Forlì, falsificavano monete da due euro: sette arresti

Forlì, falsificavano monete da due euro: sette arresti

E’ stata smascherata a Forlì dai carabinieri del Comando di Forli'-Cesena e del Comando antifalsificazione monetaria di Roma un'organizzazione specializzata nella falsificazione di monete, soprattutto da due euro. L'operazione, denominata 'Dante Alighieri', è iniziata nella nottata tra lunedì e martedì, impegnando un centinaio di militari, e si è conclusa con sette arresti e altre informazioni di garanzia e perquisizioni in Emilia Romagna, Lombardia e Sicilia.


Le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito stimato in oltre 40mila euro di monete da due euro che, con diversi metodi, venivano messe in vendita dopo esser stata fabbricate e finemente contraffate. Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica Marcello Branca, hanno permesso di accertare che la spendita avveniva non solo in Emilia Romagna, ma anche in Toscana, Lombardia e Sicilia e le stesse venivano messe in circolazione con il metodo dell’acquisto di ricariche telefoniche ed altre tessere magnetiche e la loro successiva vendita, concretamente realizzata nel mesi di febbraio e marzo dello scorso anno.


I PROVVEDIMENTI – I provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria (pm Fabio Di Vizio) sono stati eseguiti nelle prime ore del giorno di martedì, da un centinaio di Carabinieri del Comando Provinciale di Forlì-Cesena, del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Corso Mazzini, e dei Comandi Provincialei di Agrigento e Bergamo, supportati dal personale del Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria di Roma e da un velivolo del 13esimo Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Forlì. Nel corso dell’operazione sono state eseguite 18 perquisizioni a carico di altri indagati accusati di furto aggravato in concorso, ricettazione in concorso e favoreggiamento personale, poiché coinvolti con i componenti del sodalizio responsabile della falsificazione delle monete. L’attività investigativa si è conclusa con il sequestro delle monete, di due chilogrammi di sostanze stupefacenti, al recupero di 450 chili di manufatti in rami e al sequestro preventivo di un’auto di grossa cilindrata usata dal sodalizio.


LE INDAGINI - Le indagine svolte, anche con l’ausilio di mezzi tecnici, hanno permesso di accertare che i tredici indagati, di cui sei italiani originari del Sud Italia finiti in manette perché colpiti da ordinanza di custodia cautelare (mentre risulta ancora latitante un senegalese da alcuni mesi irreperibile in Italia), erano dediti anche all’attività di spaccio di cocaina ed hashish nella provincia forlivese.


In particolare, i militari hanno attivato l’attività investigativa fin dal sequestro, ai primi di dicembre del 2006 a Forlì, di una partita di 171 monete da due euro sospette, detenute in due sacchetti di tela da un italiano, che da un riscontro dei normali strumenti elettronici di verifica in possesso dalle agenzie di istituti di credito apparivano come vere. In realtà un accurato accertamento tecnico da parte del C.n.a.c.-Italia (presso la Zecca dello Stato di Roma) ha permesso di verificare che erano false.


L’indagine, denominata “Dante Alighieri” per l’effige riportata sulla moneta da due euro, ha portato alla luce l’esistenza di un’attività criminosa molto accurata della falsificazione, individuata dalle autorità monetarie europee come “classe 24”. Per tal motivo ha voluto partecipare all’operazione anche il direttore dell’European Technical and Scientific Centre, Michael Mueller, organismo inquadrato nell’ambito dell’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode di Bruxell, responsabile del Centro Europeo dell’analisi e della classificazione di tutte le nuove tipologie di contraffazione di monete metalliche in euro.


Il dottor Mueller, con il proprio personale specializzato di Bruxelles, coadiuvato dai Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria di Roma, ha svolto i primi accertamenti sulle monete fin dall’avvio delle indagini, definendo il sequestro di enorme rilevanza per la qualità della falsificazione accertata, dicendosi soddisfatto dall’attività svolta dagli uomini dell’Arma.

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CONTRAFFAZIONE SOFISTICATA - Determinante è stata anche la collaborazione con il Centro Europeo Tecnico Scientifico che ha fornito un supporto determinante alle indagini mediante analisi e relazione tecniche sui materiali utilizzati e su altri aspetti tecnici, contribuendo significativamente all’esito operazione. Dal punto di vista tecnico. La tipologia di contraffazione è considerata la più sofisticata tra quelle in circolazione fino ad oggi. Dalla metà del 2005 sono state individuate in Europa più di 25mila monete false appartenenti a questo tipo di contraffazione e nel 2007 il quantitativo è risultato in costante aumento. Verosimilmente il quantitativo di monete false sequestrate in questa circostanza rappresenta solo una piccola parte del totale delle monete false prodotte dall’organizzazione criminale oggetto d’indagine. Questo conferma l’elevato standard di collaborazione e l’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode.


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