Forlì: "Demolizione della Barcaccia? "No, facciamoci vicino un teatro vero"

Forlì: "Demolizione della Barcaccia? "No, facciamoci vicino un teatro vero"

Forlì: "Demolizione della Barcaccia? "No, facciamoci vicino un teatro vero"

FORLI' - Demolire la Barcaccia del parcheggio di piazza Guido di Montefeltro è una "nefandezza", di più: è "una cosa indegna e anche impossibile, si va a finire al Tar perché non si può demolire un'opera d'arte". A difendere a spada tratta l'opera più controversa di Forlì, il "parcheggione" davanti al San Domenico, interviene Giorgio Zanniboni, il sindaco di allora che sostenne e attuò il progetto firmato dal famoso architetto Maurizio Sacripanti.


> SONDAGGIO: DEMOLIRE LA ‘BARCACCIA', CHE NE PENSI?

 

Ricorda Zanniboni: "Il progetto originario era molto più accattivante, poi venne modificato perché c'era l'idea di trasferire lì il mercato ambulante e gli stalli vennero dimensionati per ospitare anche le bancarelle". Ma soprattutto il progetto prevedeva la realizzazione di un teatro, "un vero teatro che a Forlì ancora manca e in molti la pensano così ancora oggi, in molti ritengono che il Diego Fabbri sia comunque un cinema rifatto".

 

Quindi la proposta di Zanniboni: "Senza voler essere innamorati fino all'estremo delle cose fatte quel che serve oggi è una ricucitura, discussione e non demolizione". E se bisogna cambiare volto alla piazza l'idea dell'ex sindaco della città è quella di realizzarci in mezzo un teatro, senza demolire la Barcaccia, ma cambiando il resto del parcheggio. "Pensiamo in prospettiva di realizzare un teatro vero per Forlì, bisogna avere un'idea per il futuro, è una grande sfida. Senza le grandi sfide oggi non avremmo l'università, la diga di Ridracoli e il parco urbano".

 

Il progetto, però, è scarsamente attuabile, per l'esiguità delle finanze pubbliche. Replica Zanniboni: "Ci vorranno anche dieci anni, ma iniziamo. I soldi non ci sono? Non c'erano neanche ai miei tempi. Quanti assessori oggi vanno a bussare ai palazzi di Roma, Bologna e Bruxelles? Si gestisce il Comune anche andando per ministeri". La proposta di Zanniboni è lanciare un grande concorso nazionale per progettare il teatro.

 

Una cosa, infine, non accetta l'ex sindaco Zanniboni, che la Barcaccia sia considerata "non compatibile coi nuovi progetti del San Domenico", come spiegato dal presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi Piergiuseppe Dolcini. "Alla Fondazione non sono i padroni della città, c'è un eccesso di protagonismo di Dolcini". L'idea di ripristinare il giardino dei monasteri e realizzare un parcheggio sotterraneo, per Zanniboni, "è una vecchia idea degli ex democristiani, furbesca perché nessuno realizzerà mai lì un parcheggio con l'arrivo di 400 posti auto gratuiti a 5 minuti a piedi e con un grande parco urbano ugualmente vicino". Meglio quindi, per Zanniboni, realizzarci un teatro, proprio come immaginava Sacripanti.

 

Fabio Campanella

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    Egregio sindaco Zanniboni, onore per la diga, ma sostenere che un parcheggio sia un'opera d'arte e' svalutare l'Arte!!!

  • Avatar anonimo di Paolo1
    Paolo1

    Il progetto del teatro non era un progetto condiviso e per questo non fu realizzato. Nel tempo si è portato avanti il recupero del convento (con indubbio ritorno di immagine per la città;) e della chiesa di san Giacomo. Non credo che nella situazione in cui ci troviamo parlare di nuova destinazione per l'area Guido da Montefeltro sia la priorità, anche se come spesso è accaduto anche le opere dei presunti "grandi maesti" possono essere sacrificate per far posto a nuovi progetti rispondenti alle nuove necessità. Va però sottolineato come l'amministrazione gia da diversi anni stia vagliando questa possibilità addirittura bandendo nel 2003 un concorso di idee per l'area in questione che ha ottenuto una grande partecipazione. Ho partecipato ai diversi incontri che il Comune ha organizzato, dove sono stati presentate le varie ipotesi per la riqualificazione dell'area. Il destino del teatro in quell'area è pertanto segnato da tempo ed è inutile come fa Zanniboni tirare fuori la questione ora. In questi anni sono state riqualificate diverse zone ex industriali a ridosso della città, si poteva pianificare un opera simile (se davvero così necessaria) in una di queste aree, che tra l'altro non primeggiano come qualità

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