Forlì: elezioni, Pini (Lega) ribadisce "la nostra coerenza non è in vendita"

Forlì: elezioni, Pini (Lega) ribadisce "la nostra coerenza non è in vendita"

FORLI' - "La coerenza della Lega non è in vendita: il Pdl ha deciso di andare avanti con Rondoni? Aspetto di capire i suoi progetti. L'avversario resta comunque il Pd". Gianluca Pini, deputato della Lega Nord e leader del carroccio in Romagna analizza a mente fredda lo ‘strappo' consumatosi con il Pdl. E si auspica che "fughe in avanti di questo tipo non avvengano anche sulla Provincia".

 

La Lega attenderà che "Valerio Melandri fa qualche giorno ci dica se intende continuare o meno l'avventura, la scelta a questo punto è solo sua". Pini chiarisce, però, che "l'avversario sta a sinistra, si chiama Roberto Balzani: il nostro distinguo è su quello che noi ritenevamo potesse essere il candidato migliore, non certo sull'obiettivo".

 

Pini non esclude che l'ipotesi di una pluralità di candidati nel centrodestra possa favorire una sconfitta del centrosinistra. "A questo punto sarà difficile vincere al primo turno - osserva il leghista - ma potrebbe anche essere che il risultato positivo per il centrodestra si possa ottenere anche con due candidati distinti".

 

Il leader di Lega Nord Romagna nei prossimi giorni incontrerà comunque Rondoni, per confrontarsi con lui sui punti programmatici e capire se si possa definire comunque una strategia comune. "Con lui nulla di personale, ho sempre e solo detto che Melandri poteva intercettare un elettorato più ampio e rimango convinto della cosa."

 

"C'è chi sta giocando sporco su queste elezioni, ma alla fine il tempo sarà galantuomo, certe porcate verranno fuori. Noi comunque - dichiara il deputato leghista - continueremo a lavorare per evitare che Balzani diventi sindaco"

Ed è proprio sul tempo che conta la Lega per ricomporre il quadro sul territorio "Le liste vanno depositate l'8 maggio - taglia corto Pini - da qui fino a quella data passa in mezzo un'era glaciale. Vedremo come si muoverà lo scenario politico e decideremo di conseguenza. Di certo - prosegue il parlamentare leghista - va riattivato il tavolo provinciale per un confronto con tutte le forze alternative alla sinistra se non si vuole allargare lo strappo ai piccoli comuni. Perchè sarebbe un suicidio colossale per il centrodestra." 

 

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