Forlì e la bellezza: la mostra del Canova è anche laboratorio di studi

Forlì e la bellezza: la mostra del Canova è anche laboratorio di studi

Forlì e la bellezza: la mostra del Canova è anche laboratorio di studi

FORLI' - Anche per la grande rassegna su Antonio Canova, in procinto di aprire i battenti ai Musei San Domenico con ben 200 capolavori da tutto il mondo, il prezioso sodalizio fra Comune e Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì ha fruttato una serie di laboratori atti a comprendere l'arte dell'ultimo grande genio italiano della scultura.

 

L'iniziativa è stata presentata venerdì mattina in Fondazione, alla presenza di esponenti della cultura e dell'Università forlivese. Moderati dal coordinatore generale della mostra Gianfranco Brunelli, con le conclusioni di rito affidate al presidente della Fondazione Piergiuseppe Dolcini, sono intervenuti tutti coloro che per cinque mesi garantiranno il funzionamento di questo intrigante mondo tecnologico-conoscitivo, parallelo alla mostra: l'ordinario della II Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna con sede a Forlì Franco Persiani, il docente associato Leonardo Seccia, il rappresentante dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Cnr di Bologna Paolo Mandrioli, la dirigente del Servizio Pinacoteca e Musei del Comune di Forlì Luciana Prati, l'assessore comunale alla Cultura Gianfranco Marzocchi, e le due guide professioniste Serena Togni e Francesca Fiorentini.

 

Altro che polveri sottili: a Forlì, l'aria migliore si respira al San Domenico durante le grandi rassegne internazionali. Anche per la mostra del Canova, il microclima dei Musei di piazza Guido da Montefeltro sarà rigorosamente monitorato e guardato a vista, proprio per tutelare nel miglior modo possibile i capolavori esposti. Mandrioli del Cnr ha raccontato di un sistema di protezione ambientale che si avvale di sensori e tecnologie ad altissimo livello. Da par suo, il professor Persiani ha svelato l'impressionante serie di applicazioni pratiche in capo alla cultura, ma anche nel cuore stesso del San Domenico, derivanti dalle ricerche svolte dalla Facoltà forlivese di Ingegneria aerospaziale.

 

A pochi giorni dall'apertura della rassegna, Comune e Fondazione hanno scoperto le carte di un mondo sconosciuto, fatto non solo di capolavori, ma anche di laboratori e studi. Ne sanno qualcosa le scuole forlivesi di ogni ordine e grado, dalle materne sino alle superiori, che hanno già fatto man bassa di prenotazioni, sia delle visite guidate che delle iniziative a corollario. "Fa piacere questa corsa ai laboratori didattici - dichiara Luciana Prati - segno che i nostri ragazzi sono felicemente inclini ad essere educati alla bellezza ed alla civiltà". Basti pensare alla "Galleria del Marmo" condotta da Francesca Fiorentini: un'ora di "full immersion" in questo ambiente tattile-plastico, fatto di tecniche di scultura, e numerosi forlivesi saranno presto dei Canova in erba.

 

Nell'altro laboratorio su epica e mito, presidiato da Serena Togni, i giovani troveranno tutti gli abiti di scena e il materiale atto ad inscenare i capolavori neoclassici del Canova: Amore e Psiche, o la stessa Ebe. Con largo anticipo rispetto alle edizioni passate, i laboratori apriranno i battenti già dal 27 gennaio. Nel nome del Canova non resta che augurare buon divertimento. Il genio di Possagno è stato l'ultimo grande artista della scultura italiana, artefice di opere uniche nel loro genere. E se qualche scienziato di casa nostra fosse già in grado di riprodurne fedelmente i capolavori? Proviamo a pensare all'Ebe forlivese, la più bella delle quattro realizzate dallo scultore trevigiano, ed ipotizzare una sorta di filmato con l'atterraggio plastico sulla terra della dea nella posa lasciataci dall'artefice. La provocazione viene dall'associato ordinario della II Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna con sede a Forlì, professor Leonardo Seccia. Il docente ha raccontato i suoi studi approfonditi sull'Ebe, con tanto di scansione rigorosa della straordinaria scultura, in tutte le sue pieghe. "E' stato un lavoro talmente meticoloso, che saremmo già in grado di realizzarne una copia olografica, fino a comprendente il percorso ispiratore dello stesso Canova". Potenza della tecnologia targata Forlì.

 

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Piero Ghetti

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