Forlì, divani cinesi. Il Comune mette in campo la mediazione culturale

Forlì, divani cinesi. Il Comune mette in campo la mediazione culturale

Forlì, divani cinesi. Il Comune mette in campo la mediazione culturale

FORLI' - Una delle carte che il Comune giocherà per risolvere la crisi del mobile imbottito è quella della mediazione culturale. Lo scopo è far dialogare italiani e cinesi e mettere gli artigiani orientali nelle condizione di conoscere bene le regole e i lavoratori con gli occhi a mandarla di apprendere i propri diritti in Italia. Lo ha annunciato nel Consiglio comunale di lunedì pomeriggio l'assessore Maria Maltoni, grazie ad un question time di Raffaella Pirini, di Destinazione.

 

"Incontreremo la comunità cinese per discutere dell'argomento, i loro leader si sono già detti disponibili", ha illustrato in aula l'assessore Maltoni. Nel comparto è ormai presente una folta schiera di subfornitori cinesi, che, grazie ai prezzi molto bassi, stanno monopolizzando il mercato, sul modello di quanto si è già verificato nel distretto tessile di Prato. E per contrastare i fenomeni collegati di sfruttamento del lavoro nero entro la fine del mese dovrebbe arrivare un protocollo sottoscritto in Prefettura da istituzioni, sindacati e organizzazioni di categoria. "Da parte nostra metteremo a disposizione la polizia municipale per i controlli", ha concluso Maltoni.

 

Commenti (8)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Come non detto, Morrone ha risposto oggi. E' bello che almeno uno pensi seriamente alla salvaguardia tessuto produttivo forlivese, anche se dall'opposizione.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    @ Pecoranera Forse sì: guarda che a prato l'amministrazione ha cambiato sponda. Ed è divertente che Maltoni prenda ad esempio proprio quella città. Non credo che però una cosa del genere possa capitare a Forlì, tanto è forte il radicamento dell'elettorato in un senso che continuerebbero a votarlo anche se finissero per la strada e anche se fosse candidato un bradipo. Al cuor non si comanda, e in un certo senso è tutto molto dolce e romantico ... Fuor di battuta (e lo è, per l'amor del cielo), almeno l'opposizione dovrebbe muoversi. Che stanno facendo ? Pirini a parte sembra che non interessi niente a nessuno ... o magari è solo che questo giornale non riporta le loro iniziative ? ... davvero non lo so, questa non è una battuta.

  • Avatar anonimo di fabiola
    fabiola

    Mediazione culturale ???!!! con i leader della comunità cinese ?!!! bè mi sembra un'ottima iniziativa!!! però l'Amministrazione comunale dovrebbe contattare anche i leader del settore del mobile imbottito Forlivese...del resto questo contatto non dovrebbe essere molto difficile, visto che alcuni di loro facevano parte, come la Maltoni, del COMITATO PRO BALZANI!!!!

  • Avatar anonimo di pecoranera
    pecoranera

    Purtroppo c'è chi confonde la mediazione culturale con lo sfumare delle caratteristiche tipiche ed essenziali che rendono un popolo,e i suoi lavoratori speciali,unici,conosciuti e rinomati in tutto il mondo ...Con ciò, Forlì, da una delle città più ricche d'Italia sta andando in caduta libera e fra qualche anno ne vedremo i pessimi risultati...Ciò che è più doloroso è che a pagare il prezzo più caro sarà quella fascia di votanti che ha sempre sostenuto la sponda politica che facendola da pardona ha portato la città al declino, non rendendosi conto che la sinistra non è più a difesa dei lavoratori e operai ma son diventati lobbisti burattinai dettatori (o dittatori!) del buono e del cattivo tempo.Ora Ahimè si sta avviando la seconda fascia e certi elettori han dimostrato di essersi sbrigliati dai loro burattinai.Ma sarà tardi?

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    "Incontreremo la comunità cinese per discutere dell'argomento, i loro leader si sono già detti disponibili".... E' un pò come accordarsi con la mafia! Amen, tanto in Italia ci siamo abituati!

  • Avatar anonimo di Cristian_66
    Cristian_66

    io credo che i Cinesi che gestisconon il "business" del mobile imbottito conoscano già le regole ed i diritti....poichè hanno dimostrato molto bene come eluderli......non è di questo che il settore ha bisogno per sopravvivere ma di qualcuno che finalmente si faccia carico di far rispettare le regole che ci sono e non di politici ed istituzionin che chiudono gli occhi come hanno fatto finora....

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    Meraviglioso davvero questo articolo. Speriamo sia solo una ridicola boutade. D'altra parte ogni città è amministrata dai politici che si merita ed a Forlì meritiamo tutto, ma veramente proprio tutto, quello che sta accadendo da molti anni a questa parte. Siamo ben oltre la vergogna e la malafede, non ci sono più parole.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Prego, con tutta la fede che ho, che il giornalista che ha scritto questo articolo si sia sbagliato o che l'assessore non abbia mai pronunciato le parole nel virgolettato. I fraintendimenti sono sempre possibili. Mi sembrano parole di una gravità inaudita e dimostrano un così scarso rispetto della cittadinanza da restare basiti. Allora anche a Corleone possiamo far intervenire la mediazione culturale, perché no ? E a Casal di Principe ? La mediazione culturale ammesso che serva a qualcosa in più che a pagare stipendi, funziona quando si ha a che fare con sistemi valoriali non condivisi e con rappresentazioni della società accettabili, ma conflittuali. Con buona parte della comunità cinese la situazione è diversa: sono persone che non fatturano. Punto. Che mediazione ci può essere? L'amministrazione locale (in realtà soprattutto quella prima dell'attuale sindaco) ha la responsabilità di aver lasciato da soli gli imprenditori onesti lasciando che la concorrenza cinese li falcidiasse. Così scarso è il rispetto di chi lavora in proprio (al di fuori della realtà cooperativa) che non hanno mosso un dito per salvare il più grande distretto forlivese. Molti ne pagano già le conseguenze, e REPORT ha già detto tutto quello che c'è da dire. Invece di pagare mediatori culturali si pagano due vigili urbani in più che, anziché andare a pesca con l'autovelox prendono dalla camera di commercio la lista delle imprese cinesi registrate e le controllano: a una a una. Al giorno se ne possono fare anche 4. Report ha detto che in tutto il 2007 ne hanno controllate meno di una decina. Così si offre un servizio serio al territorio e si custodisce la legalità. Così si dimostra l'importanza di una pubblica amministrazione e il senso etico di chi si trova a ricoprire certe posizioni. Il declino dell'Italia non è responsabilità di uno solo che sta a Roma e fa quello che fa, ma di migliaia e migliaia di piccoli amministratori non responsabili sul territorio, che prendono decisioni come questa.

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