Forlì, Don Arturo nuovo santo dei forlivesi?

Forlì, Don Arturo nuovo santo dei forlivesi?

Forlì, Don Arturo nuovo santo dei forlivesi?

FORLI' - Don Arturo Femicelli, il poliedrico musicista-artista, fondatore della parrocchia di Santa Caterina da Siena, rimane uno degli uomini di chiesa più amati dai forlivesi. Talmente benvoluto che qualcuno dei suoi fedelissimi, a sette anni dalla morte, occorsa al Morgagni-Pierantoni di Forlì il 5 ottobre 2002, non esita a proporlo come "santo subito". Lo annuncia Attilio Gardini, presidente dell'associazione impegnata nel mantenerne viva la memoria.

 

Un'azione portata avanti con pubblicazioni, mostre di quadri, testimonianze e persino una rassegna di gruppi corali ecclesiali. E proprio Gardini in questi giorni è sempre più tempestato da domande di compagni di percorso e di fede o semplici "ammiratori" di don Arturo soggiogati dalla sua straordinaria personalità, curiosi di sapere cosa fa il sodalizio riguardo al riconoscimento delle virtù eroiche del sacerdote.

 

La santità, come direbbe San Paolo, è l'obiettivo naturale di ogni cristiano che vive realmente secondo il Vangelo. Per la cosiddetta canonizzazione, le norme in materia prevedono però un iter giustamente rigoroso, che partono dal riconoscimento di "servo di Dio", passando per "venerabile" e "beato" sino a santo. Da poco in rete è apparso un sito multilingue, "newsaints.faithweb.com", contenente tutte le istruzioni per lo svolgimento delle "Inchieste diocesane o eparchiali nelle cause dei santi. Il punto di partenza, come riconosce lo stesso Gardini, è il riscontro della "fama di santità", cioè della "opinione diffusa tra i fedeli circa la purità e l'integrità di vita del Servo di Dio e circa le virtù da lui praticate in grado eroico".

 

E' notorio che don Arturo ha riportato alla fede una miriade di persone. Senza esibire ricette particolari, si è semplicemente atteggiato con lo stile sobrio e la testimonianza di una vita interamente spesa a servizio di Dio e del prossimo. Se, per accedere alle qualità di beato o addirittura santo, occorrono eventi prodigiosi conclamati, veri e propri miracoli, per il primo "step" è sufficiente l'acquisizione di "un'autentica e diffusa fama di santità oppure di martirio, unitamente ad un'autentica e diffusa fama di segni". Competente alla registrazione di questi gesti eclatanti è il vescovo della diocesi dove la persona ha vissuto e operato, ma un grande cristiano è santo prima di tutto nell'opinione e nella venerazione della gente. E c'è pure qualche problema pratico: alcuni fanno resistenza all'idea di avviare un qualsivoglia processo di canonizzazione del sacerdote forlivese, sembrando una cosa troppo grande.

 

"Ma è pure vero - precisa il presidente dell'associazione "Amici di don Arturo" - che, aspettando, perdiamo i 60-80enni, cioè i testimoni. Penso - conclude Gardini - che i tempi siano maturi adesso e sia negativo far passare altro tempo, se pensiamo di trovare documentazione delle sue virtù eroiche". Nell'immediato si segnala la mostra - vendita di suoi quadri ad olio dal 28 novembre al 10 dicembre 2008, allestita nella sala XC Pacifici di Piazza Saffi a Forlì. L'appello finale dei tanti "aficionados" del sacerdote è singolare, ma chiaro: "Tutti coloro che concordano con le virtù eroiche di don Arturo si facciano avanti, riportando le sue gesta e scrivendo qualcosa su di lui". L'ascesa agli altari di don Femicelli è ufficialmente iniziata.

 

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Piero Ghetti

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