Forlì: giro di ricettazione di preziosi, trovato un "tesoro" non registrato

Forlì: giro di ricettazione di preziosi, trovato un "tesoro" non registrato

Forlì: giro di ricettazione di preziosi, trovato un "tesoro" non registrato

FORLI' - Passeggiava tra i banchi della fiera di antiquariato Babilonia, e su uno di questi ha riconosciuto tre suoi quadri che pensava al sicuro in un deposito. Da questo ritrovamento casuale sono partite le indagini dei carabinieri che seguendo tutta la catena della refurtiva sono riusciti ad individuare un orafo forlivese che, secondo le accuse, ricettava preziosi e oggetti di antiquariato. Nel suo negozio sono stati ritrovati gioielli non tracciati per oltre 100mila euro.


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Tre persone sono finite denunciate per quest'operazione del nucleo radiomobile dei carabinieri di Forlì, comandati dal tenente Cristiano Marella. Tutto è iniziato quando la vittima aveva dato in affitto un appartamento ad un soggetto, chiudendogli però una stanza che aveva destinato a deposito di suoi oggetti, in gran parte argenteria e oggetti di antiquariato. E' R.M., l'inquilino di 26 anni, il primo denunciato della vicenda, per furto aggravato. In particolare, avrebbe dato ad un giovane amico, un ventenne, alcuni oggetti da piazzare tra gli antiquari forlivesi. G.S., il secondo denunciato della vicenda, per ricettazione, sarebbe riuscito a vendere tre quadri per 150 euro ad un antiquario forlivese.

 

Antiquario che poi alla fiera Babilonia ha messo sul banco la merce, facendo chiudere così il cerchio, col ritrovamento da parte della stessa vittima. Ma è stato questo l'unico filone seguito dai carabinieri. L'antiquario, infatti, è riuscito a dimostrare la sua buona fede e la regolarità formale dell'acquisto dei quadri proposti dal ventenne (le compravendite di questo tipo vanno registrate  con speciali fatture e registri di pubblica sicurezza).

 

Il ventenne ha anche ammesso di aver consegnato altra merce ad un secondo personaggio, un orafo del centro di Forlì. E' qui che i carabinieri hanno trovato le maggiori irregolarità. Oltre alla refurtiva ricettata accompagnata da documentazione incompleta - per cui è partita la denuncia per ricettazione -, i militari hanno trovato un tesoro fatto di oggetti preziosi non registrati per circa 100mila euro, di cui molti diamanti. Nella cassaforte in bagno, poi, sono stati rinvenuti 18mila euro in contanti, che l'orafo avrebbe detto "di essersi dimenticato là dentro", senza giustificarne la provenienza.

 

I carabinieri hanno quindi posto sotto sequestro la merce, diretti dal pm Fabio Di Vizio. Il sospetto, ora, è che tra quei gioielli, in particolare tra quelli usati, vi sia la refurtiva di altri furti precedenti. I carabinieri invitano chi ha subito l'incursione dei ladri a controllare se ci potessero essere preziosi di cui sono in grado di dimostrarne la proprietà tra quelli sequestrati. "Ricordiamo a tutti i cittadini, che si rivolgono a orafi e compro-oro, di richiedere la compilazione completa ed esatta delle speciali fatture che rendono trasparenti queste compravendite", è l'appello dei carabinieri del Radiomobile.


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