Forlì: defibrillatori e formazioneper salvare chi è vittima di arresto cardiorespiratorio

Forlì: defibrillatori e formazioneper salvare chi è vittima di arresto cardiorespiratorio

L'arresto cardiorespiratorio è un fenomeno rilevante, con un'incidenza pari a uno ogni mille abitanti. Solo un intervento immediato può salvare la vita della persona colpita: la rianimazione cardio-polmonare ha infatti effetto esclusivamente entro i primi 10 minuti dall'attacco e la defibrillazione precoce risulta in molti casi la terapia ottimale. 

 

E' per questo che l'Ausl di Forlì si è impegnata in questi anni nel progetto "Riorganizzazione dell'utilizzo di defibrillatori semi-automatici in ambiente extra-ospedaliero", distribuendo capillarmente sul territorio forlivese 80 defibrillatori semiautomatici (Dae), di cui 50 di sua proprietà, acquistati grazie a donazioni della Fondazione Cassa dei Risparmi e della Fondazione Cardiologica Zito Sacco. Tramite il centro Irc (Italia resuscitation council) dell'Azienda, in staff allaDirezione infermieristica, si è poi provveduto a formare, oltre al personale sanitario, soggetti appartenenti a enti locali, operatori di strutture sportive e/o grandi aziende, case di riposo, nonché rappresentanti delle Forze dell'ordine (Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale), per un totale di 560 operatori non sanitari.

 

I defibrillatori sono stati posizionati in luoghi ad alta densità di popolazione, ad esempio Comune, stadio, Palafiera, aeroporto, presidiati da persone abilitate.

Anche diverse aziende presenti sul territorio forlivese, in occasione dell'attuazione della legge per la sicurezza sul posto di lavoro, si sono dotate di defibrillatori semiautomatici, formando il personale al fine di migliorare la sicurezza all'interno delle loro sedi.

 

«Per quanto meritorio, tale impegno, anche per le peculiarità dell'evento da affrontare, rischia, tuttavia, di trovare solo un'operatività locale - illustra il dottor Marco Spada, medico del Pronto Soccorso dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì - circoscritta alla sede dell'azienda e all'orario d'ufficio». Inoltre, la documentata maggiore incidenza del fenomeno arresto cardiaco in ambito domiciliare rende di fatto poco utilizzabili i defibrillatori ubicati in postazioni fisse, i quali non possono raggiungere agevolmente la sede dell'evento. «Per migliorare l'indice di utilizzo di questi defibrillatori bisognerebbe collocarli in ambienti presidiati e ad alta frequenza di pubblico, come, ad esempio, gli ipermercati, oppure realizzare una complessa sinergia con un sistema di emergenza in grado di attivarli efficientemente - prosegue il dottor Spada - quest'ultima sarà forse la vera sfida del futuro».

 

La rete formata dai defibrillatori distribuiti localmente integra il sistema di emergenza territoriale 118, forte di dieci ambulanze, un'automedica e un'eliambulanza, operativa in orario diurno e secondo condizioni meteorologiche. Questi mezzi operano su tutto il territorio aziendale e ciascuno dispone di un equipaggio sanitario con defibrillatore, in modo tale da assicurare un'idonea copertura.

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