Forlì, Gaza. Rifondazione: "Con il popolo palestinese, fermiamo il massacro"

Forlì, Gaza. Rifondazione: "Con il popolo palestinese, fermiamo il massacro"

FORLI' - Dal 27 dicembre Gaza è martoriata dalle bombe dell'aviazione israeliana. È una tragedia di proporzioni enormi: In quel fazzoletto di terra vivono oltre 1,5 milioni di persone: stipate in una città senza vie di fuga, coi valichi alle frontiere chiuse, sotto embargo di medicinali, cibo, carburante, acqua.

 

Dopo 12 giorni di bombardamenti incessanti ed azioni militari di terra, il bilancio è drammatico: 720 morti, di cui 220 bambini e 3 mila feriti. Questo massacro di civili inermi viola ogni principio del diritto internazionale e calpesta ogni speranza di pace, in una terra già segnata da anni di conflitti. Chiediamo la fine dell'aggressione israeliana e l'immediata cessazione di ogni ostilità. E chiediamo che il governo italiano, di cui denunciamo l'inettitudine diplomatica ed il sostegno all'azione militare, si faccia portatore di questa richiesta.

 

Questa guerra è contro tutti i palestinesi e la prima vittima è il processo di pace. La comunità internazionale, compresa l'Unione Europea, hanno grandi responsabilità per la crisi umanitaria a Gaza causata dal continuo assedio, e per l'aver ignorato la costituzione di un sistema di apartheid nella Cisgiordania mentre gli Stati Uniti perpetuano la loro politica di complicità con Israele. La comunità internazionale ha la responsabilità del silenzio e dell'inerzia di fronte ai crimini di guerra e alle violazioni del diritto internazionale ed umanitario che avvengono ogni giorno a Gaza.

 

Non ci sarà mai pace finché si costringerà il popolo palestinese a vivere in ghetti, subire vessazioni continue, finché non si permetterà la nascita di uno stato palestinese. L'occupazione militare del territorio palestinese deve finire. L'assedio di Gaza, che causa una tragedia umana tanto grande, deve essere revocato.

 

Una pace giusta può nascere solo da una conferenza internazionale sotto l'egida dell'Onu, non di arbitri parziali come gli Stati Uniti, o di conferenze come quella di Annapolis, a cui non sono seguite che vuote dichiarazioni. L'obiettivo di tale conferenza deve essere la fine dell'occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gaza, la rimozione del Muro e degli insediamenti, il rispetto delle risoluzioni internazionali, inclusa la 194, e la nascita di uno stato palestinese nei confini del ‘67, con Gerusalemme Est come capitale, che possa vivere in pace accanto a quello di Israele.

 

Questo obiettivo sarà possibile solo se verrà fermata questa nuova ed insensata guerra, se si porrà fine all'aggressione. Ed è su questo obiettivo che Rifondazione Comunista è impegnata. L'occupazione militare di Israele sul Popolo Palestinese deve terminare in quella martoriata terra si possono e si debbono costituire due Stati per la dignità di due Popoli.

 

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Segreteria Provinciale di Rifondazione Comunista di Forlì

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di pietro
    pietro

    Fini per il massacro ed i massacratori Il presidente della Camera dei deputati è sceso per stare un pò insieme e farsi fotografare con i caporioni della manifestazione pro-Israele, fitta di bandiere israeliane, organizzata a Roma, in luogo generalmente vietato a tutti ,davanti Montecitorio, da una associazione parlamentare di ammiratori di Israele composta da deputati e senatori di vari gruppi di maggioranza e di opposizione. a ragionare a non buttare benzina sul fuoco come fa scontandone tutti gli ostracismi Massimo D'Alema. Quanto è accaduto stasera davanti a Montecitorio è destinato ad incidere profondamente sulla qualità della nostra cittadinanza, sulla coerenza tra questa e la carta Costituzionale, sul futuro di un Paese che si colloca nella frontiera più avanzata del razzismo la frontiera militare. Il massacro di Gaza ha infatti un carattere razzistico e di intolleranza fisica a sopportare che non fa parte della gens occidentale, della sua cultura, dei suoi valori. Come lo sterminio di milioni di irakeni e di afghani, le stragi di Gaza esprimono una volontà di dominio coloniale e di sterminio per chi vi si oppone. Pietro Ancona

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