Forlì: ginecologo in manette, il Riesame: ''Istinti sessuali incontrollabili''

Forlì: ginecologo in manette, il Riesame: ''Istinti sessuali incontrollabili''

Forlì: ginecologo in manette, il Riesame: ''Istinti sessuali incontrollabili''

FORLI' - "La persona offesa si ritiene, allo stato, pienamente attendibile" e dal punto di vista intrinseco le dichiarazioni sono "coerenti nel loco nucleo essenziale, esenti da illogicità, prive di contraddizioni". E' quanto scritto nell'ordinanza con la quale i giudici del Riesame di Bologna hanno respinto lo scorso dicembre la richiesta di scarcerazione del ginecologo di 61 anni arrestato lo scorso 19 novembre con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una paziente.

 

I giudici ritengono che l'indagato "sia preda di istinti sessuali ben poco controllabili e come lo stesso, a causa della professione, si trovi costantemente a contatto con situazioni a rischio di recidiva specifica". Ad aggravare il quadro anche le testimonianze di altre pazienti che, hanno scritto i giudici, furono in un recente passato oggetto di sgradite attenzioni sessuali" da parte del medico. Il ginecologo ha poi inoltrato all'Ordine dei medici la domanda affinché venisse rimosso, ma la richiesta è stata respinta specificando che è sospeso "fino a quando avrà effetto la restrizione della libertà personale dell'iscritto disposta dall'Autorità Giudiziaria".

 

Secondo l'accusa (pm Marilù Gattelli), il 61enne avrebbe allungato le mani su una paziente di vent'anni, con palpeggiamenti e baci "proibiti".  In quell'occasione la giovane, una rumena, andò per una visita ginecologica, ma si trovò di fronte, secondo quanto denuncia, a un uomo che la palpeggiava e baciava, con avance e parole ammiccanti. Un comportamento per niente professionale, per la Squadra Mobile, che ha indagato a fondo. Già pochi minuti dopo l'episodio la ragazza aveva chiamato la polizia, e sul posto si era portato il 113 e la Squadra Mobile.

 

Gli investigatori hanno quindi lavorato sulle registrazioni della video-sorveglianza e la testimonianza di un addetto alla cassa, secondo cui l'uomo, dopo il tentativo di compiere atti sessuali contro la sua volontà e il rifiuto di lei, avrebbe proposto alla giovane di non pagare il ticket, ma lei avrebbe risposto fieramente ‘Io pago'. Anche le telecamere, in corridoio, avrebbero inquadrato una discussione animata tra i due, secondo la Squadra Mobile, guidata da Claudio Cagnini. All'arrivo della Polizia, i due hanno reso dichiarazioni contrastanti: lei sostiene di aver ricevuto l'offerta di 30mila euro per tacere e non denunciare; lui invece sostiene che è stata la giovane a tentare di estorcergli 30mila euro per non denunciarlo, un ricatto iniziato perché non voleva pagare il ticket.

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