Forlì, diossina. Nuovi controlli di Arpa e Ausl, anche sui vegetali

Forlì, diossina. Nuovi controlli di Arpa e Ausl, anche sui vegetali

Forlì, diossina. Nuovi controlli di Arpa e Ausl, anche sui vegetali

FORLI' - "I controlli sulla diossina non mostrano superamenti dei limiti di legge, né una presenza dell'inquinante più alta nei pressi dell'inceneritore", lo comunica una nota congiunta di Ausl e Arpa Forlì. "Le misure effettuate non consentono di affermare che la quantità di diossina presente nell'aria nel territorio limitrofo all'inceneritore di Coriano sia superiore rispetto al resto del territorio comunale". Arpa e Ausl ripropongono i dati eviscerati in commissione.

 

"I dati presentati alla commissione da Arpa e Ausl si riferiscono sia all'attuale sistema di controlli, e relativi quindi agli ultimi anni, sia a indagini svolte in passato o in altri territori. I dati di monitoraggio prodotti sono ottenuti rispettando tutte le norme di legge relative ai controlli e sono da considerarsi perciò pienamente attendibili, in quanto frutto delle migliori tecniche di campionamento e analisi . Nel 2010, i controlli sui fumi al camino dell'inceneritore di rifiuti urbani hanno evidenziato valori di diossina compresi fra 0,002 e 0,003 nanogrammi (il nanogrammo è pari a un miliardesimo di grammo) al metro cubo (circa quaranta volte al di sotto del limite di legge). Anche per l'inceneritore di rifiuti sanitari Mengozzi il dato (0,0023 nanogrammi al metro cubo) è circa quaranta volte inferiore al limite di legge".

 

"Nella centralina Arpa di via Barsanti, posta nel punto di massima ricaduta a terra degli inquinanti dell'inceneritore, i valori di diossina rilevati nel 2010 sono compresi tra 0,000013 e 0,000067 nanogrammi al metro cubo, pari quindi ad alcuni centesimi di quelli misurati ai camini. Questi valori sono stati presentati in commissione espressi in picogrammi (millesimi di nanogrammo). Questi ultimi (compresi quindi tra 0,013 e 0,067 picogrammi al metro cubo) sono risultati dello stesso ordine di quelli misurati, sempre nel 2010, in altre zone di Forlì opposte a quella in cui si trova l'inceneritore: in via Benini a Vecchiazzano (area industriale) e in Via Ossi (area rurale). I dati riscontrati sono rispettivamente di 0,043 e 0,054 picogrammi al metro cubo. I valori di fondo riportati in letteratura per le aree urbane sono compresi tra 0,03 e 0,2 picogrammi al metro cubo".

 

"Pur a fronte di tali valori, le diossine sono costantemente sotto l'attenzione della Sanità Pubblica in quanto, oltre ad essere ubiquitarie, sono composti organici persistenti, e bioaccumulabili, ovvero si accumulano negli organismi viventi (tessuto adiposo ed organi dell'uomo e degli animali), principalmente attraverso la catena alimentare. Si precisa che con il termine generico di "diossine" si indica un gruppo di 210 composti chimici divisi in due famiglie: dibenzo-p-diossine (PCDD o propriamente "diossine") e dibenzo-p-furani (PCDF o "furani") e tali composti sono sottoprodotti indesiderati di una serie di processi chimici e/o di combustione. Riguardo agli effetti sulla salute, ad oggi le conoscenze scientifiche dimostrano che solo una diossina è da anni considerata cancerogena per l'uomo (classe 1 IARC) ma non mutagena; di recente, anche un furano e un PCB (policlorobifenili), altri inquinanti organici persistenti, sono stati inseriti nella categoria dei cancerogeni. Altro effetto cronico delle diossine è agire come interferenti endocrini, cioè mimare l'azione di ormoni e quindi alterare la funzionalità endocrina. Gli studi al riguardo sono soprattutto sui roditori, e i sospetti di effetti endocrini riguardano in particolare l'infertilità, l'abortività, disturbi del comportamento, la pubertà precoce, ipotiroidismo".

