Forlì, domenica ritorna la solennità della Beata Vergine alla chiesa del Carmine

Forlì, domenica ritorna la solennità della Beata Vergine alla chiesa del Carmine

Forlì, domenica ritorna la solennità della Beata Vergine alla chiesa del Carmine

FORLI' - Domenica 18 luglio ritorna la solennità della Beata Vergine del Carmelo. Per secoli è stata una delle manifestazioni di fede più sentite dai forlivesi, con processioni e preghiere d'intercessione che iniziavano anche molti giorni prima della data liturgica dell'evento. Forte di una devozione che affonda le radici nel medioevo, la basilica di corso Mazzini, di proprietà dell'Ordine dello Scapolare sin dal 1347, si riprende per un giorno i riflettori cittadini grazie all'iniziativa del rettore padre Nazareno Mauri.

 

Proprio il religioso carmelitano, 90 anni splendidamente portati compiuti l'8 aprile scorso, celebrerà la prima messa delle 7, seguita dalle liturgie delle 8.30 e alle 10, fino alla messa pontificale delle 11.30 presieduta dal vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi assieme ai sacerdoti rappresentanti degli istituti religiosi della Diocesi. L'ultima concelebrazione, alle 18, sarà guidata dal vicario generale monsignor Dino Zattini. Tutti i sacri riti saranno allietati dalle musiche di Christian Montalti al violino e di Alfonso e Nicola Vaccari alle chitarre.

 

Una visita anche fugace alla basilica di Borgo Mazzini darà la possibilità di acquisire l'indulgenza plenaria conosciuta come "il Perdono del Carmine": basterà accostarsi all'altare e ricevere lo Scapolare in segno di devozione alla Madonna. L'indumento senza maniche, simbolo di protezione di uno degli ordini più antichi nella storia di "Santa romana chiesa", è tuttora indossato dai membri laici del Terz'ordine nel corso delle loro riunioni. La solennità odierna è la terza coordinata da padre Nazareno Mauri, divenuto custode della splendida chiesa di corso Mazzini nel luglio 2008, al termine di una lunga esperienza missionaria in Africa.

 

Quest'anno il "suo" Carmine, vero e proprio scrigno di storia e di arte, non potrà esibire ai fedeli uno dei pezzi più apprezzati e venerati, il celeberrimo "Bambino di Praga" in legno sottratto a gennaio. L'opera, quasi sicuramente asportata su commissione, non è stata ancora ritrovata. All'ingresso della basilica, fra i vari fogli e notiziari affissi alla porta, appare anche un cartello con la scritta: "Questa chiesa è controllata da una telecamera a circuito chiuso". Un monito chiaro, che non ha però evitato al Carmine un altro tentativo di furto perpetrato ad aprile ai danni del quadro del Sacro Cuore di Gesù. Questa volta, forse perché disturbati, i delinquenti hanno desistito, lasciando a terra la tela e i due candelabri dorati di contorno. Si ripropone però l'esigenza di salvaguardare maggiormente il già ridotto patrimonio artistico di Forlì, città sempre più dipendente dalle iniziative e dai fasti di quel gran veicolo attira turisti che sta divenendo il San Domenico.

 

Piero Ghetti

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