Forlì: Demetrio Volcic in piazzetta della misura per parlare del "Piccolo zar"

Forlì: Demetrio Volcic in piazzetta della misura per parlare del "Piccolo zar"

Forlì: Demetrio Volcic in piazzetta della misura per parlare del "Piccolo zar"

FORLI' - Tuffo nella guerra fredda giovedì sera in piazzetta della Misura a partire dalle 21.15 con la presentazione del libro "Il piccolo Zar", firmato dall'ex corrispondente della Rai da Mosca, Demetrio Volcic.

 

Dopo un decennio di relativo oscuramento, la Russia dello zar Putin è ritornata con forza sulle prime pagine di tutti i giornali: Gazprom, la Georgia, l'assassinio della Politkovskaya, l'avvelenamento di Litvinenko, le uscite di Putin su nuovi tipi di armi nucleari come parte di un progetto 'grandioso' per migliorare la difesa del paese. Si può dire che non c'è giorno nel quale la Russia non faccia notizia. Non c'è da stupirsi: mentre si assiste alle non entusiasmanti prove della superpotenza americana,l'impero russo rimane l'unico vero impero del mondo.

 

Ha tutti i tratti dello stato autoritario: è governato in modo centralistico; è determinato a mantenere il controllo di nazioni e popoli non etnicamente omogenei, ma rientranti nella sua sfera di influenza e vassallaggio; è infastidito dall'intromissione occidentale nei suoi 'affari interni'; è spropositatamente ricco di risorse minerarie e petrolifere, concentrate nelle mani di pochissimi oligarchi vicini al Cremlino. Demetrio Volcic è di casa in Russia da decenni e nel corso del tempo ce l'ha raccontata in tutte le sue transizioni. È quindi la persona più indicata per aprircene le porte, non con un astratto trattato di geopolitica ma con una serie di racconti e di ritratti che dall'oggi spaziano nel passato recente e in quello più lontano, senza i quali è difficile farsi un'idea della Russia di oggi.

 

Demetrio Volcic, per gli italiani, il volto della Russia. Come corrispondente della RAI, in particolare da Praga,Vienna, Bonn e Mosca, ha fatto conoscere con le sue cronache e i suoi reportage il cammino dei paesi dell'Est dalla rivoluzione d'Ungheria fino al crollo del comunismo e alla rinascita dei vecchi nazionalismi. Dal 1993 al 1994 è stato direttore del Tg1. Professore a contratto presso la Facoltà di Scienze diplomatiche e internazionali dell'Università di Trieste, per la sua attività di giornalista e scrittore ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, anche internazionali. Ha lasciato il giornalismo per dedicarsi alla politica. Ha pubblicato Mosca. I giorni della fine (Mondadori,1992), Sarajevo. Quando la storia uccide (Mondadori, 1993), Est. Andata e ritorni nei paesi ex comunisti (Mondadori, 1997) e 1956. Krusciov contro Stalin (Sellerio, 2006).

 

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Introduce l'incontro il giornalista Pietro Caruso.

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