Forlì, furti di rame per 100mila euro. Il Dna incastra il capo banda

Forlì, furti di rame per 100mila euro. Il Dna incastra il capo banda

Forlì, furti di rame per 100mila euro. Il Dna incastra il capo banda

MODIGLIANA - Una bottiglia, un'impronta di un dito della mano ed un chewing-gum. Sono gli elementi dalle quali sono partite le indagini dei Carabinieri di Modigliana, che hanno arrestato su ordine di custodia cautelare in carcere firmato dal gip di Forlì Luisa Del Bianco su richiesta del pm Marco Forte un 26enne romeno a capo di una banda specializzata nei furti di rame dalle abitazioni. Si tratta di Cornel Patrascu, già in cella a Bologna per reati contro il patrimonio.

 

>LE IMMAGINI DELLA CONFERENZA STAMPA

 

Gli inquirenti hanno già identificato ma non catturato due complici, anche loro romeni. E non si esclude che nella banda vi fosse anche una donna. Secondo quanto accertato dagli uomini dell'Arma, il gruppo ha commesso una settantina di furti nelle colline tra le province di Forlì-Cesena, Ravenna, Bologna e Firenze, per un bottino complessivo di circa 100mila euro. La banda colpiva in particolar modo nelle abitazioni rurali, anche in pieno giorno, senza disprezzare attrezzi agricoli e altri oggetti.

 

Patrascu si occupava di coordinare a distanza via radio i due complici, informandoli dall'interno un'auto civetta rubata dell'eventuale arrivo delle forze dell'ordine. Gli autori materiali del furto accedevano nelle abitazioni tranciando le reti di protezione. Quindi si arrampicavano fino in cima ai tetti, portando via prevalentemente grondaie. Completata la razzia si allontanavano a bordo di un'auto rubata. A Modigliana sono stati commessi tre furti, tutti nell'agosto del 2009.

 

Le indagini dei Carabinieri sono partite da una serie di sopralluoghi. In una circostanza il capo banda ha commesso un grave errore, lasciando una bottiglia d'acqua, un gomma di masticare ed una traccia. Sono così iniziati una serie di accertamenti dattiloscopici, mentre una contemporanea verifica sulle celle telefoniche agganciate in quelle ore ha confermato gli spostamenti dei malviventi. Gli elementi incrociati ha portato al nome di Patrascu.

 

Ma per inchiodarlo definitivamente serviva il test del Dna, da comparare con quello estratto dal chewing-gum. Il giovane, in carcere a Bologna, non si è opposto al tampone, affermando di esser innocente. Probabilmente non si era reso conto dell'errore commesso. Il test ha confermato la compatibilità dei due tracciati genetici. Elementi che hanno portato alla richiesta da parte del pm Forte di un'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Del Bianco.

 

L'ordine è stato eseguito giovedì. Una beffa per il 26enne, che a breve sarebbe tornato in libertà. Patrascu, in Italia senza fissa dimora, aveva trovato rifugio in un casolare disabitato nel Bolognese di cui se ne era impossessato abusivamente. Le indagini degli inquirenti non sono concluse. Mancano all'appello i due complici, già identificati, ed una donna.


Commenti (3)

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Devo rifare le grondaie e abito in campagna. Sono un po' disorientato.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Molto bene, bravissimi Carabinieri ! A mio fratello hanno rubato tempo fa del rame da casa (grondaie ...): le sue non le riavrà più, ma avere qualche ladro in meno in giro almeno fa stare un po' meglio !!!

  • Avatar anonimo di lolle
    lolle

    Chissa' perche',ma avevo il sospetto che fosse di quella nazionalita'!

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