Forlì, è il grande momento di Melozzo: apertura con già 20mila prenotazioni

Forlì, è il grande momento di Melozzo: apertura con già 20mila prenotazioni

Forlì, è il grande momento di Melozzo: apertura con già 20mila prenotazioni

FORLI' - "Melozzo da Forlì. L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello". E'arrivato l'attesissimo momento dell'inaugurazione della mostra che, Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e presidente del comitato scientifico dell'esposizione forlivese, definisce la prima "mostra dove c'è veramente Melozzo a Forlì". Tutte le opere del maestro forlivese che si potevano trasportare ci sono, insieme, tra le altre, a quelle di Piero Della Francesca, Bramante, Raffaello. 95 capolavori in tutto.

 

> LE FOTO DELL'ANTEPRIMA PER LA STAMPA (di Cristiano Frasca)

> TUTTE LE OPERE IN MOSTRA (di Cristiano Frasca)

 

Pareti dipinte di blu, fughe prospettiche che trasformano le porte in passaggi temporali per tornare a quell'epoca, a quello che è successo tra il Tevere e l'Arno, tra il 1450 ed il 1520. "Tutto comincia con il Beato Angelico e si conclude con Raffaello", sottolinea Paolucci. Quando si arriva davanti alla porta della terza sala, l'enorme affresco staccato che raffigura Papa Sisto IV mentre nomina l'umanista Bartolomeo Platina, Prefetto della Biblioteca Apostolica, ci accoglie, come se fossimo davvero in quel momento, cruciale per la storia della cultura, "quando la Chiesa riconosce che la potestà normativa e prescrittiva sui beni culturali deve essere affidata ad un tecnico", ancora Paolucci. Poi Raffaello, nella stanza ovale governata dall'Ebe di Canova. Un impatto notevole.

 

"Questa mostra è chiara - afferma Paolucci - va capita con gli occhi, deve veicolare il messaggio univoco, solo, semplice, dell'umana bellezza. Quello che conta è l'effetto. L'idea della mostra è quella di consacrare Melozzo come fautore dell'espressione, insieme ad altri artisti paralleli, del cuore del Rinascimento, ovvero che le grandi idee devono assumere il tepore dell'umana bellezza".

 

Il Beato Angelico, Bramante, Perugino, Signorelli, Melozzo, Piero Della Francesca (per la prima volta in mostra la sua Madonna di Senigallia), fino a Raffaello. Una raccolta di capolavori che toglie il fiato. "Sono stati finanziati 4 restauri dalla Fondazione cassa dei Risparmi di Forlì - sottolinea il coordinatore Gianfranco Brunelli - tra i quali il San Marco Papa ed il San Marco Evangelista, di Melozzo, entrambi provenienti dalla Basilica di San Marco a Roma, che per la prima volta potremo vedere, viste le pessime condizioni in cui versavano".

 

E' atteso un grandissimo riscontro di pubblico. Per il prossimo anno si sta già preparando "in continuità con il nostro percorso - spiega il presidente della Fondazione, Piergiuseppe Dolcini - per il 2012-2013 una grande sfida, un traguardo più difficile, ambizioso e pericoloso, sul '900 forlivese in rapporto con il Razionalismo".

 

Per questa, che l'assessore alla Cultura del Comune di Forlì, Patrick Leech, definisce una "mostra eccezionale" ci sono già 20mila prenotazioni. La mostra è organizzata dalla Fondazione, in collaborazione con il Comune di Forlì. Curatori, Daniele Benati, Mauro Natale ed Antonio Paolucci. Coordinamento generale: Gianfranco Brunelli. Allestimento curato dallo studio Wilmotte et Associes di Parigi e Lucchi e Biserni di Forlì.

 

Orari di visita:

da martedì a venerdì 9.30-19

sabato, domenica e festivi 9.30-20

 

Biglietti.

Intero 10€

Ridotto 7€

Scolaresche 4€

 

Chiara Fabbri


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