Forlì, elezioni di quartiere. Samorì (Pd): "Un voto di civiltà democratica"

Forlì, elezioni di quartiere. Samorì (Pd): "Un voto di civiltà democratica"

L'oscura vicenda che si è consumata circa il restringimento del diritto di voto alle elezioni di quartiere in seno alla Circoscrizione 1 operata da parte delle forze di opposizione è un evidente foglia di fico. Anzi, una mela avvelenata perché, politicamente parlando, nel mirino di una scellerata manovra politica di discriminazione, in contrasto palese con i più elementari diritti civili e di cittadinanza, ci sono sempre gli "altri", i "diversi". E' occorsa, tra l'altro, in una sede di rappresentanza, quella della circoscrizione, deputata all'organizzazione, partecipazione, unione, aggregazione e accoglienza dei bisogni della nostra comunità. L'ambigua giustificazione dell'opposizione circa le "misure di prevenzione nei confronti di coloro che sono indiziati di appartenere ad un'associazione mafiosa" costituiscono, evidentemente, un grimaldello politico; perché poi sarebbero da mettere in fila, a onere della "causa", legittimo impedimento, prescrizione anticipata, processo breve, tagli di fondi alle forze dell'ordine votati compattamente dalla maggioranza in parlamento.

Il principio che ha guidato l'atto dell'amministrazione e della maggioranza in consiglio comunale sono stati due: la legalità, quella autentica e il principio di uguaglianza nel territorio e tra le persone riaffermando il principio della "libera partecipazione alle elezioni del comitato di quartiere di tutti i cittadini residenti nel territorio di competenza".

Ma il tema vero, è un tema di visioni, di dove vogliamo portare questa città e questo paese. E credo che con questo atto, l'opposizione si sia tolta la maschera, aderendo fino all'uscita dall'aula consigliare ad una visione arcaica della cittadinanza e della partecipazione distinguendo tra cittadini si, e cittadini no, alzando muri, preservando uno status quo degno di un processo di restaurazione. Vorrei inoltre ricordare che in questo supremo consiglio di rappresentanza cittadina è stato recentemente votato all'unanimità uno straordinario strumento di partecipazione e democrazia che è la consulta stranieri. E dunque? E dunque, questa parte del consiglio comunale, e questa amministrazione hanno una visione chiara e pulita- in linea con le tradizioni autentiche di questa cara terra di Romagna, di questa piccola e grande città di Forlì: integrazione e partecipazione. Questa questione rimanda ad un ultima, fondamentale consapevolezza che la politica, quella dell'insincerità, delle paure, della violenza, del razzismo, dell'illegalità, bene, quell'impostore noi lo rifiutiamo.

La nostra comunità oggi, come il nostro mondo globale, si trovano da tempo davanti allo specchio: del prodotto culturale del nostro stesso occidente, e davanti alla grande sfida che oggi ci pone la globalizzazione; una sfida che non è una minaccia, può rappresentare una ricchezza se sappiamo adattarvi gli strumenti e le soluzioni più opportune. Però oggi siamo a un bivio: o riconoscere le sfide che oggi ci attendono e affrontarle con serietà, coraggio, ma soprattutto responsabilità; o eluderle, soffocarle nell'indifferenza, ignoranza o, peggio ancora picchiare alla pancia. Ma picchiare alla pancia, alla fine, scatenerebbe la ribellione civile e sarebbe fallimentare.

Come neofita della politica, come giovane cittadina italiana, non siedo e non accetterò certo di sedere in questo consiglio assistendo indifferente a tentativi malcelati di cambiare la nostra democrazia e i principi inviolabili sui quali è stata definita dai sacrifici degli uomini e delle donne prima di noi. Bisogna aprire una nuova strada, con atti concreti, senza sognare- come purtroppo sanno bene i nostri giovani- ma aprire agli scenari nuovi che il mondo globalizzato di oggi ci pone. E questo percorso, non può che essere un percorso condiviso di cittadinanza.

Sara Samorì

Consigliere comunale Pd

 

 

 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -