Forlì, Di Maio (Pd): "Mentre si parla di Ruby, tagli del 80% alle borse di studio"

Forlì, Di Maio (Pd): "Mentre si parla di Ruby, tagli del 80% alle borse di studio"

In questi giorni l'Italia è paralizzata dal dibattito su una vicenda surreale come quella legata a Ruby, la marocchina 18enne per la quale il presidente del consiglio si sarebbe speso al fine di evitarle guai giudiziari. Non voglio in alcun modo entrare nel merito di questa vicenda, ma certo c'è qualcosa di sorprendente nella squallida storia della 18enne, del ‘bunga bunga' e di tutto quel che segue la torbida vicenda.


L'unica volta in cui la politica parla di giovani riguarda uno scandalo come questo. Viene da chiedersi se i politici abbiano la stessa nostra apprensione per il taglio del 90% alle borse di studio: così uno studente su tre rischia di abbandonare l'università.


Le borse di studio oggi coprono circa il 57% delle spese sostenute da uno studente per frequentare l'università. Senza quel 57%, quante saranno le ragazze e i ragazzi che potranno permettersi di continuare a studiare? Quante saranno le famiglie che, in tempi di crisi e di carenza di posti di lavoro, potranno sostenere i figli che vogliono studiare, per provare a costruirsi un futuro migliore?


Il fondo per il Diritto allo Studio era già stato ridotto da 246 milioni di euro nel 2009 a 99 milioni nel 2010. A questo si aggiunge il taglio già previsto per il 2011, che lo porterà a 70 milioni di euro. La Regione Emilia-Romagna, grazie anche al lavoro svolto dal nostro consigliere regionale Thomas Casadei nella sua veste di capogruppo della Commissione che si occupa di Scuola e Formazione, cerca di sopperire con soldi propri. Ma non può certo sostituirsi allo Stato.


Si risponderà: "non ci sono i soldi". Ma quando si tratta di futuro, di giovani, di scuola, di università, di formazione, i soldi si trovano. Come? Ad esempio evitando di investire in nuovi armamenti; ad esempio evitando di far rientrare oltre 100 miliardi di euro depositati all'estero con una ridicola tassazione del 5%; ad esempio tassando le rendite finanziarie per i grandi patrimoni.


La crisi economica, la scarsità di soldi pubblici, il bisogno di rientrare nei parametri europei, la necessità di tirare la cinghia, sono tutte ragioni valide per ridurre la spesa pubblica. Ma non c'è ragione che tenga per giustificare il pressoché totale annullamento delle borse di studio universitarie. Se a questo aggiungiamo anche i tagli alla scuola pubblica il quadro è completo: ci stanno mangiando un pezzo di futuro, escludendo in primo luogo i giovani.


E non investire sui giovani significa non credere nel futuro di questo paese, invitando le ragazze e i ragazzi ad andarsene.

 


Marco Di Maio

Segretario territoriale Pd forlivese

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Ballarò, annozero, non sono trasmissioni condotte da simpatizzanti del PDL, eppure si occupano solo di Ruby. Perchè invece di incalzare il Presidente del consiglio con domande morbose sulla sua vita privata, non lo incalzano sulla mancata realizzazione dei suo programma elettorale o delle riforme o della finanziaria ? Parlano solo di Ruby e poi si lamentano che si parla solo di quello ! Quì gli unici che hanno diritto di lamentarsi, siamo noi cittadini, non so se sia più umiliante essere rappresentati da un Presidente del Consiglio così umanamente criticabile, o da una classe politica tutta indistintamente così mediocre. E tralasciamo gli altri aspetti trasversali a tutti i partiti.

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