Forlì: don Pippo, ricordo indelebile a 57 anni dalla morte

Forlì: don Pippo, ricordo indelebile a 57 anni dalla morte

Don Pippo con alcuni giovani

FORLI' - Sarà una messa solenne, in programma lunedì 9 novembre, alle 18.30, in San Mercuriale, a ricordare il grande don Pippo Prati a 57 anni dalla morte. La celebrazione sarà presieduta dal vicario generale diocesano monsignor Dino Zattini, assistito dal Coro Città di Forlì diretto da Nella Servadei Cioja e dall'organista Annamaria Cortini. Nei forlivesi più anziani, il ricordo di don Pippo, alias monsignor Giuseppe Prati, sacerdote di grande umanità e dallo stile limpido, rimane indelebile.

 

Grande educatore, partecipò con Mario Baldelli alla nascita dello Scoutismo a Forlì: il lieto evento si materializzò nella primavera del 1923 presso l'oratorio "San Luigi" della parrocchia di San Biagio, che ancora non era gestita dai Salesiani. Al suo attivo, questo straordinario sacerdote vanta anche la fondazione del Partito Popolare a Forlì, nel 1919. "Si sente dappertutto odor di polvere - si legge nei suoi "Scritti" - la politica italiana non riesce a farsi valere, ecco il risultato di una situazione dolorosa, incerta, pericolosa".

 

Sempre nella logica di favorire il superamento del disimpegno dei cattolici dalla politica, conseguenza diretta del "non expedit" imposto da papa Pio IX nel 1874, don Pippo, nel 1919 dette vita pure a "Il Momento", il periodico diocesano retto sino alla morte, avvenuta il 9 novembre 1952. "Se noi constatiamo i disastri della politica odierna, senza base religiosa e morale, è per insegnamento dei nostri". Queste affermazioni, apparse negli anni Venti in un editoriale de "Il Momento", sembrano scritte oggi.

 

Quel giornale, che proprio in questi giorni compie 90 anni, fu palestra di vita per alcuni suoi giovani, poi divenuti uomini di punta del panorama socio-culturale forlivese: Diego Fabbri, Gino Matterelli, don Francesco Ricci. Don Pippo seppe calarsi fra i semplici, fino ad essere uno di loro e a condividerne le tragedie. Come quando, il 25 agosto 1944, un istante dopo il risuonare della sirena che annunciava la fine delle ostilità, uscì precipitosamente da San Mercuriale, di cui era parroco, per recare soccorso alle decine di malcapitati rimasti sul selciato di piazza Saffi, appena devastata dal più pesante bombardamento aereo che la storia della città ricordi.

 

Don Sergio Scaccini, suo cappellano a Santa Lucia, racconta che don Pippo passò l'intero pomeriggio a raccogliere sui muri e in chiesa, i resti di carne umana delle decine di vittime di quella sventura. Al grande sacerdote è stata recentemente dedicata la piazzetta adiacente Piazza Saffi, a lato del Palazzo delle Poste. Ma il ricordo più vivace rimane l'Opera Don Pippo, una pietra miliare nel campo della solidarietà forlivese e per tanti anni l'unica risposta sul territorio a persone in difficoltà. Proprio in questi giorni è stata posata la prima pietra della "nuova" Opera.

 

Sorta nel 1952 per iniziativa di Elisabetta Piolanti, l'onlus di via Cerchia consta di una Casa di Accoglienza, del Centro socio riabilitativo intitolato a "Mamma Bettina" e del Centro Diurno "Luigi Lago". Attualmente, la "Don Pippo" ospita circa 20 operatori e tantissimi volontari. Senza dimenticare che alla sua mensa si siedono quotidianamente oltre 40 persone, in un clima di serenità mutuato da quell'afflato caritativo di cui proprio Don Pippo fu maestro insuperabile.

 

Piero Ghetti

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -