Forlì, domenica la via Crucis di San Paolo Apostolo

Forlì, domenica la via Crucis di San Paolo Apostolo

Forlì, domenica la via Crucis di San Paolo Apostolo

FORLI' - Da Giuda Iscariota, che vendette il Signore per 30 denari, al ruolo di Gesù. E' l'insolito salto di qualità scenico operato da un giovane artigiano forlivese, Denis Turci, che interpreta il Cristo nella Via Crucis vivente inscenata dalla parrocchia forlivese di San Paolo Apostolo. La sacra rappresentazione è in programma domenica 17 aprile, alle 21, nell'area verde di via Dragoni. Nel 2002, Denis venne coinvolto nella Via Crucis vivente inscenata dalla parrocchia di don Girolamo "Mino" Flamigni.

 

LE IMMAGINI (di Cristiano Frasca)

 

Inizia con il ruolo dell'apostolo traditore. Nel 2004 la promozione sul campo: il coordinatore-regista Lele Turci gli propone la parte del protagonista, il Salvatore, colui che s'immola sulla croce per la sopravvivenza del mondo. Alla Via Crucis 2011, in programma alle 21 della Domenica delle Palme, nell'area verde di via Dragoni e nel piazzale antistante la chiesa di San Paolo, in via Pistocchi, prenderanno parte almeno 30 figuranti, tutti in costume d'epoca, oltre a due cavalli e un asinello. A parte il coordinatore-regista Lele Turci, Denis e pochi altri, tutti gli attori coinvolti abitano nella zona di San Paolo o sono impegnati a vario titolo nelle molteplici attività di una parrocchia che è all'avanguardia in città nella cura della persona in tutte le sue criticità: dall'Associazione Paolo Babini (minori) al Campo di condivisione di Borca (disabili), dal Centro diurno (anziani) al Villaggio Mafalda (disagio giovanile). Da ben otto anni, per assomigliare il più possibile all'immagine iconografica di Gesù che ascende al Calvario fino a morire sulla croce, Denis inizia a farsi crescere barba e capelli due mesi prima dell'evento.

 

Al culmine della preparazione, il giovane trascorre le ore che precedono la Via Crucis in adorazione del Santissimo esposto in chiesa. "Solo al pensiero delle sofferenze che nostro Signore ha patito per il bene mio e dell'umanità - dichiara, quasi a scusarsi - è il minimo che posso fare". E guai a definire la Via Crucis di San Paolo una rappresentazione teatrale: la rievocazione degli ultimi giorni di vita di quest'uomo che ha cambiato il mondo è una grande preghiera corale, riverbero di quel veicolo d'amore incondizionato nei confronti degli ultimi, che è la parrocchia di San Paolo. Quando fu istituita, alla fine del 1970, i due fondatori don Girolamo "Mino" Flamigni e don Amedeo Pasini iniziarono la costruzione della parrocchia e l'accoglienza delle persone emarginate, animati dal principio "Dove siamo noi, ci siano anche loro".

 

Il copione della Via Crucis di San Paolo cambia ogni volta e c'è qualcosa di nuovo. Quest'anno si attingerà al Vangelo proprio del suo tempo, quello di San Giovanni (che scrisse anche l'Apocalisse). Denis impara la sua parte e va con un filo di gas. Spesso s'immedesima, fino a piangere a dirotto. Un anno, un bimbo di pochi anni gli ha chiesto in diretta il motivo di quelle lacrime. E lui, imperterrito: "Quando anche tu saprai quanto amore ha riversato Cristo per l'uomo, fino a morire per poi risorgere... allora capirai". Ad ogni Via Crucis, Denis indossa una tunica sottile e cammina scalzo, incurante del clima. Per non parlare della crocifissione, a torso nudo, coperto solo da un paio di braghe. "Anche gli anni che a Pasqua era un gran freddo, mai preso un raffreddore".

  

Piero Ghetti


Forlì, domenica la via Crucis di San Paolo Apostolo

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -