Forlì, i banditi con le parrucche dietro la rapina del decennio

Forlì, i banditi con le parrucche dietro la rapina del decennio

Forlì, i banditi con le parrucche dietro la rapina del decennio

FORLI' - Saranno ricordati per aver messo a segno una delle rapine più proficue di tutti i tempi nel Forlivese. Era il 9 febbraio del 2009 quando ripulirono di 370mila euro la filiale della Banca Romagna Centro Credito Cooperativo di piazza Trieste a Forlimpopoli. I responsabili di quel colpo, che gli inquirenti hanno evidenziato da professionisti, hanno un volto: sono gli stessi che avevano assaltato il 14 luglio del 2008 la Cassa dei Risparmi di Cesena a San Vittore.

 

> LA RAPINA: I FOTOGRAMMI DELLE TELECAMERE INTERNE

 

Si tratta di Rocco Verderosa, 60enne di Foggia; Cosimo Proto, 45 anni di Brindisi; e Filippo Pierfelice, 50 anni di Pescara. I tre, già in carcere a Cremona per una fallita rapina commessa nel giugno dello scorso anno, sono stati colpiti da un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luisa Del Bianco su richiesta del pubblico ministero Marilù Gattelli. Le indagini sono state condotte dagli uomini della Squadra Mobile di Forlì, coordinati dal dirigente Claudio Cagnini.

 

Come nel colpo di San Vittore, il terzetto aveva nascosto la vera identità con trucco, parrucche, baffi e barbe finte. Ma questa volta si erano spinti oltre. Coordinandosi con auricolari, prima avevano rubato un'auto a Ravenna. Poi avevano sequestrato una donna delle pulizie della banca, puntandole la pistola contro mentre si trovava ferma al semaforo a bordo della sua vettura a San Varano. Serviva per entrare da una porta secondaria, senza dare troppo nell'occhio ai presenti.

 

Erano le 16.30. La banca era già chiusa al pubblico e dipendenti stavano smaltendo gli ultimi clienti presenti. Armati di pistola i banditi sequestrarono tutti i presenti privandoli dei cellulari, richiudendoli in bagno. Quindi attesero con tutta tranquillità l'apertura del caveau, che custodiva un oro da quasi 400mila euro. Ripulito il forziere fuggirono senza lasciar tracce. La svolta è arrivata il 4 giugno, quando gli ingordi banditi sono stati catturati dopo una fallita rapina alla Banca Cremonese di Cremona.

 

I fotogrammi delle immagini a circuito chiuso hanno consentito agli inquirenti di associare a Verderosa, Proto e Pierfelice il volto dei rapinatori di San Vittore e successivamente di Forlimpopoli. Le accuse sono di sequestro di persona, rapina aggravata, ricettazione e porto abusivo d'arma. I tre si erano conosciuti in carcere, dove si trovavano per altri reati. Tornati in libertà si frequentavano solo per i colpi. Per poi dividersi dopo aver spartito il malloppo.

 

Alla squadra del dirigente Cagnini sono arrivati i complimenti del Questore Calogero Germanà, prossimo alla partenza per Piacenza. "Stiamo facendo uno sforzo notevole in campo di prevenzione, ma soprattutto di repressione - ha esordito Germanà -. Assicuriamo di esser protesi a dare il massimo di noi stessi per garantire la sicurezza del cittadino. Anche a distanza di anni riusciamo ad individuare i responsabili di rapine. E la Polizia continuerà a muoversi con questo spirito".  

 

Giovanni Petrillo


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