Forlì: Destinazione appoggia le idee di Serge Latouche

Forlì: Destinazione appoggia le idee di Serge Latouche

FORLI' - Destinazione Forlì era presente all'intervento del Professor Serge Latouche, svoltosi domenica pomeriggio a Forlimpopoli, in occasione della consegna del Premio Artusi 2009. Latouche ha sottolineato i rischi e le pericolosità di un paradigma che continua a basarsi solo sull'aumento e sulla crescita. Un paradigma che non tiene conto dei limiti e della finitezza delle  risorse, che usa il PIL come indicatore unico del benessere e che ha ormai "colonizzato il nostro immaginario".


Da qui l'invito di Latouche ad un ripensamento, ad una "decolonizzazione" di questo immaginario oggi dominante. In esso imperano attualmente l'ideologia di una crescita illimitata, di un consumo perpetuo e del dogma "di più è uguale a meglio". Dovrebbero invece trovare spazio ideali e valori quali "il bene comune", "la convivialità", "la lentezza", "il limite" e "l'a-crescita".

Spesso, però, è il linguaggio corrente stesso  a presentare questi termini come marginali o addirittura negativi. Noi, come suggerisce l'opera di Latouche e di Castoriadis prima di lui, dovremmo allora prendere consapevolezza della nostra capacità creativa di determinare il nostro immaginario e quindi anche il nostro linguaggio. Questo genererebbe in noi la spinta ad agire per modificare le cose.

L'Associazione Destinazione Forlì e i suoi aderenti sono felici di raccogliere questo invito al cambiamento. Per fare questo dobbiamo operare, sia sul piano teorico sia su quello pratico, a tutti i
livelli: "Il primo è sicuramente quello individuale. Noi dobbiamo essere i primi riconsiderare i nostri valori e i nostri stili di vita, tendendo a comportamenti più sobri e critici, a riprenderci il nostro tempo, a consumare in maniera critica e a produrre meno rifiuti possibile".

Continua Raffaella Pirini: "Il secondo è quello locale. Anche le amministrazioni comunali
dovrebbero operare tenendo sempre a mente questi principi. Non solo a parole o in campagna elettorale, ma negli atti concreti. Nell'ambito dell'urbanistica ad esempio, evitando la cementificazione continua dei terreni e degli spazi o addirittura costruendo nuove strutture nonostante la presenza nel Comune di edifici sfitti o che  adrebbero recuperati".

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