 

"Considerato che la principale modalità di assunzione di queste sostanze è la via alimentare, la contaminazione degli alimenti di origine animale da diossine e sostanze ad effetto diossina simile è da anni oggetto, a livello nazionale, di un "Piano Nazionale per la ricerca dei residui di farmaci e contaminanti negli animali e nei prodotti di origine animale" (PNR), che prevede la ricerca di diossine e PCB in alimenti di origine animale ed è applicato anche nell'AUSL di Forlì. Già dal 2010, l'Area di Sanità Pubblica Veterinaria della AUSL di Forlì ha ritenuto necessario integrare il Piano Nazionale con una propria valutazione dei rischi di inquinamento da diossine e sostanze diossina simili degli alimenti di origine animale prodotti in aree circoscritte e maggiormente a rischio, quale quella compresa fra le località di Coriano e Ronco, effettuando ulteriori dieci campioni. Nel 2011, si è poi provveduto a redigere e dare attuazione ad un ulteriore piano straordinario (extra Piano PNR) che coinvolgesse in primo luogo l'allevamento rurale per autoconsumo che, pur rappresentando la minima parte della produzione, è quello più esposto, per le sue caratteristiche, ai rischi di inquinanti derivanti dall'attività dell'uomo presenti nel territorio. I campionamenti effettuati sono stati trentuno".

 

"Mentre i campioni 2010 non hanno dato luogo a riscontri di livelli di diossine e sostanze ad effetto diossina simile superiori ai limiti massimi stabiliti dalla legislazione della Unione Europea, i campioni extra Piano PNR 2011 hanno fornito dati riassumibili in 31 campioni prelevati, dei quali sono stati riscontrati 5 esiti sfavorevoli (1 nel fegato ovino, 3 in muscolo e grasso di gallina e 1 nelle uova di gallina, riferibili a 3 allevamenti, in 2 dei qualisono stati riscontrati casi di malgestione. Per raccogliere ulteriori informazioni su alcune matrici alimentari, il piano straordinario è stato incrementato di ulteriori 8 campioni (numero minimo) da eseguirsi nella zona interessata su uova e galline, oltre a matrici di origine bovina ed ovicaprina. Inoltre, sono stati previsti campioni di matrici vegetali (insalata, pesche, zucchine) prelevati nell'area di maggior ricaduta dell'inceneritore".

 

"Circa gli effetti sulla salute della popolazione residente nelle aree circostanti gli inceneritori, nel 2006, in ambito locale, è stato presentato uno studio (Enhance health) che non ha fornito dati conclusivi statisticamente significativi, perché effettuato su una popolazione numericamente ridotta e su un numero limitato di anni di osservazione. A tale proposito si precisa che erroneamente è stato riportato sulla stampa locale che lo studio abbia dimostrato evidenza di feti malformati. In ambito regionale è in corso il Progetto Moniter che coinvolge tutti gli inceneritori presenti nel territorio regionale e che si sviluppa in 7 linee progettuali. Per quanto attiene lo studio degli effetti a breve termine sulla salute delle persone esposte alle emissioni degli inceneritori, ha esaminato 9.950 nati negli anni 2003- 2006 e l'unica evidenza riguarda un tendenza di incremento per livelli crescenti di esposizione del numero di nati prima del termine. Questo studio regionale sarà allargato ai nati negli anni 2007/2010".

 

"In ogni caso, per approfondire la tematica dei livelli di diossina e PCB (policlorobifenili) si è costituto un tavolo tecnico con rappresentanti di AUSL, ARPA, Provincia, Comune e Ordine dei medici, diretto a sistematizzare i controlli che già vengono effettuati, valutando eventuali approfondimenti integrativi. Recepirà inoltre quanto sarà prodotto dal progetto regionale Moniter, che tiene in considerazione anche i precedenti studi svolti nell'area di Coriano. Al momento, si stanno predisponendogli atti amministrativi fra Enti (nomina dei referenti e sottoscrizione del protocollo di intesa) necessari alla concreta realizzazione del tavolo; i risultati degli studi locali e regionali saranno poi presentati pubblicamente. Nel frattempo, il lavoro di monitoraggio e controllo, nonché di acquisizione ed analisi dei risultati che ne derivano, sta comunque procedendo, anche per dare al tavolo stesso la maggior quantità possibile di elementi".

 

 

 

 

 

 

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Sono in aumento i casi di bimbi nati con malformazioni ai genitali a Forlì. Tale malformazione si manifesta con una percentuale molto maggiore rispetto alle medie nazionali nelle zone dove sono installati inceneritori. Mio figlio è nato con una (lieve, per fortuna) malformazione ed ha dovuto subire un intervento all'età di 18 mesi. Vorrei che tutti coloro i quali non lottano per una visione differente della gestione dei rifiuti (dall produzione allo smaltimento) potessero, pur non augurando del male a nessuno, poter riflettere partendo da una posizione come la mia.

  • Avatar anonimo di Virrotio Fabbri
    Virrotio Fabbri

    Quindi tutto a posto, no? E visto che i nostri amministratori tacciono vuol dire che va tutto bene, giusto?

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    Da oggi siamo tutti più tranquilli!!!

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -