Forlì, DestinAzione: "Troppi deficit nelle partecipate"

Forlì, DestinAzione: "Troppi deficit nelle partecipate"

FORLI' - Chiede maggior controlli ai deficit di bilancio in successione delle società partecipate dal Comune, Raffaella Pirini, capogruppo di DestinAzione Forlì: "E' ora di dirlo chiaro e forte: bisogna trovare una soluzione efficace e duratura. Da anni i cittadini forlivesi sono costretti a pagare le inefficienze generate dalla politica sul territorio. E' ora di porre un freno o ancor meglio mettere termine al fatto che le società partecipate continuino a produrre debiti ed inefficienze che vanno a gravare sul bilancio Comunale".

 

E ancora: "Non è certo rassicurante vedere la disinvoltura con cui tali debiti vengono lasciati ricadere sulle tasche dei cittadini che si ritrovano privati dei servizi, per via della necessità di tamponare le falle economiche di Società partecipate quali Sapro, Serinar ed Aeroporto Ridolfi.

A mettere insieme i pezzi sembra di leggere un bollettino di guerra: Aeroporto Ridolfi: - 6,859 milioni di euro di passivo nel bilancio 2009 (22,8 milioni di euro in 5 anni), Sapro: debiti/terreni invenduti per 114 milioni di euro, Serinar: 510 mila euro di passivo nel bilancio 2009 (2,4 milioni di euro negli ultimi 4 anni)".

 

Sempre Pirini: "In questo quadro si aggiunge anche il debito della Ausl, che non rientra nel novero delle partecipate, ma che rappresenta un azienda strettamente legata al nostro territorio e al nostro tessuto sociale: circa 60 milioni di euro di "buco" (si attendono i dati definitivi a chiusura bilancio 2009). I nodi sono venuti tutti al pettine e nessuno, soprattutto in un momento di difficoltà per le casse comunali, può più nascondersi dietro a un dito e tergiversare su decisioni divenute improcrastinabili. Tantomeno, non è possibile restare immoti e non richiedere di poter monitorare con chiarezza quelle che saranno le strategie dell'Amministrazione di fronte alla cifra di 58 milioni e 300 mila euro derivanti dalla sottoscrizione di derivati finanziari ad alto rischio (swap), derivati che, appunto, il Comune ha sul groppone".

 

"L'amministrazione ha dichiarato di voler procedere all'estinzione di tali contratti in presenza di condizioni favorevoli, ma vorremmo avere la possibilità di vigilare in maniera stretta il prosieguo della vicenda, visto che ora si è iniziato a dover corrispondere differenziali negativi".

 

"Ora ci chiediamo preoccupati quanto noi cittadini dovremo ancora attendere per vedere un'inversione di tendenza. Vorremmo sapere quanto tempo dovrà ancora passare prima che gli Amministratori, che hanno partecipato alla creazione e alla gestione di queste società, presentandole come scelte strategiche e lungimiranti, capiscano che il modello da loro proposto necessita di un controllo costante, anche da parte del Consiglio Comunale e della cittadinanza, e che spesso risulta essere economicamente insostenibile".

 

"Soprattutto sarebbe auspicabile che si procedesse ad un'analisi della prospettiva con cui si vuole orientare le azioni volte a limitare i danni dovuti alle perdite delle partecipate. Ad esempio, Serinar è ancora necessaria allo stato attuale delle cose o ha esaurito il compito che le era stato affidato?"

 

"E' un dato di fatto, sotto gli occhi di tutti, che la crescita esponenziale, voluta ad ogni costo, di cui Sapro è l'emblema, non funziona ed è insostenibile a livello finanziario. Non è più il caso di operare investimenti che costituiscono solo operazioni virtuali di alta finanza. Ora è prioritario indirizzare le forze verso il finanziamento di progetti utili, che tengano conto delle reali necessità della cittadinanza e facilitino l'inserimento nel mondo del lavoro e la fruizione di servizi a costi contenuti per quanti si trovano in cassa integrazione o in grave sofferenza economica. E' il caso di tornare ad ispirarci a principi di sobrietà, cautela e rispetto dei soldi versati dai cittadini; valori che evidentemente i nostri amministratori in questi anni hanno dimenticato. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti".

 

"Nel bilancio comunale, pur chiudendo in avanzo di amministrazione, sicuramente ci sono dei "rossi" dove non ha senso che ci siano e eliminare questi sprechi darebbe molta più possibilità di investimenti in settori ancora in difficoltà (sociale, cultura, imprese, trasporti pubblici...)", conclude.

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