Forlì, divani cinesi. Lega Nord: "Mediazione culturale non è una soluzione"

Forlì, divani cinesi. Lega Nord: "Mediazione culturale non è una soluzione"

Jacopo Morrone (Ln)

FORLI' - La soluzione di mettere in campo mediatori culturali per far fronte alla crisi del settore del mobile imbottito, annunciata dall'assessore alle Attività produttive Maria Maltoni in Consiglio comunale, va stretta alla Lega Nord, che ironizza: "I mediatori culturali sono necessari alla giunta per capire i problemi della gente". A intervenire è Jacopo Morrone, segretario provinciale della Lega Nord e candidato alle Regionali.

 

Dice Morrone: "Sono perplesso dalle parole dell'assessore Maltoni, conoscendo la situazione del mobile imbottito Forlivese la reputo una proposta quantomeno insufficiente sotto tutti i punti di vista: se dopo svariati mesi che se ne parla, la soluzione della giunta è quella di far intervenire dei mediatori culturali, allora sono molto preoccupato perché sono affermazioni che dimostrano una distanza oggettiva della giunta dalle problematiche reali della gente e dalle preoccupazioni degli imprenditori forlivesi che ancora eroicamente riescono a non chiudere i propri stabilimenti".

 

Uno degli aspetti della crisi di questo distretto produttivo forlivese è nella concorrenza sleale dei subfornitori cinesi, che applicano prezzi bassi in gran parte dovuti allo sfruttamento del lavoro irregolare. Conclude Morrone: "Dopo lo scandalo che ha investito il nostro territorio, ci saremmo aspettati un pugno di ferro da parte dell'amministrazione comunale per riportare la legalità, sanzionando pesantemente con l'arresto e l'espulsione immediata coloro i quali fino a questo momento hanno sfruttato la manodopera in nero".

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    @vico concordo, infatti la Guardia di Finanza fa il suo lavoro. La produzione nell'estremo oriente è un problema, ma almeno viene monitorizzata dalla dogana e tassata lì. Salvo contrabbando, ma anche questa volta dovrebbe pensarci l'Agenzia delle Dogane. L'osservazione di Morrone per me va in questo senso: va bene (al limite) l'impresa cinese, ma che paghi ai suoi operai, cinesi, il minimo contrattuale previsto per gli italiani e tutto il resto. In un certo senso l'attività di controllo del comune dovrebbe andare a tutelare, insieme, imprenditori italiani e operai cinesi. Continuo a trovare indecente che nessuna altra forza politica abbia preso posizione in questo senso. O forse è questa testata che non ha dato voce agli altri. In questo secondo caso, pazienza.

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    Sfugge al signor Morrone che sono aziende italiane ad approfittare del lavoro dei cinesi, per aumentare il margine di profitto. Si chieda agli imprenditori di rispettare un codice etico nella scelta dei fornitori. Perchè in realtà chi fa impresa non può far finta di non vedere. Se per cucire un divano ci vogliono 10 ore è evidente che se il servizio viene venduto al prezzo di 1 ora è realizzato sfruttando lavoratori ed evadendo. I cinesi, in questa catena sono, guarda caso, solo sub fornitori. E il problema è comunque valido per chi produce nell'est o ijn oriente. Ma dovremmo incominciare a non comprare Nike, Fiat, Benetton......

  • Avatar anonimo di pecoranera
    pecoranera

    "Mediazione culturale" ..............Però! è un termine molto dolce per intendere soffocamento medio-veloce delle aziende Forlivesi di divani (storiche)e conseguente licenziamento di tutti i dipendenti!!!!!!!!!! Forza Jacopo! Pensaci tu ad abbattere l'ipocrisia nauseabonda di sta città.... Che i forlivesi di questa cosa se ne accorgeranno fra qualche anno quando gli si chiuderanno i rubinetti, ma sarà troppo tardi per manifestare sotto (o contro??)la propria azienda ormai allo sfascio...

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Ecco una presa di posizione responsabile e sensata. Aggiungo solo una cosa: non pugno di ferro, ma rigoroso accertamento dell'attività aziendale. L'Emilia Romagna può vantare uno dei più completi e operativi protocolli di intesa con l'Agenzia delle Entrate per il contrasto all'evasione fiscale: si tratta di farlo funzionare. Capisco anch'io che è più facile controllare chi sfora il limite di velocità o l'esercente in centro che non fa lo scontrino. Ma se il senso della missione pubblica avvertito da amministratori e forze dell'ordine locali dovrebbe farli lavorare dove è più duro, è qui che si devono impegnare. Da subito: anzi lo dovevano fare dall'anno scorso, perché ogni giorno chiudono fabbriche e ogni giorno cittadini italiani vanno in cassa integrazione. E' il senso di responsabilità che deve ispirare l'operato dell'amministrazione, e la comprensione per il tessuto produttivo del forlivese. Non si tratta di essere "cattivi" ma semplicemente di salvare il salvabile. I mezzi ci sono. Basta fare una moratoria, vista l'urgenza, dei controlli stradali (limiti di velocità, soste, edilizia) per 3-4 giorni. Non di più, non credo che caschi il mondo o che Forlì divenga una giungla. Con 4 - 5 pattuglie (non so quante ne ha a disposizione la sola polizia municipale) si possono fare 20 controlli al giorno, per 4 giorni, 80 imprese accertate. Troppe ? Facciamo al meta: 40. Sarà sempre il quadruplo di quello che l'ispettorato del lavoro di Forlì ha fatto in un anno intero, secondo la Gabanelli. Secondo me le persone, gli elettori, questo lo devono capire: se le cose vanno male, e l'economia arranca (oppure quando vanno bene) non è colpa (o merito) di un Presidente lontano o di un Ministro X o Y, ma di tanti piccoli amministratori della cosa pubblica che non si interessano del bene comune o si lasciano andare a dichiarazioni come quelle che hanno portato Morrone a rispondere così. Per quel che mi riguarda, spero disperatamente ancora che Maltoni sia stata fraintesa ...

  • Avatar anonimo di + Stefano Vanetti +
    + Stefano Vanetti +

    Bravo Jacopo!

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