Forlì, fisioterapiste dell’Ausl di nuovo in missione a Scutari

Forlì, fisioterapiste dell’Ausl di nuovo in missione a Scutari

FORLI' - Forlì è sempre più vicina a Scutari. Anche quest'anno, due fisioterapiste dell'U.O. di Riabilitazione dell'Ausl di Forli, Cristina Silvestroni e Monica Ghiraldelli, voleranno in Albania, dal 19 al 26 maggio, per insegnare al corso di Laurea in fisioterapia dell'Università di Scutari, dove seguiranno il modulo didattico "Mobilizzazioni e valutazione dell'apparato locomotore". Inoltre, durante il loro soggiorno, valuteranno, insieme agli studenti, le condizioni di persone disabili nell'ambulatorio annesso alla Scuola. Sempre nel solco della collaborazone Forlì-Scutari, in luglio, l'U.O. di Riabilitazione, diretta dal dottor Germano Pestelli, sarà sede del tirocinio pratico di 8 studenti fisioterapisti albanesi e montenegrini, spesati dalla Regione Toscana.

 

Prima dell'avvio del corso di laurea, realizzato grazie alla collaborazione fra l'Ausl di Forlì, attraverso l'U.O. di Medicina Fisica e Riabilitativa, l'Università di Firenze, l'Università La Sapienza di Roma nonché la Regione Toscana, che finanzia l'intero costo della scuola triennale, in Albania, non esistevano professionisti della riabilitazione ma solo manipolatori improvvisati e autodidatti. La formazione in tale campo era dunque fondamentale per soddisfare un'esigenza primaria della popolazione locale.

 

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La cooperazione della nostra terra con Scutari ha radici antiche, che risalgono al 1994, quando la situazione albanese era sicuramente più drammatica di oggi. Ora, la qualità della vita, a Scutari, nel nord del paese, sta lentamente migliorando, grazie anche all'aiuto degli enti locali del comprensorio forlivese, della regione Toscana e dell'Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa. L'attività di cooperazione, infatti, puntando sulla formazione di figure professionali rispondenti a reali bisogni della popolazione, crea maggiori possibilità di lavoro sul territorio. L'attività iniziata da alcuni volontari, in particolare dell'Alta valle del Bidente (Galeata e Santa Sofia), guidati da Don Carlo Zaccaro, è continuata grazie all'opera di assessori provinciali, amministrtori, semplici cittadini ed operatori sanitari che hanno saputo dare continuità e risultati all'originario progetto.

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