Forlì, divani cinesi. Confindustria: "Danno d'immagine". La replica: "E' la realtà di Forlì"

Forlì, divani cinesi. Confindustria: "Danno d'immagine". La replica: "E' la realtà di Forlì"

Forlì, divani cinesi. Confindustria: "Danno d'immagine". La replica: "E' la realtà di Forlì"

FORLI' - "Danno di immagine": sono le parole che Confindustria ha utilizzato giovedì pomeriggio in commissione per bollare l'inchiesta giornalistica di Report che ha portato alla ribalta lo scandalo dei 'divani cinesi'. "Ora quando un imprenditore si presenta come di Forlì dall'altra parte arricciano il naso e dicono ‘Siete in mano ai cinesi' e temono di finire al centro di qualche campagna di stampa": è stata la dichiarazione di Loris Lugaresi. Sono associate alla Confindustria provinciale molte delle imprese capofila del comparto che esternalizzano la produzione verso i laboratori cinesi.

 

E ancora una frase che ha provocato alcune contestazioni dai banchi dei consiglieri comunali: "E poi, se i terzisti devono avere i capelli biondi e gli occhi azzurri scriviamolo, queste aziende sono iscritte alla Camera di commercio, non ci possono essere pregiudizi", sempre Lugaresi, che precisa: "I cinesi hanno sopperito ad una carenza di manodopera". In ogni caso, è la conclusione di Lugaresi: "Il rispetto della legalità deve restare la stella polare e la Confindustria sta facendo la sua parte, per esempio espellendo chi non denuncia le estorsioni della mafia".

 

Questi commenti sono stati censurati da diversi consiglieri, tra cui Alessandro Spada (PdL): "Solidarietà alle imprenditrici che hanno denunciato, altro che danno di immagine". E Raffaella Pirini: " A Cna e Confindustria vorrei far notare che il danno di immagine per Forlì non è dato dal fatto che una trasmissione ha sollevato il problema, il danno di immagine è stato fatto perché la situazione è questa a Forlì. Avremmo recuperato questo danno di immagine prendendo rapidamente la situazione in mano e facendo tutti immediatamente quello che si poteva fare, ognuno per la sua parte".

 

E ancora: "Non si chiede all'INPS di fare quello che deve fare la Guardia di Finanza, non si chiede a CNA o CONFARTIGIANATO di fare quello che deve fare la Polizia, ma si chiede che ognuno parli con quell'altro e soprattutto che si ascoltino gli imprenditori, che dall'inizio degli anni 2000 dicono che il problema esiste. Il mercato del mobile imbottito sarà anche vero che è in crisi, ma guarda caso i fustai, quelli che tagliano la gomma e quelli che lavorano tutte le altre parti sono ancora in piena attività, stanno giusto cominciando adesso ad avere qualche incrinatura perché i laboratori cinesi stanno arrivando anche lì".

 

Ed infine: "Chiedo veramente concretezza perché sentire dire che i contoterzisti non devono essere solo biondi e con gli occhi azzurri fa veramente male quando si portano dei problemi così seri". Anche le due imprenditrici hanno preso la parola. Così aria Elena Ciocca: "La nostra battaglia la stiamo portando avanti dal 2004 con l'appoggio di CONFARTIGIANATO e del Sindaco Zaccarelli e non c'è stato nessun altro che ci ha sostenuto in questa battaglia anche perché se parlo, parlo perché mi sono letta un fascicolo di 10mila pagine e ci sono documenti che sono stati depositati solo da CONFARTIGIANATO e dal Sindaco Zaccarelli".

 

Ed infine: "Poi volevo rispondere a CONFINDUSTRIA: abbiamo dato un immagine poco bella di Forlì, ma Forlì è così. Tutti gli industriali del forlivese, e dico tutti perché sono ancora certa di quello che dico, fanno uso dei laboratori cinesi e lasciano fuori i nostri laboratori e questo lo dico per certo. Non c'è uno, e dico uno, dei nostri industriali che non si appoggi a questi laboratori, ma voglio fare una premessa, io non sono razzista assolutamente. Sia nel mio laboratorio anni fa che in quello della mia collega ancora oggi lavorano extracomunitari; quindi non facciamone una questione di razzismo perché non è così.

 

Molto secca Manuela Amadori: "Rispondo all'assessore Maltoni: nell'anno 2009, mentre si diceva fino all'altro giorno che comunque c'è una crisi nel nostro settore, e che questa è la motivazione del problema dei laboratori cinesi, nel forlivese il lavoro dei salotti è aumentato dello 1,05% (dati Camera di Commercio di Milano riferiti al forlivese) e con questo ho finito".

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di elenaC
    elenaC

    non ho parole

  • Avatar anonimo di Gasol
    Gasol

    ora anno paura gli industriali, però quando contano i soldi risparmiati dal vendere commesse agli schiavisti ne hanno meno di paura...

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -