Forlì, dibattito sullo sviluppo. "Lavorare insieme, ma senza protagonismi"

Forlì, dibattito sullo sviluppo. "Lavorare insieme, ma senza protagonismi"

Forlì, dibattito sullo sviluppo. "Lavorare insieme, ma senza protagonismi"

FORLI' - Camera di commercio gremita martedì pomeriggio per la presentazione del volume sullo sviluppo locale dell'economica Lorenzo Ciapetti. Di fronte ad una platea di oltre 300 persone, si sono confrontati sul tema del libro di Ciapetti le principali istituzioni locali. Dal Comune alla Provincia, dalla Camera di Commercio alla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Un confronto nel quale non sono mancate venature polemiche e punture di spillo tra gli interlocutori.

 

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In particolare sul quesito principale posto da Ciapetti nella sua brillante introduzione, e cioè "Cosa può mancare ancora ad un territorio e ad una città tra le prime cinque in Italia in tutte le classifiche che parlano di benessere, qualità della vita e ricchezza?". Una prima risposta Ciapetti prova a darla, quando individua l'esigenza "di trasformare l'azione collettiva in leadership collettiva. L'armonia del territorio non spicca in questo momento".


L'avvocato Piergiuseppe Dolcini, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmid i Forlì, ha rimarcato l'esigenza di riportare al centro una capacità di progettare il futuro, "partendo dalle grandi eccellenze di cui oggi il territorio dispone". E tra i progetti individua quello di rilancio del centro storico, che secondo Dolcini "deve essere occupato dai giovani e pensato per i giovani, oggi in preda alla precarietà".

 

Dopo l'intervento del presidente della Camera di commercio, Alberto Zambianchi, che ha parlato di un territorio che "va leggermente meglio" dal punto di vista della ripresa economica, è arrivata secca la replica del presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi. Il numero uno della Provincia si è detto in "imbarazzo perché rappresento un ente inutile".

 

Battute a parte ("ma vengo dalla campagna, dovete capirmi", ha scherzato il presidente) al territorio forlivese "manca la capacità da parte di qualcuno a rinunciare ad una propria visibilità". Bulbi quindi ha fatto appello ad avere "l'umiltà di riconoscere che possono essere buone anche le idee presentate da altri", ricordando anche la sfida del ‘Patto per lo sviluppo' da lui promosso nella precedente legislatura e premiato con due riconoscimenti dal governo ("sia quando governava il centrosinistra che quando governava il centrodestra", ha rivendicato). E sui giovani, ha ammonito la platea e i suoi interlocutori: "bisogna saperli ascoltare senza pretendere di dirgli cosa devono fare".

 

Il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, ha fatto presente quella che è la vera identità che oggi ha un sindaco, e cioè quello di essere una "illusione decisionista", citando l'introduzione dell'elezione diretta dei primi cittadini voluta nel 1993. Oggi il sindaco "più che in decisore è in realtà un capro espiatorio", perch "c'è grande differenza tra i poteri reali di un sindaco e le attese dai cittadini".

 

Balzani ha lanciato l'allarme anche sulla crisi economica e sulla manovra finanziaria, ricordando che in base al provvedimento estivo del Governo, "il Comune non si dovrebbe occupare di sviluppo". Il sindaco ha anche avvisato che "i tagli previsti non sono una tantum ma sono strutturali. Il che significa che con meno soldi e meno funzioni bisogna cominciare a licenziare le persone. In queste condizioni non siamo in grado di tenere quello che già abbiamo ottenuto".

 

Balzani ha anche avvertito che "a ció che vogliamo essere non possono pensare soggetti o professori esterni, sarebbe un fallimento. Noi siamo formalmente disponibili e entusiasti di costruire assieme la governance di questo territorio, coinvolgendo tutti gli attori interessati".

 


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