Forlì, dibattito sul futuro della città. Dolcini: "E' la società civile che deve proporre"

Forlì, dibattito sul futuro della città. Dolcini: "E' la società civile che deve proporre"

Forlì, dibattito sul futuro della città. Dolcini: "E' la società civile che deve proporre"

FORLI' - Quale progetto globale per la Forlì del prossimo decennio? E' la domanda sorta dall'intervista che Piergiuseppe Dolcini, presidente della Fondazione Carisp, ha fatto la scorsa settimana sul Resto del Carlino. E ne è nato un dibattito. A cui anche il sindaco Roberto Balzani, giovedì ha dato la sua ricetta: "Mi piacerebbe molto sentire persone che dicono: io ho delle idee per la città", in particolare persone con idee innovative. E anche Dolcini, sentito da RomagnaOggi.it, approva: "Anche io la vedo così, è la società civile che propone".

 

E ancora: "Come Fondazione ci siamo a proporre progetti e metterci assieme e discuterne, d'altra parte la Fondazione debba avere un protagonismo politico". Ma cosa si deve intendere per progetto per la città? Dolcini chiarisce ulteriormente il suo concetto: "Non è che dal 1989, anno di insediamento dell'università, non si è fatto nulla: la stessa università si è rafforzata sul territorio, con 'Romagna Innovazione' la Fondazione si sta ponendo la questione del trasferimento al territorio dell'innovazione tecnologica".

 

E poi ancora: "E' nato l'Irst, un istituto dedicato pienamente alla ricerca, abbiamo raggiunto una qualità di eccellenza nella nostra sanità pubblica, con attrezzature all'avanguardia, nonostante il deficit che resta un aspetto finanziario. E poi il San Domenico: la Fondazione ha speso otto milioni di euro per cinque grandi mostre, anche palazzo Talenti-Framonti (il palazzo acquisito dalla fondazione in piazza Saffi, ndr) deve essere, come dice lo stesso sindaco, un magnete per la cultura". Ed infine: "A tutto questo io aggiungo anche la nascita di Cariromagna, che rappresenta l'innovazione nell'attività bancaria".

 

La questione, quindi, è "mettere in fila e coordinare tutti questi aspetti positivi, vedere cosa significa dal punto di vista della spesa e degli investimenti nel territorio. E tutta la società deve partecipare ad un progetto per il futuro. Possiamo delineare un progetto di sviluppo per diventare la città della cultura, della ricerca di alto livello".

 

Ma il sindaco Balzani ha anche argomentato un concetto molto netto: le idee nuove non possono arrivare da chi ha governato negli ultimi vent'anni, perché le loro proposte non potrebbero essere innovative. Ma nel dibattito innescato sul futuro della città rifiuta questo concetto, Dolcini: "Ho quasi 70 anni, io sono una classe che si può definire vecchia. Ma rifiuto l'idea che Balzani si faccia imprigionare in uno schema a sua volta vecchio come il cucco del 'ricambio generazionale', di una sorta di palingenesi fondamentalista, del "nuovo per il nuovo", non dimentichiamoci del falso mito della "ricerca dell'uomo nuovo"". E ancora Dolcini: "Cos'ha il nuovo? Valutiamolo se c'è dentro qualcosa". Per il presidente della Fondazione Carisp, quindi, meglio puntare "su una futura classe dirigente che si formi nelle nostre università".

Commenti (15)

  • Avatar anonimo di schietto
    schietto

    @Dorian. Concordo con te sull'importanza pubblica delle reti, ma private, per certe cose, si sono rivelate migliori. Non mi risulta che le reti della telefonia cellulare siano pubbliche e nondimeno funzionano. Forse per il wifi, con un ricambio tecnologico simile a quello delle reti cellulari, è un modello di business più adeguato. Per quanto riguarda l'origine dei soldi poco varia: la fondazione, pur essendo più libera di spendere deve comunque impiegare i soldi a fini sociali e di crescita culturale. E un fine sociale più urgente è dare l'adsl a chi ha ancora internet con la velocità di dieci anni fa

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    @schietto però vedi ? almeno si discute di qualcosa anziché sparare al "buon" Dolcini o titillare Balzani. La mia idea (non è mia, mi limito a riproporla) è perfettibilissima però nota che: 1) I soldi li dovrebbe mettere la fondazione, non il comune. Non sono tasse. 2) L'ho proposta in alternativa a una mostra al san domenico (anzi, mezza mostra). anche di questa, nei paesini delle valli montanare forlivesi, non è che sentano la mancanza, fan prima ad andare a Firenze ;-) 3) Non cambia il volto della città ma, onestamente, i soldi chi li ha per il chirurgo estetico ? 4) Vero che crea discriminazioni, ma intanto si comincia da qualche parte, e magari con 1 - 2 quartieri periferici. Si detto per inciso: io in centro non ci abito ... 5) Politicamente, invece credo che compito di uno Stato sia proprio quello di fare le RETI e di tenersele tutte: acqua, gas, autostrade, telecomunicazioni e chi più ne ha più ne metta. Sulle reti non ci può essere mercato serio, e allora tanto vale non darle al mercato, ma permettere a privati di farci girare sopra i loro prodotti.

