Forlì, giovani. Di Maio: "A fianco dei ventenni e trentenni che manifestano civilmente"

Forlì, giovani. Di Maio: "A fianco dei ventenni e trentenni che manifestano civilmente"

Forlì, giovani. Di Maio: "A fianco dei ventenni e trentenni che manifestano civilmente"

FORLI' -  "In queste ore bisogna essere al a fianco dei ragazzi che manifestano per il loro futuro e per il futuro del Paese: con senso di responsabilità, senza soffiare sul fuoco e facendo ogni atto che possa servire per evitare che la protesta, pacifica, civile e legittima, si trasformi in violenza". Marco Di Maio, 27enne segretario del Pd forlivese e consigliere comunale a Forlì, si schiera al fianco dei "ventenni e trentenni di questo paese esausti di vivere in uno stato che non futuro e speranza".

 

"E' da irresponsabili soffiare sul fuoco della protesta che da ogni angolo d'Italia si sta sollevando da parte di tanti coetanei - afferma Di Maio -, di tanti ventenni e trentenni di questo paese esausti di vivere in uno stato che non offre loro futuro e speranza. Il rischio è che in questo modo gli eccessi, che abbiamo visto a Roma e che condanniamo, si ripetano oscurando invece le sacrosante ragioni che i ragazzi hanno di manifestare. E forse è questo l'obiettivo del governo e dei suoi rappresentanti politici: alzare la tensione, alzare la polvere e il caos per nascondere il problema vero, cioè l'assenza di futuro".

 

Di Maio invita tutti, esponenti politici e istituzionale, "fare ogni sforzo per evitare che la rabbia si trasformi in violenza e che la protesta pacifica e civile prevalga sulle strumentalizzazioni politiche. Compito di chi amministra la cosa pubblica o ricopre ruoli pubblici, non è soffiare sul fuoco ma offrire delle risposte alle istanze che vengono con forza poste dalla comunità, dalla gente comune, da vasti settori della società".

 

"Il clima di tensione che si tenta di seminare nel paese e nelle comunità locali, è quanto di più sbagliato si possa fare in questo momento - fa notare Di Maio - . Quando si vivono momenti di difficoltà come quelli che stiamo attraversando nel nostro paese, il rischio è che prevalgano gli istinti alla chiusura, all'egoismo, al "ghe pensi mi". Dobbiamo invece rimettere al centro le relazioni tra le persone, l'ascolto, la condivisione delle scelte, la proiezione verso il futuro. Per questo è importante, ad esempio, che il Consiglio comunale di Forlì abbia approvato all'unanimità un documento di condanna per i gesti intimidatori che si sono registati a Forlì nelle ultime settimane".

 

"L'impegno mio e di tutti coloro che nel Partito Democratico forlivese hanno ruoli di responsabilità nelle amministrazioni locali ad ogni livello - assicura il segretario -, sarà finalizzato a difendere con forza quel principio di legalità irrinunciabile in qualsiasi democrazia evoluta e a delimitare nettamente il confine tra la protesta pacifica e civile e chi, invece, insinuandosi in modo subdolo nella rabbia di chi non ce la fa più, vuole trasformare la protesta in violenza. Con la stessa determinazione bisogna condannare a prendere le distanze da chi fa leva su questa minoranze per screditare la moltitudine chi pone problemi enormi di cui nessuno si occupa, cioè quelli delle giovani generazioni.".

 

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