Forlì, dopo 37 anni il mitico 'Malanca' di Otello Buscherini torna a correre in Finlandia

Forlì, dopo 37 anni il mitico 'Malanca' di Otello Buscherini torna a correre in Finlandia

Forlì, dopo 37 anni il mitico 'Malanca' di Otello Buscherini torna a correre in Finlandia

FORLI' - Dopo 37 anni il Malanca 125 di Otello Buscherini torna a correre in Finlandia. Otello Buscherini, il più grande talento di tutti i tempi del motociclismo forlivese, scomparve tragicamente il 16 maggio 1976 sul circuito toscano del Mugello, travolto dalla sua Yamaha 250 alla curva dell'Arrabbiata Uno. Furono in tanti, anche fra gli avversari più accaniti come Giacomo Agostini e Johnny Cecotto, a riconoscere il valore assoluto del pilota forlivese.

 

"solo la morte - sono considerazioni apparse sui giornali del tempo - riuscì a privare di quel titolo mondiale chiaramente alla sua portata". Ad ormai 34 anni da quel tragico evento, sono pochi i forlivesi che ne mantengono un ricordo vivido. Fra questi c'è sicuramente l'amico Luciano Sansovini, in arte "Righetto", fondatore nel 2003 dell'associazione culturale omonima capace di perpetuare le gesta del grande campione. Righetto, su invito del Moto Club di Imatra, si è appena recato in Finlandia con il "Malanca 125", il bolide sul quale, il 29 luglio 1973, Buscherini vinse il Gran Premio di Imatra.

 

Fu una cavalcata talmente memorabile, da scolpire indelebilmente il nome di Otello nella mente dei numerosi appassionati finlandesi. Sempre con quella moto, il 24 agosto dello stesso anno, "Tarantola" - il soprannome con cui era conosciuto nell'ambiente delle due ruote - arrivò primo anche a Brno, nell'allora Cecoslovacchia, per poi laurearsi campione d'Italia nel 1974. Dopo 37 anni, Sansovini ha avuto la bella idea di riportare ad Imatra la prodigiosa "due ruote" di Otello, riaccendendo entusiasmi e ricordi nella "Terra dei Mille Laghi". Alla storica rievocazione erano presenti numerosi campioni del mondo, fra i quali Luigi Taveri, Dieter Braun, Jim Redman, Giacomo Agostini e Phil Read.

 

"Fra gli appassionati e i giornalisti presenti - dichiara Righetto - ha creato un grande interesse rivedere in pista proprio il "Malanca 125" che dominò quel Gran Premio. Ed è stupefacente constatare il ricordo lasciato da Otello nel cuore degli sportivi finlandesi". E' chiaro il rammarico di Sansovini per la tiepidità con cui la città natale di Buscherini si ricorda del suo campione. "E pensare che quando correva Otello, in giro per Forlì non c'era un'anima, neanche fosse una partita della nazionale italiana ad un Mondiale di calcio". Attualmente, all'asso di Ca Ossi è intitolato il Polisportivo di via Orceoli. E non è molto.

 

Tra l'altro, in qualche cassetto comunale langue la richiesta, avanzata dallo stesso Sansovini alcuni anni fa, di un locale in comodato da adibire a museo, idoneo ad accogliere un centinaio di moto, italiane e straniere, costruite fra il 1930 e il 1975 e tutte perfettamente restaurate e funzionanti. I bolidi appartengono a collezionisti locali, come Renato Casadei, Adriano Barchi, Claudio Zanelli e altri, tutti ben conosciuti nell'ambiente e fedeli allo stereotipo del romagnolo perdutamente innamorato delle due ruote. Sansavini si accontenterebbe anche di un contenitore più piccolo: l'importante è partire con 50, 60 moto.

 

Per Forlì, ormai pronta al museo della ginnastica che troverà spazio nell'Ex Gil, sarebbe un salto di qualità decisivo. La proposta dell'associazione "Otello Buscherini" non è rivolta solo a preservare la memoria storica, ma vanta anche precise finalità didattiche: Sansavini e C. saranno, infatti, a disposizione delle scuole di ogni ordine e grado, per spiegare vita e miracoli, tecnica e performance dei loro gioielli. Naturalmente, l'agognato museo della moto, qualora dovesse sorgere, sarà intitolato ad Otello.

 

Piero Ghetti

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Bella l'idea di un museo della moto a fianco di quello dello sport nell'ex Gil, bravo Sansovini. Qualche perplessità invece su "Otello Buscherini, il più grande talento di tutti i tempi del motociclismo forlivese". Mi rivolgo all'articolista: e Dovizioso dove lo mettiamo?

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