Forlì, diossina. Pirini (Destinazione): "Amministrazioni disinteressate"

Forlì, diossina. Pirini (Destinazione): "Amministrazioni disinteressate"

Forlì, diossina. Pirini (Destinazione): "Amministrazioni disinteressate"

FORLI' - "Gli esiti di questi primi esami sugli alimenti e sul latte materno lasciano sì, sconcertati, ma non fanno altro che confermare quello che da anni le associazioni ambientaliste e noi come Lista Civica DestinAzione Forlì stanno dicendo senza ottenere un ascolto istituzionale efficace.La diossina forse non si trova in eccesso negli inceneritori perchè la si cerca nei posti sbagliati". Lo afferma Raffaella Pirini, consigliere comunale DestinAzione Forlì.

 

"Ci spieghiamo meglio: la ricerca della diossina sembra quasi che fino ad ora fosse fatta una tantum, addirittura forse avvisando il gestore dell'impianto, così che potrebbe anche essere che il giorno della ricerca le condizioni di esercizio fossero nella norma. La diossina che ci interessa, invece è quella che si accumula negli alimenti che noi mangiamo e nei nostri tessuti, si accumula ed è persistente rendendo vane le assicurazioni di Hera, che sta già dicendo di rispettare i limiti, anzi di essere al di sotto di 100 volte. Il concetto giusto è che anche entro i limiti di legge, la diossina va evitata perchè rappresenta un pericolo", continua Pirini.

 

"La diossina viene prodotta in vari tipi di impianti industriali come gli inceneritori e le acciaierie, oltre che in altri processi di combustione alle altissime temperature. Ci fu qualche anno fa a Forlì il tentativo di attribuire la diossina trovata nei campionamenti effettuati in occasione del piano di monitoraggio delle aree urbane vicine agli inceneritori, enhance health, al traffico veicolare, all'autostrada, nello specifico - ricorda Pirini - In quella occasione fu trovata una quantità di diossina peraltro superiore nei periodi invernali piuttosto che in quelli estivi, pur essendo evidente che sull'autostrada A14, autostrada del Sole, il traffico è superiore nei periodi estivi".

 

"Basta andare a recuperare gli studi prodotti dalla ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione Ambientale) Italiana e dall'EPA (Environmental Protection Agency) Americana, non certo istituzioni ambientaliste, per scoprire che per produrre la quantità di diossina tipica di un inceneritore simile a quello di Forlì (e analizziamo solo un potenziale pari a quello per i rifiuti solidi urbani di Hera, non consideriamo l'aggiunta rappresentata da quello per rifiuti speciali di Mengozzi) sono necessarie 41 milioni di automobili equivalenti/anno (euro 3 in ciclo urbano per 10.000 km/anno) - spiega - Questo solo per dire che nella gestione rifiuti il buon senso e la responsabilità nei confronti dei cittadini avrebbe dovuto già da un pezzo fatto intraprendere la riduzione drastica dell'incenerimento dei rifiuti. Questa cosa si spera avvenga ora con l'avvio del Porta a Porta in una realtà popolosa come quella di Forlì. Le amministrazioni comunale, provinciale e regionale non hanno assolutamente mostrato di interessarsi a questi problemi, facendo finta che non esistessero, anzi addirittura sminuendoli. Noi della lista civica però attendiamo al varco su questi temi tutte le forze politiche, di maggioranza e di minoranza".

 

"Si dovrà infatti discutere un odg proposto da DestinAzione Forlì proprio sulla riduzione dell'incenerimento dei rifiuti. Vedremo allora se, come auspicato per la tutela della salute pubblica, alle parole seguiranno i fatti. Vedremo anche e soprattutto se nella prossima partita che Hera sta già giocando sull'affidamento in deroga della gestione rifiuti (affidamento che in realtà non sarebbe dovuto esistere e che invece le è stato concesso in maniera che si potrebbe definire scandalosa dalla Regione) le cose cambieranno finalmente in meglio riprendendo una via equa e sensata. dato che non si è infatti proceduto al perfezionamento della normativa per i nuovi ambiti territoriali ottimali (ATO). La diossina si accumula quindi in parte dei tessuti, e ne fanno le spese soprattutto le donne e i bambini che già stanno pagando un prezzo altissimo per la sconsideratezza degli adulti che potrebbero proteggere l'ambiente e i loro figli, che invece per inseguire il profitto si fanno beffe della salute delle persone", conclude.

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