Forlì, delegazione del PdL ricorda i martiri delle Foibe

Forlì, delegazione del PdL ricorda i martiri delle Foibe

Forlì, delegazione del PdL ricorda i martiri delle Foibe

FORLI' - Anche quest'anno, come di consuetudine, una delegazione del Popolo della Libertà, tra cui i consiglieri Luca Bartolini, Vittorio Dall'Amore e Alessandro Spada, accompagnati dai rappresentanti della Giovane Italia, al fine di mantenere vivo il ricordo dei nostri connazionali trucidati ed esiliati, ha provveduto a depositare una corona di alloro nella strada cittadina dedicata ai Martiri delle Foibe.

 

"Grazie al particolare impegno profuso negli anni scorsi da parlamentari di centrodestra, il 10 febbraio è infatti per legge riconosciuto come il ''Giorno del Ricordo'' per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime della dittatura comunista di Tito, dell'esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e nella più complessa vicenda del confine orientale. Almeno diecimila persone, negli anni a cavallo del 1945, furono torturate e uccise dai partigiani comunisti di Tito e in gran parte vennero gettate, molte ancora vive, dentro le Foibe" si legge in una nota.

 

"L'iniziativa - spiega il consigliere regionale Luca Bartolini - mira a far sì che non si dimentichi la repressione Jugoslava che costrinse oltre 300 mila persone ad abbandonare le loro case per fuggire dai massacri e poter mantenere la propria identità italiana. Una tristissima pagina di storia di Italiani infoibati che, fino a pochi anni fa, venivano addirittura  dimenticati dai libri scolastici".

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di germano pestelli
    germano pestelli

    Caro Vico ,come al solito sei puntuale e preciso e non smentisci mai la tua onestà politica.Chi ti risponde pensa,da sempre,che gli USA mai sono stati liberatori di qualcuno ma sempre occupanti ed oppressori,ti faccio un breve elenco: invasione dell'ovest america distruggendo chi ci stava dentro (gli indiani),intervento nelle varie guerre solo ad uso e consumo della propria organizzazione bellica ed economica sfociata con qualche "perla" come l'atomica su nagasaki(assurda umanamente e militarmente) su hiroshima (assurda umanamente),il bombardamento di Belgrado(col governo italiano connivente: ricordi chi ne era presidente??),l'invasione dell'afghanistan(ma in questo ebbero solidali predecessori in campo avverso ovvero i sovietici),l'invasione dell'Iraq e le varie guerre fatte per sperimentare armi e truppe.Mai gli americani fecero interventi militari alla portata della necessità..neppure nella 2 guerra mondiale e la Storia,quella vera e non quella raccontata nei libri di chi vince, lo sta dimostrando.Sono per la libertà del popolo Palestinese che è oppresso da chi occupa arbitrariamente da anni il suolo che ,da sempre,si chiama Palestina.Come fui contro ai carri armati di Budapest e Praga ....ah le foibe: tutto vero quello che dici: i morti,proprio perchè morti sono tutti uguali sia bianchi che neri che rossi.Il problema delle foibe fu solo uno: la perdurante negazione delle notizie da parte di un regime che si definiva libero e popolare(sia in italia che in Jugoslavia) nei confronti di chi doveva sapere.Quello che tu ricordi giustamente è a molti noto da decenni,quello che alcuni cercano di far conoscere non è proprio a tutti noto (come le fosse di Katyn...).La nostra onestà di uomini intellettualmente liberi ci deve far passare oltre ai morti di destra o di sinistra...solo cosi potremo costruire un avvenire ,anche politico,migliore per tutti.La giornata del ricordo vale come quella della memoria (e ,se ci pensi bene,non è una bestemmia)...poi sulle amnesie potremmo discutere fino a domani: ma saremmo tutti in buona compagnia.Un caro saluto

  • Avatar anonimo di Albatros
    Albatros

    "Sulla questione delle foibe non è mai stata fatta veramente ricerca storica. Altrimenti, come prima cosa, non si parlerebbe di una "questione foibe", perché le persone che veramente sono morte per essere state gettate nelle foibe istriane o carsiche sono pochissime, rispetto non solo alle migliaia di morti (sempre per parlare del territorio della cosiddetta "Venezia Giulia", cioè le vecchie province di Trieste, Gorizia, l'Istria e Fiume) di quella enorme carneficina che fu la seconda guerra mondiale, ma degli stessi morti per mano partigiana. Voglio ricordare che la maggioranza di questi fatti si riferiscono a cose accadute in periodo di guerra: ad esempio i circa 400 "infoibati" che furono uccisi nell'Istria del dopo armistizio (settembre '43), non possono che essere inseriti in un contesto di guerra. Però è da rilevare che mentre tutti (storici e mass media, oltre a politicanti e propagandisti) si sconvolgono all'idea di questi 400 morti, non battono ciglio di fronte alla notizia storicamente dimostrata che il ripristinato "ordine nazifascista" in Istria nell'ottobre '43 causò migliaia di morti, deportati nei lager, paesi bruciati e rasi al suolo e violenze di ogni tipo. È come se ci fossero, secondo certa storiografia, istriani di serie A e istriani di serie B, cioè rispettivamente quelli di etnia italiana, la cui morte deve destare orrore e scandalo, mentre per gli altri, quelli di etnia croata o slovena, sembra essere stata una cosa "normale" che siano stati colpiti dalla repressione nazifascista. " Claudia Cernigoi – giornalista e scrittrice NO PASARAN

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    come sempre distratti i consiglieri del Pdl... dimenticano i morti nell'italianizzazione forzata della Dalmazia, il campo di Arbe e quello di Gonars, le rappresaglie contro i ribelli,gli stupri, le direttive di Roatta.... si leggano Italiana brava gente di Del Boca, o si guardino un bel documentario The Fascist Legacy, prodotto dalla BBC, comprato dalla RAI e mai trasmesso , dove vengono mostrate le prodezze delle camicie nere italiane... Sentiamo Marija Poje (1922) e Herman Janež (1935), due sopravvissuti ai campi di concentramento di Arbe (oggi Rab in Croazia) e di Gonars in Friuli: “voi potete solo intravedere il nostro mondo, ma non potete capirlo, perché anche noi oggi quasi quasi stentiamo ormai a capirlo, ma intravediamo nei ricordi l’orrore di quel mondo”. E ora questi signori fingono di non sapere, che le foibe sono state la tragica conseguenza di chi ha iniziato la sequenza di morte che innesca, inevitabile la vendetta. I morti delle foibe e i morte di Arbe sono fratelli, la loro tragica familiarità è l'essere vittima di quella follia che si è chiamata fascismo e nazismo e che in Jugoslavia ha prodotto 3.000.000 di morti nei campi di sterminio (ma di questi nel giorno della memoria si parla poco, come dei testimoni di Geova, dei massoni, o degli omosessuali). Troppo facile e troppo comodo ricordare i propri di morti. Quando avremo il coraggio di chiedere scusa agli slavi, agli abissini e ai libici... Istituiamo la giornata dell'amnesia.

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