  • Avatar anonimo di Sor Perozzi
    Sor Perozzi

    x Albatros Un post davvero allucinante, il suo... si parla di Forlì, di idee nuove e di progetti che latitano, e lei cosa tira fuori? Dell'Utri! Temo che la sinistra sia sostenuta da troppe menti come la sua e questo spiega molte cose... Ah, lei sostiene: "chi ha sbagliato paghi". Bene, e chi ha sbagliato con Sapro, con l'Aeroporto, con l'Ausl (mi fermo qui per pietà;) ha pagato? Non sarebbe meglio cominciare da questi, visto che sono costati decine e decine di milioni di euro ai cittadini FORLIVESI?

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    La copertura integrale WIFI sarebbe castrata dalla legge 155/2005, meglio conosciuta come "Legge Pisanu", che obbliga qualunque soggetto giuridico, sia esso pubblico o privato, a fornire libero accesso alla propria rete wireless solo dopo aver identificato l'utente e averne archiviato il documento (in soldoni, poi ci sarebbero procedure alternative, tipo l'autenticazione tramite SMS, valida per operatori italiani, che però è molto "discussa" in quanto esistono modi di acquistare SIM senza fornire i documenti), oltre ovviamente alla registrazione dell'attività in rete di chi naviga. Ciò significa che se io, turista, arrivassi a Forlì la domenica pomeriggio e volessi sedermi in una panchina e navigare col mio laptop, dovrei prima trovare un pubblico ufficiale che mi dia la password per il WIFI pubblico dopo avermi preso i dati. Pià probabilmente, quella domenica pomeriggio non navigherò sull'ipotetico WIFI pubblico di Forlì. In Italia, come un po' ovunque, tutto ciò che la pubblica amministrazione tocca si trasforma in cacca, e il WIFI statale, per ora, non sembra avere destino migliore.

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    schietto

    @J Dorian Devo dire che la proposta di un mega wifi per tutto il centro non mi pare poi un progetto così "globale" per la città, di quelli che le cambiano il volto dopo 20 anni, è un progetto possibile certo. Quel che manca però è un disegno e non propostine. Potrei proporre di mettere un campo sportivo lì, un giardino pubblico qui ma questa è normale amministrazione. E poi le isole wifi ci sono già, vediamo prima se saranno utilizzate. Sul merito del tuo progetto wifi poi nutro molti dubbi. Se fai una copertura così estesa, gratuita e pubblica (cioé pagata con le tasse di tutti) dove non c'è problema di connessione, non mi sembra molto giusto nei confronti de itanti che abitano nei piccoli paesi di montagna dove ancora stanno senza adsl, altro che wifi. Non è giusto per i tanti che abitano in periferia e che l'adsl se lo pagano, non è giusto perché in uno stato moderno non è compito di un ente pubblico fare reti wifi, dato che non ne ha le competenze e la capacità di star dietro al ricambio tecnologico.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    @Gim ne sono consapevole. Ma è una-idea-una che costa il giusto e che farebbe felici molti forlivesi, che si potrebbero risparmiare l'adsl in centro e nei luoghi aperti (senza contare skype). Mia nonnna se ne farebbe poco, ma con tutto il rispetto e l'amore che ho per lei, sarebbe anche un modo serio per puntare sui giovani: che poi la usino per facebook o per programmare qualcosa di serio, questo dipende da loro. Da cosa nasce cosa, il compito delle pubbliche amministrazioni non è di fare impresa, ma di creare condizioni perché altri la facciano. Le migliori condizioni. Una città digitale mi sembra un buon inizio e un buon biglietto da visita ... forse non (ancora) per i turisti, ma per gli studenti, e poi chissà. Internet gratis spingerebbe generazioni di ragazzi oggi ad affacciarsi di più alle nuove tecnologie, in fin dei conti l'informatica oggi è ancora forse il settore di investimento dove contano RELATIVAMENTE più le idee dei capitali. Certo, mi sarebbe piaciuto dire "un treno ad alta velocità e a sospensione magnetica che dall'aeroporto va fino al mare" ... ma con che soldi ? Quanto costerà disseminare dei antenne il centro di forlì e creare una rete solida a sufficienza ? 500.000 Euro ? 600.000 ? La metà di una mostra al san domenico appunto. Che è fantastica, ma ha un solo difetto, qualsiasi essa sia: prima o poi finisce. Fondazione, via, uno sforzo concreto !! per il 2011 una mostra in meno, ma la rete gratis a tutti in più ! Avere una risposta da Dolcini, qui, non sarebbe male ...

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    Onestamente J.Dorian la proposta da te avanzata non mi sembra poi così utile o perlomeno è del tutto insufficiente come programma. Forlì non attira turisti, non attira importanti manifestazioni fieristiche, non attira investimenti industriali, non attira importanti manifestazioni culturali e/o folkloristiche, lo sport ad alti livelli è quasi inesistente, il centro è allo scatafascio e c'è chi continua a gongolarsi perchè occupiamo l'alta classifica tra le città più vivibili. No pasaran??? Chi????

