto dal socio privato", sempre nelle parole dell'assessore. Da qui la scelta di vendere: "Romagna Acque e i suoi soci hanno ritenuto non giustificabile la struttura, tanto piu' che la societa' controllata sarebbe sovradimensionata per i servizi di ingegneria necessari in un periodo medio-lungo". La vendita, inoltre, evita comunque lo scioglimento della societa', e nei programmi di Romagna Acque generera' una plusvalenza di 400 mila euro e una liquidita' di 900 mila.

Commenti (9)

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    Ribadisco come ho già detto altre volte che sono, su questi argomenti, assolutamente d'accordo con Giorgio Zanniboni dal quale forse mi dividono altre visioni politiche, ma al quale riconosco in questo campo competenza, chiarezza, coerenza e coraggio. Qualità difficili da trovare oggi nel quadro politico generale.

  • Avatar anonimo di alexgreco
    alexgreco

    prendo atto e mi auguro che il futuro del governo della citta di Forlì possa divenire, al fine del "bene comune", trasparente come una casa di vetro. Intravedo un percorso molto battagliato, ma con la necessaria fiducia e con il superamento di false ideologie e steccati inopportuni, potremo riuscire ad eliminare quei tornaconti personali o di parte che sono la rovina di una convivenza democratica. Un saluto cordiale...ad maiora

  • Avatar anonimo di Giorgio Zanniboni
    Giorgio Zanniboni

    Egregio signor Greco, prendo atto che il Suo nome corrisponde a quella che poteva apparire una sigla, così pure che nutre una certa stima per me. La ringrazio ma devo deluderLa riguardo le non velate critiche finali: 1° Io ho sempre ritenuto che la dignità personale non abbia prezzo e così, quando ho lasciato Romagna Acque (comunicando la mia decisione otto mesi prima ai maggiori azionisti) ho inteso sottolineare un tratto del mio carattere, cioè l'indisponibilità a rimanere su una poltrona ben remunerata alla condizione di portare avanti dei progetti che non condivido. Io sono fatto così, altri la pensano diversamente ma certo non li imiterò mai. 2° Il progetto strategico che, assieme ad altri, avevo elaborato comprendeva il potenziamento dell'Acquedotto della Romagna attraverso la derivazione del Savio, e in tale contesto il recupero dell'invaso di Quarto. Quando apparve chiaro che si voleva abbandonare questa grande operazione ho tratto le dovute (a mio avviso) conseguenze per non dovere gestire la obbrobriosa operazione alternativa, quella del ricorso all'acqua del Po. 3° Lei evidentemente non segue le vicende locali e romagnole da vicino perchè, diversamente, avrebbe notato che io continuo la battaglia politica per il Savio, l'invaso di Quarto e il ricorso prioritario alla fonte appenninica, scontrandomi con quanti in campo idrico vogliono tornare alla cultura dei cavernicoli. E pure con i tanti opportunisti che adesso si accorgono che io avevo ragione nella mia battaglia del decennio scorso ma non hanno l'onestà intellettuale di riconoscerlo, e così lasciano fare. Anche questi non hanno la mia stima e non posso proprio farci niente, con i pecoroni che pensano solo al tornaconto personale (per giunta in politica !) non ho mai avuto nulla da spartire. Cordiali salutii

  • Avatar anonimo di alexgreco
    alexgreco

    Egregio Giorgio Zanniboni, cercherò non solo di eguagliarla, ma addirittura di superarla (cercherò!). Il mio vero nome è lo stesso con cui mi legge, Alessandro Greco: cittadino romagnolo dal 1° maggio 1980, dopo averne trascorsi altri 25 nella mia città natale, Lecce. Da cittadino, attento, attivo e critico non ho fatto altro che esporre, se pur con un breve accenno, il mio personale punto di vista sulla gestione della "cosa pubblica". Devo riconoscere la sua autentica combattività "nell'aver fatto qualcosa di utile per Forlì e la Romagna", ma altrettanto apertamente devo dirle che avrebbe potuto fare di più per rendere ai suoi concittadini il massimo della trasparenza nella gestione di un progetto e di un ente pubblico. Riconosco di non aver fatto l'opportunista, ma abbandonando il campo, lo ha lasciato fare agli altri, a dispetto degli interessi della "casa comune". Qualcuno ricorda anche che l'abbandono del progetto del lago di Quarto sia stato infelice. Ma questo ci può stare nel curriculum di un pubblico amministratore. Sinceramente, per un autentico "storico amministratore da ricordare per sempre" mi sarei aspettato qualcosa di più!!!

