Forlì: Forum delle donne, "inciviltà i tagli ai livelli essenziali di assistenza"

Forlì: Forum delle donne, "inciviltà i tagli ai livelli essenziali di assistenza"

Tra le decine di prestazioni che il governo ha tagliato dai livelli essenziali di assistenza con la nuova legge finanziaria, ci sono anche il vaccino per il papilloma virus, le cure odontoiatriche per gli indigenti ed il riconoscimento di 109 malattie rare che le famiglie sono impossibilitate ad affrontare con gli standard di cura normali, nonchè il parto indolore, che d'ora in poi sarà solo a pagamento.La gravosità di questi provvedimenti in termini di impatto sulle crescenti "nuove povertà" e sulle persone indigenti si commenta da sola.

 

La partoanelgesia riguarda molto da vicino le donne della nostra città: infatti già nel 2006, su proposta del Forum delle Donne di Forlì è stato promosso un progetto con la collaborazione attiva tra Asl di Forlì (reparti Anestesia e Ostetricia-Ginecologia - Ospedale Morgagni-Pierantoni), Regione Emilia-Romagna, Assessorato politiche sociali del Comune di Forlì.

Al convegno "Il Bel Partorire" fu presentata una delle prime sperimentazioni in Italia sull'organizzazione efficace e sostenibile di un servizio effettivo di partoanalgesia gratuito, completo e disponibile 24 ore su 24.

 

Caratterizzano il nostro paese infatti l'altissimo ricorso al parto indotto e cesareo, e di contro, lo scarso (quando non osteggiato) ricorso all'utilizzo della pratica di partoanalgesia. Che invece, come dimostrano le statistiche europee, consentirebbe non solo una minore spesa sanitaria per minor ricorso ad interventi di cesareo, ma pure una maggiore e più serena propensione ad affrontare la gravidanza.

 

La sperimentazione pilota della partoanalgesia a Forlì è costata sforzi e grande impegno organizzativo da parte degli attori coinvolti, come testimoniano i risultati raggiunti dai reparti ospedalieri in termini di percentuale di soddisfacimento delle crescenti richieste di partoanalgesia provenienti  anche da donne non residenti a Forlì: una nuova eccellenza del nostro servizio pubblico che la finanziaria mette in discussione.

 

L'esperienza di Forlì fu presentata alla Ministra Livia Turco, al convegno della Regione Emilia Romagna sul Percorso Nascita nel febbraio 2007, come modello virtuoso da esportare alle altre realtà ospedaliere della Regione, che prevedeva la possibilità, a regime, di usufruirne per tutte le donne che ne facessero richiesta, dopo un adeguato percorso di informazione.

Eliminando anche questa "buona pratica" dei percorsi senza dolore, oggi il governo dimostra un approccio reazionario, contrario agli interessi delle donne, sostanzialmente ancorato ad una dimensione che non temiamo di definire vetero-maschilista. Non ci resta che contare sulla sensibilità già mostrata dalla Regione Emilia-Romagna in tema di welfare ed assistenza sanitaria per mantenere questa possibilità: partorire senza dolore e non pagando, curarsi e fare prevenzione nell'ambito del sistema pubblico.

 

L'unica abile strategia di questo governo sembra la pia speranza che tutte le donne (e gli uomini) del nostro paese siano, o diventino nel più breve tempo possibile, ricche, sane e felici, naturalmente malgrado il calo dell'occupazione, dei servizi, dei diritti.... Infatti è stato previsto perfino il taglio degli assegni sociali per le casalinghe, che evidentemente non ne hanno alcuna necessità, se hanno preventivamente sposato un milionario come suggeriva il presidente del Consiglio  in campagna elettorale!

 

Il Forum delle donne di Forlì

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