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Le idee qualcuno le ha già avanzate, e io mi ripeto a copiarne qui una. Fare di Forlì (almeno del suo centro) la prima città a copertura WIFI integrale d'Italia. E gratuita, pure. Costa ? Certo che costa, ma meno di una mostra al san Domenico, e con un po' di manutenzione, ti dura per anni. --- Servizio bluetooth in "push" davanti a opere d'arte e palazzi significativi, come ho visto fatto a Bologna davanti alla due torri, con messaggi che spiegano su PDA o cellulare cosa è quello che si sta guardando e la storia che c'è dietro. Costa ? Altro che, ma è un servizio che dura, ed è utile sia per forlivesi che per quei 2 - 3 turisti all'anno. In più, può essere sviluppato da una delle ingegnerie di Forlì, magari in partnership con informatica di cesena, e permettere di pagare borse a qualche laureando. Fondazione, vogliamo cominciare di qui o continuiamo a chiacchiere ?

  • Avatar anonimo di sefossi
    sefossi

    Cosa ha il nuovo? dice Dolcini....per ora pco anche perchè c'è tanto "vecchio" da sistemare per Forlì e sarà un grosso freno per lungo tempo. Gli errori dei padri in genere si riperquotono anche sui figli. E Dolcini è stato uno dei padri..... sopratutto per quanto riguarda l'operazione Cariromagna. Operazione che non sta portando risultati al tessuto economico forlivese, e Dolcini lo sa bene che oggi le decisioni importanti si prendono a Torino e non più a Forlì. E Torino, se non sbaglio, non è in Romagna.

  • Avatar anonimo di Gil
    Gil

    Ho letto che Sinistra Ecologia e Libertà che ha sostenuto il sindaco Balzani alle elezioni se ne andata dalla coalizione sbattendo la porta perchè non è mai stata coinvolta in nessuna decisione. Un Sindaco non riesce a confrontarsi con i propri alleati, anzi li informa a cose fatte, che credibilità ha nel chiedere collaborazione alla società civile? I progetti devono provenire da chi poi li gestisce, le idee camminano sulle gambe di chi le partorisce. Balzani è un uomo senza progetti. Sconsolante.

  • Avatar anonimo di il bradipo
    il bradipo

    Il problema è che,a Forlì, la società civile sta proponendo e in maniera chiara: 1- contro l'inceneritore e per il porta a porta, e Dolcini è nel consiglio di amministrazione di Hera. 2- contro la privatizzazione dell'acqua e Cariromagna fa parte del pool di banche che tramite il fondo F2i, società di gestione del risparmio, fa investimenti proprio in senso opposto.AHimè la vecchiaia non è solo un dato anagrafico ma anche un modo di rapportarsi alla realtà in cui si vive.

  • Avatar anonimo di Albatros
    Albatros

    Rispettare le regole ed illustrare queste ai cittadini. Chi ha sbagliato paghi e chi merita, in ogni campo, resti al suo ruolo e garantisca le sue competenze al servizio della collettività. Al di là dell'età e di un "nuovo" stufoso e qualunquista.Ciò di cui ha bisogno Forlì , come il resto del paese, è una serie di segnali chiari in questa direzione. Non sarebbe male se il Sindaco di Forlì, dall'alto del suo ruolo rappresentativo, chiedesse a nome di tutti i cittadini cosa ci sta ancora a fare il pluricondannato Dell'Utri nel Senato della Repubblica Italiana. Invitiamo l'intera cittadinanza a sdegnarsi e schifarsi per fatti come questi e allora avremo fatto molto, veramente molto, per tutti i forlivesi, anche quelli che un domani ci giuducheranno...... NO PASARAN!!!

  • Avatar anonimo di germano pestelli
    germano pestelli

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  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Balzani dice a Dolcini, a mezzo stampa:"Sei vecchio, fatti da parte che io ho dalla mia la società civile (non ho forse stravinto le primarie e le elezioni?)". Dolcini dice a Balzani, a mezzo stampa:"Sei solo un guscio "nuovo" senza contenuti, non rappresenti nulla, speriamo che qualcuno ti sostituisca presto". Perchè non si fanno da parte entrambi, si scambiano gli indirizzi e-mail, e non si parlano in privato, possibilmente stipendiati con soldi privati intanto che blaterano di aria fritta?

  • Avatar anonimo di Carlino
    Carlino

    Ciò significa che questi signori non sono in grado di capire di cosa ha bisogno Forlì o in quale direzione vuole andare? Ma dove vivono questi signori? Forse non hanno il contatto con la realtà, con i cittadini, con le loro esigenze, con i loro problemi. Otto milioni di euro per 5 mostre? E' tutto qui ciò che siamo in grado di raggiungere? Ma quanto ammontano gli emolumenti di questi signori per non avere idee e addirittura pretendere: "E' la società civile che deve proporre"

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