  • Avatar anonimo di Giorgio Zanniboni
    Giorgio Zanniboni

    Se il signor alexgreco scrivesse con il suo vero nome potrebbe eguagliarmi nella trasparenza, quella che ho sempre avuto quando ho combattuto per fare qualcosa di utile per Forlì e la Romagna. Comportamento che ho tenuto anche quando ho lasciato Romagna Acque nel 2000 perchè la strategia dell'azienda che dirigevo non era condivisa dai maggiori Enti azionisti. Se avessi rinunciato alle mie idee sul modo migliore di potenziare l'Acquedotto della Romagna e costruire la Holding romagnola dei servizi, scegliendo l'opportunismo che paga, forse sarei ancora rimasto a svolgere un ruolo che mi venne affidato quando tutti dicevano che la diga di Ridracoli andava bloccata al pulvino, cioè poco sopra le fondamenta. Ma io facco solo le cose in cui credo, e per un giudizio ritengo vadano considerati i risultati. Mentre mi rifiuto di portare avanti progetti che nel caso sono demenziali, quelli che ci fanno tornare indietro di 10.000 anni nella politica delle acque, contrastando i Piani e gli impegni internazionali in materia energetica e ambientale. Se oggi certe scelte politiche, come quella che porta alla svendita di Alpina Acque, mi costringono ad alzare la voce contro miei amici e compagni, non di meno rinuncio a combattere una destra localmente capace solo di protestare e nazionalmente un governo che assiste passivamente alla crisi economica e sforna leggi anticostituzionali e illiberalii.

  • Avatar anonimo di sesepo
    sesepo

    forse l'aver scapuzzato in un politico che ha saputo fare l'unica opera importante in Romagna nel dopoguerra, è un problema. saper pensare ed agire in mezzo a guitti e servi muti probabilmente lo fa apparire diverso...

  • Avatar anonimo di alexgreco
    alexgreco

    è ammirevole oggi Giorgio Zanniboni relativamente alle spontanee dichiarazioni che rilascia di questa vicenda. Tutto ciò a dimostrazione che la gestione di un ente pubblico o partecipato, comporta aspetti amministrativi, troppo spesso, per niente trasparenti e dove ci sono sempre interessi faziosi o personali che sovrastano quelli pubblici; in questo caso ci sono di mezzo gli interessi dei cittadini che per una serie di ragioni saranno sempre loro a dover pagare. Ecco che il futuro degli enti partecipati dal comune di Forlì necessitano di un cambio di direzione circa le modalità amministrative e partecipative. Una volta tanto forse sarà il caso di dare prova che quando un rappresentante della "casa comune di Forlì" va ad occupare una poltrona di un consiglio di amministrazione, debba dimostrare di essere dalla parte dei cittadini e di fare i loro interessi in modo netto e chiaro. Sono comunque rimasto colpito comunque da Zanniboni, che solo da qualche tempo confessa, come un libro aperto, risvolti che gli rendono onore...anche se naturalmente molti si chiedono, e tra questi anch'io, cosa lo avesse inibito a fare rivelazioni, o prendere posizioni di totale trasparenza nei lunghi anni in cui era tra i massimi responsabili di quest'ente... sarà accaduto che il tempo porta pentimento!!!

  • Avatar anonimo di sesepo
    sesepo

    ora in provincia chi è in grado di progettare i lavori necessari ed indispensabili su di una rete idrica e fognaria non proprio a posto? gli uffici tecnici dei comuni? gli antichi Romani hanno costruito la loro forza e gloria sulle strade e sugli acquedotti i moderni Romagnoli la loro fine? tutto questo forse per degli obbedienti incompetenti che per titolo professionale hanno una tessera di partito? BASTA!

  • Avatar anonimo di Giorgio Zanniboni
    Giorgio Zanniboni

    Da Presidente di Romagna Acque nel 1998 decisi la costituzione di Alpina Acque e ora, visto che i miei consigli non vengono accettati e leggo le incredibili risposte date in Consiglio comunale sulla svendita di questa società, non posso più tacere. 1° Se è vero che gli amministratori di questa S.r.l. non si sono dati molto da fare per acquisire commesse fuori degli Enti pubblici spettava alla controllante Romagna Acque intervenire per imporre i necessari cambiamenti. 2° Non è vero che Alpina Acque abbia una funzione in via di esaurimento presso Romagna Acque e i 70 Comuni e Province azioniste della stessa, è una tesi priva di fondamento. 3° Le nuove normative non impediscono a Romagna Acque di acquisire la quota azionaria del privato (Alpina Milano) e questa doveva essere la scelta da fare per molte buone ragioni. 4° Si mette in vendita la quota di Romagna Acque (93,78% del capitale) senza una perizia di stima e si parla di plusvalenza guardando al valore iniziale senza rivalutazione, un errore da principianti. 5° Il patrimonio netto attuale supera già i 900.000 euro, non sono stati considerati i contenziosi attivi (non ci sono quelli passivi) le ingenti commesse in corso di esecuzione e quelle affidate (margine di utilità;) l'avviamento e il marchio dell'a società e la proiezione della sua vita statutaria, aspetti fondamentali. In sostanza sparisce una azienda forlivese, che peraltro ha sempre avuto un bilancio in utile; la maggiore parte dei suoi dipendenti non potrà trasferirsi a Ravenna o fare pendolarismo per ovvi motivi economici; la procedura di vendita è stata poco trasparente e il prezzo non corrisponde al reale valore della quota di capitale ceduta, quindi si determina un danno erariale. Appello finale: amministratori, controllori e azionisti, vi prego fermate questa operazione che non sta in piedi da nessun punto di vista. E poi tornate a scuola, vi farà bene.

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