Forlì, deficit Ausl. L'assessore Lusenti replica all'interpellanza di Bartolini (PdL)

Forlì, deficit Ausl. L'assessore Lusenti replica all'interpellanza di Bartolini (PdL)

FORLI' - Il piano di rientro del deficit dell'azienda Ausl di Forlì è stato oggetto di un'interpellanza di Luca Bartolini (pdl) alla quale ha risposto in aula l'assessore regionale alle politiche per la salute, Carlo Lusenti. Secondo il consigliere all'inizio del 2010 la Regione avrebbe "messo sotto processo" l'Asl di Forlì a causa di un "megadeficit stimato in 59 milioni di euro nel biennio". Nel suo lungo e argomentato documento Bartolini avanza ancora una volta il dubbio sulla cifra stimata considerando quello che definisce un "anomalo attacco" all'Asl come la "conseguenza di un regolamento di conti interno ad Area Vasta Romagna, in particolare per ridimensionare il ruolo di eccellenza dell'Ospedale Morgagni-Pierantoni" Bartolini ha quindi chiesto alla Giunta regionale una serie di chirimenti. In particolare Bartolini domanda quali iniziative intenda assumere perché l'ospedale di Forlì non venga di fatto smantellato nelle sue eccellenze, per quale motivo il deficit annunciato di 59 milioni preveda oggi un piano di rientro da un deficit di 20 milioni, di cui 13 riconducibili all'ingresso dell'Asl di Forlì in Area Vasta, e se non ritenga opportuno chiedere quanto abbia inciso e incida tuttora sui costi effettivi la spesa oncologica. Bartolini vuole anche sapere se la Giunta non reputi che il piano di rientro sia la dimostrazione di "una strategia che ha l'obiettivo di ridimensionare il ruolo di eccellenza dell'ospedale forlivese", se non consideri opportuno ridare dignità ad un'Azienda "volutamente sbeffeggiata" e quali iniziative straordinarie intenda assumere per trattenere a Forlì quei professionisti che garantiscono il livello di eccellenza del locale nosocomio.

 

"Nessun regolamento di conti è stato attuato nei confronti dell'azienda sanitaria forlivese", ha assicurato Lusenti riferendo che la ricostruzione del disavanzo degli esercizi 2008 e 2009 dell'Ausl di Forlì è stata verificata in modo convergente da tre diversi soggetti (Direzione generale, Collegio sindacale e gruppo di verifica regionale). Una situazione, ha precisato, determinata "da effettive e riscontrate problematiche di natura contabile, conseguenza della tardiva registrazione dei documenti commerciali e della non corretta determinazione delle partite di fine esercizio" che hanno portato ad una "falsata rappresentazione delle reale situazione di bilancio".

 

Lusenti ha poi chiarito che, alla luce del riaccertamento della consistenza dei bilanci 2008 e 2009 e delle relative perdite, l'azienda forlivese si è impegnata nella predisposizione di un piano pluriennale di rientro del disavanzo, la cui cifra definitiva, pari a 56 milioni e 339mila euro (al netto degli ammortamenti no sterilizzati) è riferita alla somma dei disavanzi dell'anno 2009 e 2008 che però conteneva anche parte dell'anno 2007, proprio per lo slittamento dei costi all'anno successivo. Tali disavanzi - ha precisato - non sono da recuperare a carico dell'azienda, in quanto sono oggetto di specifici interventi di ripiano e di rifinanziamento regionale e si tratta di una cifra che copre un arco temporale di tre anni, mentre l'azienda deve ora affrontare un deficit strutturale annuo (cioè un livello di costi annuo eccedente l'equilibrio di bilancio) quantificabile in circa 20 milioni. La Regione sosterrà il piano di rientro pluriennale con un contributo specifico, non potendosi azzerare in un solo anno il volume di spesa in eccesso che la gestione aziendale produce. L'obiettivo "è salvaguardare la qualità complessiva del sistema e la qualificazione degli interventi di salute effettuati".

Il percorso di rientro proposto, di durata quadriennale, ha assicurato l'assessore, ha necessariamente le caratteristiche di gradualità imposte dalla delicatezza del tema. Il Piano di rientro prevede già alcune azioni "straordinarie" quantificate in circa 7 milioni di euro in ambiti che riguardano la spesa farmaceutica (in particolare quella convenzionata attualmente superiore ai livelli medio regionale), l'assistenza ospedaliera (con la disattivazione di 27 posti letto di lungodegenza collocati in una struttura privata), l'ambito socio-sanitario (previsto un più razionale utilizzo del personale sanitario), la domanda delle prestazioni specialistiche (con un intervento che miri a conseguire la riduzione delle richieste inappropriate).

 

Relativamente a quello che il consigliere ha definito lo "smantellamento" dell'ospedale Morgagni-Pierantoni, Lusenti ha informato che entro il prossimo 31 dicembre è previsto tra l'altro il pensionamento di 4 direttori di struttura complessa. Per uno dei quattro posti è già stato bandito un concorso, mentre per gli altri si procederà, compatibilmente con i tempi delle diverse attività amministrative in atto e all'opportunità di verificare le potenzialità interne. Per gli incarichi a tempo determinato - ha precisato - è invece la legge (L.122/2010), che impone per il 2011 un tetto di spesa pari al 50% di quella del 2010, ad "influenzare pesantemente ogni decisione in tale ambito".

 

Insoddisfatto della risposta Bartolini ha espresso la suo disappunto facendosi - ha detto - "portavoce del malessere profondo che serpeggia nella città, e in particolare nella struttura ospedaliera del Morgagni-Pierantoni". Tutti hanno capito - ha ribadito - che l'Ausl di Forlì è "sotto attacco, probabilmente perché non si allineava al progetto di ridimensionamento del ruolo di eccellenza dell'ospedale di Forlì, per cedere il posto all'Ausl di Ravenna. È evidente ha detto Bartolini la politica di Area Vasta che penalizza un territorio a scapito di un altro. Il mio intento invece - ha concluso - è quello di difendere la sanità forlivese sotto attacco, contro una strategia politica che non fa gli interessi di quel territorio.

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