Forlì, è pronta la "cura Petropulacos" per il deficit dell'Ausl

Forlì, è pronta la "cura Petropulacos" per il deficit dell'Ausl

Forlì, è pronta la "cura Petropulacos" per il deficit dell'Ausl

FORLI' - E' pronto il piano di rientro dell'Ausl di Forlì. Dopo la scoperta del buco di bilancio di 59 milioni di euro, avvenuta alla fine del 2009, hanno dato il loro responso i cinque gruppi di lavoro che hanno scandagliato nel dettaglio quali sono i centri di spesa che contribuiscono a far viaggiare strutturalmente i costi dell'Ausl di Forlì di circa 20-21 milioni di euro all'anno sopra il consentito. A presentare i dati alle commissioni riunite del Comune di Forlì e degli altri comuni del circondario è stata mercoledì sera la direttrice dell'azienda sanitaria Licia Petropulacos.

 

Questi i numeri: secondo la "cura Petropulacos" la spesa farmaceutica dell'Ausl dovrà diminuire di 1,9 milioni nel 2010 e di 1,8 milioni nel biennio 2022-2012; la spesa ospedaliera dovrà essere contenuta di 750 mila euro nel 2010 e di 1,1 milioni nel biennio successivo; per la spesa territoriale si prevede un taglio di 400 mila euro (nel 2011-2012), per quella socio-sanitaria di altri 400 mila (nel 2010), ed infine il risparmio previsto sui processi amministrativi, grazie alle collaborazioni di area vasta, ammonta a 600 mila euro (nel 2012-2012).

 

In totale, quindi, nel 2010 l'Ausl dovrà contenere i costi di 3 milioni e 50 mila euro, mentre nel biennio che segue la riduzione dovrà essere di ulteriori 3 milioni e 950 mila euro, per un totale di 7 milioni. Il rimanente, invece, sarà compensato dall'aumento tendenziale della spesa sanitaria media dell'Emilia-Romagna. In generale, rispetto ad un incremento generale del 4% della spesa media regionale, l'Ausl di Forlì dovrà diminuire dello 0,79% i suoi consumi di risorse nel 2010, mentre potrà aumentare solo dello 0,32% nel 2011, dello 0,27% nel 2012 e dello 0,76% nel 2013. Al termine dei quattro anni, secondo il piano di rientro, l'azienda sanitaria forlivese tornerà ad essere allineata agli standard.

 

Ben diversa è la situazione attuale. La enuclea Petropulacos: "La spesa sanitaria pro capite è di 1.823 euro annui rispetto ai 1.700 euro di media regionale, il 7,23% in più". In Romagna spendono meno Rimini (1.657 euro pro capite) e Ravenna (1.746 euro). I 123 euro a testa di differenziale rispetto alla media regionale pesano sulle casse della sanità pubblica forlivese per 22,9 milioni di euro. Emerge, inoltre, che Forlì è sistematicamente la più "spendacciona" su tutti gli indicatori più analitici: +12,3% sulla prevenzione (1,5 milioni), +7,9% sulla spesa territoriale (14 milioni) e +7,1% sull'assistenza ospedaliera (8,8 milioni di euro).

 

La direttrice dell'Ausl, però, mette anche le mani avanti: "Il riequilibrio tra risorse e consumi ammonta a circa il 5% della spesa, che spalmato in quattro anni di rientro significa una media poco superiore all'un percento annuo". Come dire, insomma, che si tratta di un disavanzo e di tagli gestibili.

 

Prima voce dei tagli sono senza dubbio le medicine: Forlì ne consuma molte di più rispetto alle città vicine, usandole a quanto pare in modo inappropriato. Ogni cittadino forlivese spende così 16,20 euro in più rispetto alla media regionale, ma non per questo gode di migliore salute. Anche gli ospedali locali consumano troppi medicinali rispetto alla media dell'Emilia-Romagna: nel 2009 la spesa su questa voce è cresciuta del 9,7%, mentre l'incremento medio è stato dell'8,7%, e questo nonostante il beneficio di cui ha goduto l'Ausl con l'entrata in funzione dell'Irst, che ha sottratto all'azienda sanitaria il consistente costo dei farmaci tumorali.

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    Non ci credo, è la solita storia. La rovina dell'Italia sono i pensionati, gli ammalati e disgraziati vari a piacimento. Ma smettiamola una buona volta. Se si riducessero le ruberie e gli sprechi di poco (non pretendo tutto) saremmo a posto. Che dire poi dell'IRST di Meldola. Non si è rivelato un pozzo senza fondo per foraggiamenti vari?. Non so fino a quando questa corda potrà essere tesa ma cominciamo a essere stufi.

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    andrea_70 Io non voto Tremonti e non ne faccio un discorso politico. Quindi quello di dire "il vosto Tremonti che regale 100 miliardi di euro ... ecc.ecc." non puo' essere detta a me visto che non lo voto nè lui nè gli altri del governo Se si vuole essere onesti bisogna cominciare a guardarsi nello specchio ed esaminare quello che c'è che non va ed effetuare le opportune correzioni; non è che per dare contro al maiale si cita l'asino senza peraltro cercare di capire se ci sono delle possibilità di manovra.

  • Avatar anonimo di benpensante
    benpensante

    ciò significa che si taglieranno prevenzione,territorio e ospedale,ovvero dovremo allinearci con Ravenna nelle retrovie? Quando capiranno che spendere bene in sanitàè un investimento e non un costo?Forse quando saremo tutti ammalati.....

  • Avatar anonimo di andrea_70
    andrea_70

    Caro rob evidentemente tu e tutti i tuoi familiari godete di buona salute ! Buon per te, peccato che non sia così per tutti. Chi paga? Saprai bene che l'80% dell'introito del fisco è dato dai dipendenti e non dagli imprenditori, quindi che vuoi fare, annientare anche questo servizio come è stato fatto per la scuola? Togliere un servizio a chi onestamente lo paga dal proprio stipendio? Ti informo per correttezza che la nostra regione, in questo periodo di crisi, non solo finanzia bene la sanità, ma ha pure finanziato la cassa integrazione per i tuoi ben amati imprenditori e guarda caso aiuta pure loro con milioni di euro. Come vedi i soldi si possono utilizzare bene malgrado il vostro Tremonti abbia regalato 100 miliardi di euro degli evasori alle banche le quali poi col cavolo finanziano l'economia e gli imprenditori. E' troppo chiedere che tutti paghino le tasse? E' troppo chiedere che gli evasori vadano in galera? Visto il tuo commento credo proprio di si !!!

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    Ma smettiamola con tutti questi costi per la salute ospedale ecc.ecc.; ma come è possibile che si spenda l'80% del budget di una regione solo per la salute? E' chiaro che sulla salute piu' dai e piu' la domanda cresce ma chi paga pantalone? Intanto le aziende chiudono e qualcuno gode (vedi tutti i fornitori della sanità pubblica che si fanno i milioni di euro).

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