Forlì, Gessica Allegni (Pd): "Satanassi radice forte del PD forlivese"

Forlì, Gessica Allegni (Pd): "Satanassi radice forte del PD forlivese"

Quando ho saputo, questa mattina (venerdì ndr), che Angelo Satanassi ci aveva lasciato per sempre mi è tornata in mente la frase che D'Alema ha scritto nel suo "A Mosca l'ultima volta" per sintetizzare il vuoto che la morte di Enrico Berlinguer aveva lasciato nel Partito e nella sua gente «Eravamo più soli e, improvvisamente, adulti. Finiva una lunga, forse troppo lunga giovinezza». Ora forse il paragone è troppo ardito, non certo per lo spessore degli uomini, ma per i diversi momenti di cui si parla. Ma c'è forse anche una similitudine, tra la giovane classe dirigente del PCI che da lì doveva ripartire, smarrita e contando solo sulle proprie forze e il nostro partito oggi, così bisognoso di ritrovare radici e valori che ha teso a dimenticare.

 

Angelo Satanassi è una radice forte del PD forlivese, un uomo della cui statura politica, amministrativa, umana e morale si potrebbero riempire pagine d'inchiostro; ma Angelo Satanassi era soprattutto un Compagno nel senso più profondo della parola, un uomo di partito, come ce ne sono pochi oggi (purtroppo), un uomo PER il partito, che nonostante l'età, gli acciacchi e una carriera formidabile che gli avrebbe consentito di godersi lo "spettacolo" in poltrona ha continuato, fino all'ultimo, a rendersi partecipe della vita politica cittadina e non solo, pubblicando articoli e intervenendo nel dibattito locale in modo a volte anche sferzante ma sempre lucido, puntuale e Formativo, in una politica in cui i "nati imparati" sono in costante, penoso, aumento.

 

Non ho le capacità per discutere qui le sue idee, in questo momento ho solo la voglia di andarmi a rileggere tutti i suoi articoli, che alle volte ho trascurato perchè richiedevano un impegno che non sempre ho deciso di concedere, dedicando il mio tempo a cose più futili. Però ho avuto la fortuna di conoscerlo, Angelo. Conservo ricordi che mi rimarranno per sempre nel cuore. Conservo l'esempio di chi ha fatto della propria passione politica l' impegno di una vita, e che oggi viene ricordato non per gli importanti incarichi che ha occupato ma per gli importanti e storici risultati che ha saputo conseguire interpretando quegli incarichi come servizio, con una concezione della politica così poco attuale e così tanto necessaria.

 

In tutti i suoi ultimi scritti emerge una esigenza viscerale: quella di una politica che torni a dire COME risolvere i problemi e che non li sappia solo rappresentare e che non si arrovelli continuamente nella ricerca di "leaders senza programma" , per lui i contenuti venivano prima e le classi dirigenti si formavano dentro al partito. Per me era un riferimento, un faro, il simbolo di una storia collettiva, la mia e la sua due generazioni lontane che si sono incontrate in un percorso comune. Mi faceva sorridere la sua ironia, mi commuovevano le sue telefonate, la sua voglia di condividere con me un pensiero, perchè per lui il confronto coi giovani era importante e voleva al contempo apprendere e insegnare. Era uno di quei vecchi dirigenti attenti alle nuove leve: lui ti studiava, ti ascoltava e poi ti dava un suo parere.

 

Come "una volta", quando il partito era anche una scuola. Ecco io oggi mi sento più sola, sarà che il rinnovamento, le rottamazioni, l'avanti i giovani...ma allora perchè questo senso di smarrimento, questo senso di vuoto, questa inadeguatezza che sento di fronte ai grandi che ci hanno preceduto? No, non siamo ancora all'altezza di questi giganti, non so se lo saremo mai. Però, caro compagno Angelo, io vado avanti e ti porto con me.

 

Gessica Allegni

Consigliere Provinciale PD Forlì.

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