Forlì, Fabbri (Sel): "Ora affrontare bene il nodo della ripubblicizzazione dell'acqua"

Forlì, Fabbri (Sel): "Ora affrontare bene il nodo della ripubblicizzazione dell'acqua"

Quasi 28 milioni alle urne per i referendum ; una grande prova di partecipazione democratica e, come si sperava alla vigilia delle elezioni , oggi i cittadini e le cittadine italiane possono dire che ha vinto la democrazia, la vita delle persone a sfavore del mercato e del potere economico , ha vinto la Costituzione contro il libero arbitrio.


Ed oggi questa grande vittoria impone un forte investimento per la ricerca e produzione di energie alternative, sancisce l'acqua un bene comune e universale, un bene non riproducibile su cui non può esserci profitto, la cui proprietà e gestione deve essere pubblica a garanzia di un servizio che, anzichè produrre profitti , garantisca qualità e investimenti adeguati per le infrastrutture, garantisca a tutti un bene primario.


Come affrontare concretamente, ora, questa importantissima scelta che nasce da un movimento plurale costituitosi lontano nel tempo; quali i soggetti che più di altri dovranno assumere la responsabilità di fare proprio questo impegno? I sindaci dei comuni, i presidenti di regione, i presidenti provinciali , le nostre società partecipate, le forze politiche e, poiché la partecipazione popolare ha reso possibile un obiettivo altrimenti irraggiungibile, sarà necessario individuare forme di controllo partecipato delle comunità locali sull'organizzazione del ciclo idrico, che dovrà avere fra i propri obiettivi fondamentali il risparmio della risorsa e la possibilità di accesso per tutte e tutti, in un quadro che veda l'accesso all'acqua come diritto umano universale.


Sul piano locale e regionale , questo significa certamente ragionare da subito sul conferimento dell'intero ciclo idrico integrato ad aziende interamente pubbliche , sottraendolo al controllo totale o parziale di società orientate al mercato come Hera spa e Iren spa, la cui missione e forma di governo dovranno peraltro essere comunque riviste, alla luce del chiaro orientamento espresso da oltre il 60% delle elettrici ed elettori dell'Emilia Romagna.


E' buona cosa che il sindaco del comune di Forlì abbia rilanciato con la proposta da tempo avanzata dal Comitato per l'acqua pubblica Forlì e, ancor prima della costituzione dello stesso per l'impegno referendario, da alcune singole soggettività politiche che lo compongono dalla sua costituzione , la realistica ipotesi che la Romagna possa fare da apripista nel percorso della totale ripubblicizzazione dell'acqua con il conferimento della distribuzione ad una società interamente pubblica come Romagna Acque che già controlla e gestisce la totalità delle fonti, degli impianti di captazione e depurazione. Le scelte che dovranno essere fatte implicano però necessariamente la condivisione e collaborazione costruttiva di tutti i comuni del territorio romagnolo e la determinazione della Regione Emilia Romagna ad essere lei stessa punto di stimolo e indirizzo per una nuova fase della politica del centro-sinistra.


Sinistra Ecologia Libertà , proprio per questo ancor prima dell'esito referendario , ha presentato una risoluzione sottoscritta da tutti i gruppi del centrosinistra regionale, che impegna la giunta dell'Emilia Romagna ad agire in sintonia con lo spirito referendario, pur nell'esigenza di conoscere il nuovo compiuto quadro normativo per l'organizzazione dei servizi pubblici locali

Il progetto di trasferire il ramo di distribuzione dell'acqua da Hera a Romagna Acque è una straordinaria opportunità di immediata e concreta risposta alla richiesta di tanti cittadini e cittadine , senza dimenticare, in questa riunificazione del ciclo idrico, Unica Reti spa proprietaria della gran parte delle reti di distribuzione.


Ci si chiede quale futuro dovrà o potrà avere Hera, quale conseguenza subiranno gli azionisti non solo privati, ma anche pubblici rispetto ad un possibile calo delle quotazioni. La risposta sta nel sentire prima di tutto l'esigenza di cambiare registro, di non concedere la possibilità di fare mercato sui servizi ai cittadini e , con la forza ricevuta dall'esito del voto, si investa su un economia alternativa all'incenerimento a garanzia della tutela dell'ambiente e della salute per noi e, soprattutto, per le future generazioni. Hera modifichi la sua missione invertendo la logica degli investimenti, attraverso la riduzione dell'utilizzo e del numero degli inceneritori, realizzando quelle grandi aziende del riciclo capaci di dare occupazione e ridurre drasticamente la quantità di rifiuti da incenerire ; dal porta a porta al riciclo.


Una splendida vittoria di partecipazione con una chiara indicazione ai quesiti referendari e una mobilitazione che ha visto in campo , anche strada facendo, tanti protagonisti politici a cui ora spetta la coerenza di proseguire con determinazione, senza soste opportunistiche, la strada indicata dai tanti SI per i beni comuni.

 

Marisa Fabbri

Sinistra Ecologia Libertà

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